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Bowling Balls From Hell Vol.1 & 2: due bizzarre raccolte dell'underground americano, di Giovanni Carta

E' risaputo che la fine degli anni '70 fu un periodo di massicci stavolgimenti musicali e di costume, il movimento punk, prima di essere inesorabilmente fagocitato dai grandi media, diede nuova voce al malessere giovanile con una prepotenza e un'attitudine sonora difficilmente riscontrabili in passato, mentre le istanze più creative della new-wave raccolsero immediatamente vasti consensi di critica e di pubblico: in un simile contesto si sviluppò nella fiorente cittadina di Akron, Ohio, una scena musicale piuttosto movimentata e non priva di stranezze, anzi... Le due raccolte trattate in questo articolo, Bowling Balls From Hell vol. 1 e 2, pubblicate rispettivamente nel 1980 e nel 1981 da una piccola etichetta locale, la Clone Records, sono un ritratto estremamente rappresentativo di quanto avvenne in una città in passato non certo famosissima per la sua tradizione musicale destinata a dare i natali ad alcuni musicisti, come vedremo, decisamente poco ortodossi. Come forse è intuibile dal bizzarro titolo delle due raccolte buona parte della musica contenuta in esse è riconducibile, a mio parere, a un filone "assurdista" (inaugurato con molta probabilità da Zappa e le sue Mothers Of Invention) la cui priorità è quella di mantenersi costantemente su un livello artistico anticonvenzionale e possibilmente all'avanguardia, il tutto accompagnato naturalmente da un notevole senso dell'ironia. Il primo volume della serie rispetto al secondo è anche quello che raccoglie i momenti più genuinamente folli, non a caso appare come ospite d'onore in un brano proprio uno dei massimi irregolari del periodo ovvero il cantante e leader dei Pere Ubu, David Thomas. Il primo volume, formato da una dozzina di brani, è caratterizzato dalla sua particolare struttura: ciascun brano per cosi dire "cantato" della raccolta viene seguito da futuristiche schegge strumentali per sintetizzatore, dalla durata media di due minuti, composti e suonati da Denis De Frange, metà del disco si basa quindi sul genio stralunato di questo misconosciuto tastierista. L'altro grande protagonista di questa raccolta è il sassofonista-polistrumentista Ralph Carney, già collaboratore di Waitress ( in questo disco con un singolare brano dancepop demenziale, Wait Here, I'll Be Right Back), Tin Huey, Tom Waits, B-52's e altre decine di progetti. Per l'occasione Carney, ha scritto tre brani assolutamente folli ed imprevedibili come Closet Bears, Hosé Anna, cyber-funk martellante e rumoristico a un passo dall'avanguardia e, infine, la sinistra danza paranoica e mutante di Sunset in Hibernia, scritta, incisa e cantata insieme all'amico David Thomas.
I restanti due brani della raccolta sono gli unici che si accostano ad una forma canzone: Ride, Rider degli Haff Notz è qualcosa di simile a una sgangheratissima ballata folk-rock mentre Andrea di Hurrican Bob, un pò rockabilly e un pò garage, è il momento spensierato e distensivo del disco.
Il secondo volume dei Bowling Balls From Hell, uscito nel 1981, si discosta in parte dagli estremismi sperimentali presenti nella raccolta precedente e tende a privilegiare canzoni di maggior impatto melodico e, in qualche modo, più facilmente riconducibili al fenomeno punk; questo non impedisce a gruppi come Tin Huey (da ricordare l'unico disco inciso dal gruppo, Content Dislodged During Shipment pubblicato dalla Warner Bros nel 1979) e Waitress di farsi risentire in tutta la loro stravaganza con due canzoni come l'irruente e zappiana Wise Up (Love?/You Must Be Kidding), registrata nel 1978, e lo spassoso rock'n'roll spaziale alla Gong di Astronettes, rispettivamente sotto la firma di Tin Huey e Waitress. In realtà Bowling Balls Vol. 2 ospita anche un gruppo straniero e guardacaso i giapponesi Totsuzen Danball hanno inciso proprio l'episodio più stravolto ed eccitante della raccolta, Jelly Beans Say, un tremendo e allucinante esempio di contaminazione fra postkpunk ed improvvisazione acid rock. Per il resto, pur mantenendosi su livelli più che buoni, la raccolta tende a normalizzarsi: fra energiche tendenze garage-punk di gruppi come Bizarros e Hammer Damage, il rock melodico al femminile di Susan Schmidt/Debbie Smith e le cavalcate psycho-punk degli Unit 5 il secondo volume di Bowling Balls From Hell mantiene a ogni modo il fascino di una raccolta che, volantariamente o meno, ha attirato verso di sè una serie di nomi ai margini del rock-business ma meritevoli di essere riscoperti e rivalutati per la loro originalità e potenza espressiva.

© Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore

 


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