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Flat 122 - "The Waves" (Poseidon/Musea - 2005)

In questi tempi di catalogazione esasperata, trovo leggermente sgradevole dover marcare con delle etichette forzate l'operato di quelle band che cercano di spingere la propria musica verso i confini di genere, fra le novità più interessanti, ad esempio, i Flat 122 si cimentano in composizioni strumentali che traggono ispirazione da stili e linguaggi musicali diversi, dal jazz (rock) più raffinato e suadente alla musica classica più o meno contemporanea, frammenti d'elettronica e suggestivi quanto accennati elementi di musica etnica autoctona, il tutto sotto il segno di un'espressività tenue e ricercata; il termine, ormai un pò vetusto, di progressive rock può essere quello che più si adatta a questo trio chitarra-tastiere-batteria di musicisti giapponesi: l'effettiva padronanza strumentale si armonizza con una capacità notevole di evocare sensazioni ed emozioni genuine e inconsuete. La dimensione ideale per rappresentare The Waves è quella nebbiosa dei sogni e dei nostri sentimenti e ricordi più segreti; quella dei Flat 122 è una musica intima e visionaria dai tratti romantici e decadenti, guidata principalmente dal pianoforte e dalle gentili e suggestive elaborazioni sinfoniche del tastierista Takao Kawasaki. Le ritmiche condotte dal batterista Satoshi Hirata sono ben presenti e seguono traiettorie irregolari e complesse, senza mai dare a quest'opera un senso di esasperazione o freneticità. Il chitarrista Satoshi Hirata alterna efficai passaggi solistici ad elementi di contrappunto musicale in maniera decisamente discreta, in perfetta sintesi con le progressioni strumentali di Kawasaki. E' davvero difficile non rimanere affascinati da The Waves, i Flat 122 hanno dato vita a un'opera che ci allontana dal clangore brutale delle metropoli e ci riavvicina al piacere di ascoltare della musica intesa come forma d'arte, fonte di energia per lo spirito e la mente; salvo qualche leggero momento in cui i Flat 122 tendono a complicare ad oltranza gli arrangiamenti dei brani, dove dimostrano invece grande sensibilità nelle parti più atmosferiche e distese, The Waves si candida a diventare, almeno nel suo campo, una fra le più intriganti uscite di un 2005 ormai agli sgoccioli.

© 2005 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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