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Lillayell/Velma "s/t" (Psychotica Records - 2006)

Pensavo che i Lillayell fossero ormai dati per dispersi dopo l'uscita del loro ultimo disco omonimo uscito tre anni fa, invece con un certo interesse si rifanno vivi insieme agli svizzeri Velma per uno split cd, sei brani a testa per una durata totale di una settantina di minuti. Diversamente dagli esordi, i Lillayell si ripropongono in una maniera più semplice e diretta, senza indugiare nelle articolate deviazioni strumentali che hanno caratterizzato il loro sound iniziale: riff quadrati e possenti, distorsioni noise, melodie taglienti e sofferenti, i Lillayell riscoprono la forma canzone dell'indie-rock più abrasivo, espressione di un'urgenza comunicativa che sembra voler rinunciare momentaneamente a qualsiasi ambizione sperimentale. Per gli svizzeri Velma il discorso si fa un pochino più complesso, attivi dalla seconda metà degli anni novanta con un disco d'esordio, Rythmique, uscito nel 1997, i Velma spostano il baricentro di questo split verso territori più psichedelici, allucinati, dalle sonorità dilatate ed oniriche... L'approccio musicale di questo trio svizzero è alquanto monolitico e rituale, differentemente dai Lillayell le parti vocali sono morbide e distaccate, come in una sorta di trance; le sonorità possono ricordare i Sonic Youth e My Bloody Valentine, l'aspetto lisergico di brani come Landing Aliens, unito ad un velato utilizzo dell'elettronica, avvicina in termini d'ispirazione (specialmente per certi rumorismi ed assoli di chitarra) la musica dei Velma al rock tedesco anni settanta più sotterraneo e free-form. Dei sei titoli proposti, i Velma rielaborano un paio di pezzi dei Lillayell, Dea Silva e Store, quest'ultima resa in maniera particolarmente attraente da uno spiccato senso di malinconia e desolazione.

© 2006 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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