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Stefano Marzorati 2010

 

Romanticismo in Super 8...

23 giugno 2010

Autore: Grimoon
Album: Super 8
Etichetta: Macaco Records
recensione di Giovanni Carta

Dopo un disco interlocutorio e deliziosamente stravagante come Les 7 Vies Du Chat, inciso con la collaborazione di molti ospiti ed amici come Thibaut Derien, Mariposa, Black Heart Procession e Tre Allegri Ragazzi Morti, ed una lunga serie di concerti in giro per l’Italia e l’Europa, fra il 2008 ed il 2009, i Grimoon ritornano sulla scena discografica con un opera che riprende il binomio musica-cinema già iniziato in passato con il loro primo disco ufficiale La Lanterne Magique (uscito nel 2006), questa volta con toni forse ancora più austeri ed introspettivi. Super 8 esce dunque con un dvd contentente il secondo lungometraggio realizzato da Solenn Le Marchand e Alberto Stevanato, “Neera”, film autoprodotto di un’ora e mezza in cui si riflettono alcune delle tematiche care ai Grimoon: eros e thanatos, il concetto dell’arte e della fantasia come salvezza dello spirito, la passione per la mitologia classica. La musica in “Super 8” teoricamente non dovrebbe rappresentare nessuna sorpresa per chi avesse già apprezzato in passato “La Lanterne Magique” e “Les 7 Vies du Chat”, infatti il cuore del disco è composto da una serie di brani romantici dalle sonorità acustiche e folk, ballate oscure e maliconiche, speziate talvolta da un pop brioso e malizioso. La differenza in “Super 8” sta nella qualità del suono come nella maturità dei brani. Questa volta la produzione è stata affidata alle mani dell’amico Scott Mercado (Manouk, Black Heart Procession, Candlebox), il mastering svolto negli studi di San Diego (USA)... ovviamente il disco suona splendidamente e tutti i dettagli nei brani sono evidenziati in maniera cristallina; il songwriting dei Grimoon si è reso ancora più sofisticato e completo, con arrangiamenti sempre più elaborati e dilatati, con maggiore attenzione per una strumentazione variegata composta dagli archi, violino, fisarmonica, una buona selezione di tastiere (mellotron compreso) ed un utilizzo della tromba piuttosto inedito per i Grimoon in “Partisan”, uno dei brani più intensi del disco. C’è da dire che la maggioranza dei pezzi sono cantati in francese e solamente il brano introduttivo “Orfeo” è cantato in italiano, una scelta che entra bene in sontonia con il clima sognante e romantico che si percepisce durante l’ascolto dei brani, impressioni e fotografie di un mondo complesso ed incerto, difficile da decifrare nella sua essenza se non attraverso i nostri sentimenti più veri e sinceri. Le canzoni dei Grimoon sono quanto di più classico possiamo aspettarci da un ensemble folk rock cantautorale ed allo stesso tempo il repertorio di “Super 8” si spinge verso territori onirici e poetici, grazie all’estrema cura dei dettagli e nell’intensità delle interpretazioni vocali della Machand e Stevanato, sempre estremamente misurate ed eleganti. Lo stile dei Grimoon è ormai filtrato da molteplici suggestioni musicali, dal cantautorato di Leonard Cohen fino al pop rock contemporaneo più melodico, senza disdegnare attimi di introspezioni “dark”, fughe psichedeliche ed aperture quasi sinfoniche... Il mondo musicale dei Grimoon si traduce così in un gentile caleidoscopio di suoni e strane suggestioni, sentimenti vitali e mai banali... L’attitudine dei Grimoon nell’affrontare la musica è a dir poco commovente se confrontata alla decadente volgarità imperante del nostri giorni, la loro poetica appare davvero lontano anni luce dalla plastica musicale preconfezionata e diffusa apposta per un pubblico globalizzato ed omologato verso il basso.