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Djamra "Transplantation" (Musea-2003)

Difficile dire quanto i Djamra siano stati spinti dall'ironia per autodefinirsi come una "real modern jazz band", prendere alla lettera certe definizioni può sempre essere causa di incomprensioni o malintesi, eppure alla seconda prova discografica, Transplantation, questi quattro ragazzi giapponesi di Osaka hanno fatto un bel salto dal loro mini cd d'esordio, A.M.O. 002, un'autoproduzione pubblicata nel 1999.
Su una base ritmica poco ortodossa dominata dalle capacità superiori del bassista Masaharu Nakakita, quasi un Bill Laswell dagli occhi a mandorla, i due fiati della band Shinji Kitamura (sax) e Dai Akahani (tromba) fanno di tutto per confondere le idee, sconvolgere e divertire chi ascolta con una serie di brani, undici in tutto, che coprono per intero una buona parte di storia del jazz. Per quanto possa apparire un pò azzardato i Djamra di Transplantation hanno probabilmente voluto effettuare una specie di rilettura, ironica ed un pochino provocatoria, delle strade musicali percorse dal jazz intero, dalla tradizione alle spinte più rumoriste-avanguardiste.
Quelle che potrebbero sembrare semplici esercizi di stile in questo disco vengono tramutati in travolgenti e imprevedibili composizioni, magari un pò controverse in certe provocatorie scelte improvvisative, ma assolutamente godibili e spassose nella loro spregiudicata creatività.


© 2004 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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