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Dead Child - Attack (Quarterstick Records - 2008)

I Dead Child si presentano come un metal frankenstein cresciuto sotto la benedizione-maledizione della musica più violenta ed heavy in circolazione... Affermazione invero un pò esagerata ma forse non del tutto infondata, Attack sembra riassumere un bel pò di tendenze del metal americano degli ultimi anni: l'attitudine stradaiola avvicina i Dead Child al crossover-hardcore, con dei riffs di chitarra squadrati ed ordinati (sin troppo) così thrashy... una batteria martellante (ma non troppo) e regolare... Osservo attentamente la loro bio e scopro che i Dead Child sono scaturiti dalla mente di David Christian Pajo, un bel personaggio che è stato uno dei protagonisti della scena indie americana e non, a partire dagli Slint per passare attraverso una miriade di bands, dagli Stereolab ai Tortoise fino ai famigerati Zwan di Billy Corgan. Evidentemente l'aver tirato su i Dead Child ha colmato la sua mancanza di collaborazioni in ambito strettamente heavy metal... Il David Pajo metallaro lascia comunque un pò perplessi, c'è da chiedersi quanto di spontaneo possa esserci in progetti di recupero (e nostalgia) come questi... Attack sembra un disco sin troppo ordinato e programmatico per poter sconvolgere il metallaro medio (a meno che non sia un ragazzino di 14-15 anni) e i suoi ingredienti non ci stupiscono più di tanto, dai riffs in stile Metallica della coppia Pajo-Mcmahan agli sclanci crossover post Rage Against the Machine; talvolta sembra addirittura di sentire un disco metal da primi eighties, alla maniera dei Judas Priest od Iron Maiden (in Angel of the Odd sembrano voler fare il verso a Bruce Dickinson), mentre l'incedere di un pezzo come The Coldest Hand ha movenze quasi doom. E che mi venga un colpo se Wasp Riot non ricorda i vecchi Prong. Poi è piuttosto curioso come le vocals di Dahm ricordino spesso quelle del buon Buddy Lackey dei rimpianti Psychotic Waltz...
Che dire, disco a suo modo anche divertente ma non certo memorabile. Magari con un pochino di violenza e cattiveria in più Attack sarebbe stato un calderone ben più intrigante e coinvolgente. Chissà, ho la vaga impressione che David Pajo per fare il metallaro sia arrivato un pochino in ritardo... riuscirà a guadagnare il tempo perduto?

www.deadchild.net

© 2008 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore

sezione musica
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