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Ned Evett - "I stole" (Emptybeach Records 2004)


Apparentemente figlio di quel movimento dei guitar-hero che esplose attorno alla metà degli anni ottanta, nonchè sorta di genietto capace di brevettare uno speciale modello di fretless guitar, volgarmente definibile come chitarra senza i tasti del manico e vagamente accostabile alla slide guitar, Ned Evett in realtà non appartiene alla categoria dei chiarristi egocentrici disposti unicamente a far valere unicamente le proprie doti tecniche ( i tempi degli ego-chitarristi sembrano ormai passati da un pezzo...) ma, piuttosto, con questo ultimo disco si inserisce con molta discrezione e altrettanto talento nel filone degli autori pop-rock d'oltreoceano. I Stole è il terzo disco di Ned Evett (il suo esordio An Introduction To Fretless Guitar è del 1999 mentre il penultimo, Circus Liquor, è del 2002), composto essenzialmente da una serie di canzoni semplici e immediate: diverse composizioni sembrano volersi agganciare a un contesto folk tipicamente americano, in particolare nei molti episodi intimisti e introspettivi presenti nel disco, in altri momenti il rock speziato di pop assume una maggiore rilevanza, pur senza scalpitare troppo... l'eleganza e una certa raffinatezza la fanno comunque da padrone. La sobrietà e la freschezza delle canzoni sono il risultato delle capacità di un chitarrista estremamente intelligente e versatile, per non parlare del suo enorme bagaglio tecnico, dotato pure di una voce discreta (quasi incredibilmente in questo disco non ci sono pezzi strumentali) e ben supportato da un'ottima band, il Ned Evett Group. Per il sottoscritto Ned Evett rappresenta dunque una bella sorpresa e un'ottimo antidoto contro la pessima musica che circola, come al solito, durante la stagione estiva.

© 2004 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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