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Edward Ka-Spel - "A Long Red Ladder to the Moon"
(Beta-Lactam Ring Records - 2005)


Fra gli ultimi grandi eccentrici del rock, Edward Ka-Spel ricopre un ruolo di primo piano, sia per la sua fecondità creativa che, attraverso oltre una trentina di titoli pubblicati nell'arco di poco più di vent'anni, fra alti e bassi, si è sempre distinta per dei contenuti artistici decisamente singolari e intriganti. Avviata la sua avventura solistica parallela ai Legendary Pink Dots verso la metà degli anni ottanta, Edward Ka Spel, cantante-tastierista-poeta cantore "lato oscuro della luna", ha composto alcune pagine memorabili di poesie musicali malate e decadenti, ispirate tanto dal genio tragico di Syd Barrett quanto alle tormentate visioni nichiliste di Peter Hammill e alla più gelide e tetre tendenze della new-wave. L'eclettismo e la ricerca musica più libera hanno da sempre contraddistinto nel tempo, senza un attimo di pausa, le opere di Ka-Spel e dei Legenday Pink Dots, e ancora oggi Ka-Spel ha dato vita a un lavoro dalle proporzioni quasi monumentali se paragonato alle pochezza di buona parte delle produzioni musicali che vengono spacciate in giro nei negozi ed attraverso i vari media. Senza dire nulla di formalmente nuovo, A Long Red Ladder To the Moon unisce in modo assai coinvolgente la componente musicale elettronica e cosmica di Ka-Spel a un destabilizzante senso del grottesco, musica che sembra provenire da un qualche strano e sperduto angolo dell'universo... L'inizio dall'incedere drammatico e cerimoniale di Black Widow Kiss alterna ritmiche marziali a spinte melodiche esotiche ed orientaleggianti, sino a culminare in un pungente e serrato assolo di chitarra che sembra quasi tratto da qualche vecchio disco dei King Crimson; viceversa, la successiva Mechanical Sam risulta un brano quasi di facile ascolto, con le sue dolciastre melodie ed un sintetizzatore pulsante a guidarci verso una sorta di synth-pop alienato e lievemente disturbante. Se un brano come Flipside è il pezzo più aggressivo e caotico del cd, puro non-sense tecnologico, Hey Rainman è una emozionante e delicata ballata futurista. Gone Subterranean è divisa in due parti, dura oltre dodici minuti, ed alterna ad una prima fase strumentale di rumorismo meccanico non troppo esasperato, filtrato da un tema musicale minimale per pianoforte, feedback e percussioni, una seconda parte più melodica e ritmatica cantata da Ka-Spel. Nel suo insieme, A Long Red Ladder to the Moon è un'opera psichedelica di grande suggestione, da ascoltare e assimilare con calma; probabilmente solo così, nella massima rilassatezza mentale, si può apprezzare in pieno questo nuovo gioiellino prodotto da Ka-Spel.

www.blrrecords.com

© 2006 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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