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IL BATTESIMO-DISCO: DONNA SUMMER e GLORIA GAYNOR: Nasce ufficialmente la DISCO-MUSIC...

C'e' un anno, a mio vivo parere, che funge da spartiacque tra due epoche musicali e che in maniera netta e inequivocabile sancisce la "morte" del Primo Movimento e la conseguente nascita del Secondo.
Sara' il 1975 a "ufficializzare" questo "passaggio di consegne". La musica rock a quel tempo stava soffrendo un continuo e lento declino, dovuto in gran parte alla saturazione di molti dei complessi che erano stati i diretti responsabili della rivoluzione del 33 giri, colossi della musica pop oramai drammaticamente a corto di idee e pronti a comunicare il loro personale "suicidio artistico".
robert frippD'altronde fu proprio ROBERT FRIPP, leader e mente storica dei KING CRIMSON, unanimememente riconosciuti come il "gruppo-madre-Deus-ex-Machina" del Rock Progressivo, a essersi lasciato andare a una affermazione che fece scalpore: "siamo nel 1974 e per il rock progressivo e' giunta la fine; piu' nessun gruppo dovrebbe produrre questo tipo di musica...". Piu' o meno ando' cosi', ma, e questo e' ben noto, i GENI sanno anche predire il tempo e FRIPP si e' rivelato una felice eccezione: fu l'unico ad aver analizzato compiutamente (e spietatamente) la crisi di un movimento che aveva speso ogni residua energia e che chiaramente non aveva piu' niente da dire.
Se il 1974 segno' la fine, artistica, fisica e simbolica, dei KING CRIMSON, altrettanto non si puo' dire per la restante parte degli "ambasciatori del progressive-rock": sia YES che GENESIS, JETHRO TULL, CAMEL, GENTLE GIANT, SOFT MACHINE e "soci" avrebbero continuato imperterriti nel produrrecomplicate, spesso assurdamente astruse, eccessivamente e fastidiosamente criptiche strutture armoniche, con testi al limite della comprensibilita' umana, portando verso il baratro piu' prossimo una musica da considerarsi fine a se stessa, contraddistinta da lacune compositive pateticamente "complementate" da esercizi ultra-tecnici di mero, puro esibizionismo, accentuando quell'egocentrismo da sempre loro indiscusso e innegabile marchio di fabbrica, quasi volessero "cullarsi" nella loro folle, sconsiderata auto-indulgenza.
In sovrapposizione a questa sempre piu' debordante crisi, subentrarono artisti che si sarebbero eretti, nell'arco di poco piu' di un quinquennio, ad "alfieri del Nuovo Movimento", il Movimento della DISCO-MUSIC.
Come già detto fu il 1975 a testimoniare questo cruciale "passaggio", uno spartiacque che divise nettamente due frangie di ascoltatori-musicofili, la prima, quella piu' nostalgica e legata alle vecchie inossidabili radici della musica rock, la seconda invece, piu' moderna e aperta alle piu' svariate soluzioni commerciali, dedita invece al "nuovo verbo" della black music.
Gia' un anno prima, nel 1974, i K.C. & THE SUNSHINE BAND, direttamente da MIAMI, avevano esordito con "DO IT GOOD", che il sottoscritto non esita a etichettare, entusiasta, come uno degli esordi piu' felici in campo "black". La loro musica consisteva in una esplosiva miscela di funky, influenze caraibiche, un sapiente e "spiegato" uso di ottoni e il junkanoo, uno stile di derivazione caraibica del quale Richard Casey e Peter Finch (rispettivamente il tastierista e il bassista dei K.C., nonche' fondatori del complesso) si innamorarono perdutamente durante un matrimonio al quale avevano partecipato in qualita' di musicisti d'accompagnamento: fu in quel frangente che rimasero folgorati dal magnetico, avvolgente e sensuale groove caraibico proposto da un gruppo di musicisti ingaggiati per l'occasione; e fu da quella folgorazione che Casey e Finch presero la decisione di formare i K.C. AND THE SUNSHINE BAND.
Tra i classici di questo primo lavoro spiccano le notevoli "QUEEN OF CLUBS", (loro primo hit in Gran Bretagna, un funky gioioso e trascinante, adattissimo per le future "mode da ballo" che di li' a qualche mese si impossesseranno del pubblico americano, prima, e di quello europeo, in seguito), la furente title-track, "SOUND YOUR FUNKY HORN", "BABY I WANT YOUR LOVIN'", impreziosito da un finale concitato e contagioso e "I'M A PUSHOVER", che sanciscono in maniera definitiva il particolarissimo, eccentrico sound della band di Miami.
Ho voluto citare la prima opera dei K.C. in quanto esso appartiene di diritto a quella eletta schiera di "primi impatti" iniettati di benefico magnetismo e scanditi da ritmi e melodie contagiosissime, che obbligano quasi l'appassionato/musicista a un ascolto compiaciuto, oserei definire "drogato", in completo stato di "assuefazione musicale".
In piu' "DO IT GOOD" si sarebbe rivelato autentico antesignano della dance music, una proposta di musica da ballo comunque originale, piacevolissima e per nulla banale, suonata da ottimi musicisti dotati di gusto, pathos e grande senso del groove.
Dirigiamoci ora da dove eravamo partiti.
Eccoci al "nostro" fatidico, irrinunciabile 1975.
Il 1975 vede la pubblicazione di due lavori discografici in seguito passati (di diritto) alla storia della Disco: mi riferisco a "LOVE TO LOVE YOU BABY", inciso da DONNA SUMMER, e "NEVER CAN SAY GOODBYE", esordio di GLORIA GAYNOR.
gloria gaynorVa sottolineato come queste due artiste meritino piu' di qualunque altra performer il titolo emblematico di INDISCUSSE "REGINE DELLA DISCO-MUSIC". Entrambi i 33 giri si avvalgono di un curioso quanto singolare primato: le loro rispettive "facciate-A" avrebbero costituito l'archetipo principale di "Album da Discoteca", in particolare NEVER CAN SAY GOODBYE della Gaynor.
Il lato-A si apre con "HONEY BEE", dove una chitarra distorta lascia spazio a un riff contorto ma al contempo semplice e di immediata presa;irrompe, prepotentemente, la voce multiottava di Gloria Gaynor, caratterizzata da toni quasi "infantili", che ostentano e rimarcano ulteriormente la vocalita' sovracuta della performer newyorkese. Forse potenzialmente inferiore a certe sue colleghe ben piu' famose e blasonate, comunque efficacissima e sempre pronta a "mordere" l'ascoltatore di turno.
I primi tre brani dell'album sono autentiche "long versions", perfettamente adattabili ai lunghi percorsi del 33 giri e rivelanti un aspetto inaudito e sensazionale, per i tempi: "HONEYBEE" e le successive "NEVER CAN SAY GOODBYE" e "REACH OUT (I'LL BE THERE)"
avrebbero comportato il primo esempio di brani in sequenza senza interruzione, sposando la formula da discoteca che impazzera' nei successivi anni e dominera' i mercati mondiali della musica pop.
Si tratto', e questo fu una sorta di "record", del primo tentativo di facciata concepita unicamente per essere suonata nelle discoteche, non dovendo cosi' scomodare piu' di tanto i DJ's dell'epoca, onde non farli impazzire nelle scelte di brani e/o complicare loro la vita nel dover sovrapporre una traccia all'altra, in tipico "disco-fashion".
Era nata ufficialmente la DISCO-MUSIC. Il lato-B e' altrettanto suggestivo ma impostato in maniera del tutto differente: invece di tre "long-versions" da discoteca senza spazio fra una song e l'altra, in quest'occasione abbiamo 5 tracce una slegata dall'altra, in
rigoroso rispetto della "vecchia formula" del 33 giri.
In definitiva: un lato sarebbe servito per soddisfare le esigenze del "disco-business" e l'altro per soddisfare compratori e ascoltatori piu' canonici e dediti ai vecchi clichès imposti dal rock'n'roll.
La Gaynor purtroppo non riuscira' a ripetere un simile exploit, e i 33 successivi a questo dovranno sempre subire l'onta dell'imbarazzante confronto con la folgorante e innovativa opera d'esordio.
donnasummerTerzo disco storico concepito in quell'incredibile, "caldo" e cruciale 1975 fu LOVE TO LOVE YOU BABY, di DONNA SUMMER, album prodotto dall'irreprensibile produttore italo-tedesco GIORGIO MORODER, uno dei grandi padri della DISCO-MUSIC.
In seguito quest'ultimo, fedele compagno delle produzioni discografiche della Summer, si rivelera' uno degli "interpreti" piu' prolifici e geniali di tutto il "disco-movement", portando soluzioni innovative e di grande impatto nell'ambiente delle discoteche, soluzioni che provocheranno la definitiva, incontrastata ascesa della musica dance nel mondo.
"LOVE TO LOVE YOU BABY" e' interamenteoccupato, nella prima facciata, dall'omonima "suite", una delle prime in ambito disco-music: trattasi di un kilometrico "soul/rhythm'n'blues" pesantemente "colorato" da arrangiamenti ammiccantie sensuali, sui quali svettano gli eroticissimi sospiri di Donna Summer, che fanno egregiamente da contrappunto alle soluzioni sincopato-armoniche di Moroder e Bellotte (il suo co-produttore e arrangiatore, anche costui elemento di spicco delle produzioni dance, nonche' "braccio destro" di Moroder stesso).
All'ascolto di "LOVE TO LOVE YOU BABY" non si puo' che rimanere piacevolmente "interdetti": tanto e' l'eros, compiaciuto e assai esplicito, contenuto in quell'interminabile, ossessivo solco.
Eccellenti si rivelano anche le parti strumentali, che danno l'impressione di essere state "tagliate" al millimetro, soavemente, gustosamente complementari alle "pretese sessuali-vocali" della Summer. Sedici minuti e cinquanta secondi di continue allusioni a possessioni e richieste di soddisfazione sessuale che non hanno precedenti nella musica popolare del 20° Secolo.
Il lato B, cosi' come per "NEVER CAN SAY GOODBYE" di Gloria Gaynor, era occupato da quattro tracce staccate l'una dall'altra ma di fascino non inferiore al lato predecessore.
Su tutte spiccano "PANDORA'S BOX" (che ci mostra (finalmente) Donna allontanarsi dai sospiri e sussurra erotiche per lanciarsi in un'interpretazione a piena voce, convincente e dai toni struggenti e malinconici; perfetta e' la sua vocalita' in questo delicato frangente musicale, a testimonianza di come la Summer sia una cantante di prima categoria e dall'indiscussa versatilita' ed espressivita' interpretativa) e "WHISPERING WAWES", uno spaccato di raro magnetismo nel quale la voce conturbante e sospirante della cantante sembra perfettamente mescolarsi al candido, garbato rumore delle onde del mare, in una soluzione musicale di grande effetto e rara suggestione, ed al contempo ricco di pathos musicale.
"NEED A MAN BLUES" e' piu' torbida nei contenuti, con la voce della Summer che gioca, con piacere, con il suo ammaliante falsetto.
E' il 1975, dunque, ed il Rock tende a scomparire a favore del Nuovo Imperante Movimento: la Disco-Music.
E lo slogan, ossessivo e martellante, recitera': "FUCK THE ART, WE WANNA DANCE"...!!!
In fondo... non avevano poi cosi' tutti i torti....

© Alan Tasselli 2003 - per gentile concessione dell'autore

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