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Grimoon - Les 7 Vies du Chat (Macaco Records - 2008)

Chi ha avuto il piacere di ascoltare quello strano gioiellino che è La Lanterne Magique, si ricorderà bene del suo stralunato ed elegante pop-folk rock dai toni surreali e ironici. Trascorso oltre un'anno di attività intensa diviso fra un buon numero di esibizioni live in giro per l'Italia e l'Europa, i Grimoon hanno ritrovato la giusta ispirazione per realizzare il seguito della loro Lanterne Magique: ancora una volta sotto l'etichetta Macaco Records viente pubblicato il loro secondo ed ultimo disco "ufficiale" (se escludiamo il primo ep Demoduff#1) Les 7 Vies du Chat, prodotto da Giovanni Ferrario, continuazione ideale del disco precedente ed allo stesso tempo evoluzione naturale del suono Grimoon. I temi ricorrenti nella poetica musicale dei Grimoon in questo ultimo album sono rimasti pressoché invariati: i sentimenti, le storie d'amore perdute nella gelosia e nella follia dell'uomo, uno sguardo incantanto della realtà ma allo stesso tempo inquieto. I riferimenti ad una cultura popolare ormai apparentemente scomparsa dalle nostre realtà metropolitane affascinano ancora i Grimoon, così come i gatti accompagnati a delle figure solitarie e tormentate sono ricorrenti nell'immaginario della loro musica. A una line-up pressochè invariata che ha come punto di riferimento la coppia Solenn Le Marchand (voce, synths, accordion) e Alberto Stevanato (chitarra acustica, voce, xilofono), insieme a Erik Ursich (basso), Claudio Favretto (tastiere), Samuele Giuponi (batteria) e Andrea Iseppi (violino), si aggiungono alcuni ospiti importanti come il duo Pall Jenkins e Scott Mercado dei Black Heart Procession, il cantante Thibaut Derien, i simpatici Tre Ragazzi Morti ed Enrico Gabrielli, già con Mariposa e Afterhours. Le sette vie del gatto si diramano attraverso altrettanti brani cantanti prevalentemente in francese ed inglese, più due riletture in lingua italiana, il tutto per la durata di poco più di mezz'ora. Il suono dei Grimoon si è arricchito dunque di nuovi elementi con un approccio più sofisticato negli arrangiamenti ed ha approfondito ulteriormente le sue radici nella musica popolare e nel folk, con una componente psichedelica da non sottovalutare: gli archi, l'accordion ed il mellotron giocano un ruolo importante in brani come la deliziosa danza lunare di Space Head Puppy, nel divertente e sottilmente inquietante spettacolo circense del Cirque Funambules oppue ancora in una classica ballata francese come Voyage en Solitaire, cantata con tono decadente da Thibaut Derien. Il momento "forte" del disco è forse rappresentato da un'altra ballata acustica di questo cd, L'Amour Vague, intrisa di sognante, sensuale malinconia e dai tratti ancora una volta psichedelici, quasi cosmici. Se dovessimo valutare le condizioni di salute della musica indipendente italiana attraverso l'uscita di Les 7 Vies du Chat allora potremmo stare tranquilli e rassicurarci del suo ottimo stato!

© 2008 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore

sezione musica
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