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Naked Musicians - "A Sicilian Way of Coocking Mind" (Improvvisatore Involontario - 2007)

Ogni tanto nel panorama tricolore spuntano degli strani oggetti musicali non ben identificati, apparentemente intenzionati a smuovere e ravvivare un pochino le nostre giornate immerse nel grigiore italico: fra questi, il clan degli Improvvisatori Involontari, attivi specialmente nel campo del jazz a 360 gradi, sembra l'entità musicale più agguerrita ed eccitante. Capitanati e diretti dal vulcanico percussionista Francesco Cusa in veste di conduttore e coordinatore artistico, l'ensemble dei Naked Musicians è un progetto collettivo di improvvisazione portata agli estremi, esempio raro e salutare per la sopravvivenza di un certo tipo di musica contemporanea in Italia... Naked Musicians è quindi una big band composta da una ventina di musicisti siciliani e un sardo, in buona parte jazzisti, riuniti in sala d'incisione il 24 maggio 2005 per un'unica ed indiavolata session, un vero e proprio Sicilian Way of Coocking Mind alla conclusione del quale si ha la netta impressione di essere reduci da un'esperienza sonora unica e radicale. Per farci una ragione di tanto estro rumorista e sovversiva eccentricità l'iniziale Avvitamento del Capitalismo è un eccellente introduzione nonchè composizione ossessiva e visionaria eseguita con un debito verso Sun Ra ed atmosfere legate alle calde sonorità mediterranee del sud, in cui si scontrano e si rincorrono per quasi venti minuti caos free-jazz primordiale, satira corrosiva. Il senso dell'umorismo ed il gusto per la provocazione sonora-concettuale segna come dunque l'intero svolgersi del disco, a partire dal jazz standard A Night in a Caravan "molestato" da inserti percussivi digitali vagamente (e volutamente) anni ottanta, oppure ne In Morte al Sistema Mal Temperato dove un inizio avanguardistico minimal-glaciale sulla scia di Steve Reich si trasmuta in un susseguirsi di delirii vocali vicini ai Naked City di John Zorn, influenza che si rivela ben presente in tutto il disco, specialmente in brani come Globalizzazione, in cui vengono fagocitate simbolicamente musica latino-americana, esotismi mediterranei, country music, jazz-fusion, riff metal-core e barriti di sax. In un pezzo dal titolo significativo come Del Perchè è Impossibile che l'Uomo sia Atterrato sulla Luna prende spazio la musica elettronica in una forma del tutto parodistica (il bersaglio potrebbero essere le celebrità della scena kraut teutonica) ed allo stesso tempo alienante e snervante, mentre nella chiusura beffardamente malinconica di Italian Graffiti Collapse vol. I i Naked Musicians si divertono a citare e destrutturare senza pietà alcuni evergreen della canzone pop italiana, passando alla rassegna Mina e De Andrè, Battisti, Little Tony... Rimasti anche noi virtualmente nudi dopo l'ascolto di tanto delirio creativo non possiamo che applaudire i Naked Musicians e chiedere eventualmente un generoso bis...

www.improvvisatoreinvolontario.com

© 2007 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore

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