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Pinback - "Autumn of the Seraphs"
(Touch and Go - 2007)

Nuova uscita per i Pinback ed ennesima dimostrazione di creatività del talentuoso ed iperattivo Rob Crow, singolare esempio di cantante-multistrumentista iperattivo, coinvolto in una miriade di progetti, qui accompagnato dal suo compagno storico Armistead Burwell Smith IV (già ben noto nei Three Mile Pilot). Autumn of the Serphs è il quarto full-length del gruppo ed è il naturale proseguimento del loro precedente album, Summer In Abaddon: il disco si svolge attraverso un susseguirsi di morbide dissonanze, melodie vellutate, un'irresistibile verve indie-pop e un sentore malinconico che ben si addice al titolo ed all'ormai incombente arrivo dell'autunno... Disco strano e crepuscolare, in cui le influenze e le diverse tendenze musicali dei due Pinback si mettono in luce in modo anche controverso ma comunque assai efficace, Autumn of the Seraphs riflette anche il feeling rilassato e relativamente tranquillo del paese di provenienza di Crow e Burwell Smith, ovvero la soleggiata San Diego, California... Il disco inizia direttamente con uno dei pezzi migliori, From Nothing to Nowhere, brano veloce e sognante, sorta di incrocio indie-wave reso delizioso dalle vocals avvolgenti ed un tantino stralunate, caratteristica comunque in buona parte dei pezzi presenti su questo disco; l'elettronica rarefatta si ripropone invece su Good To Sea, altro brano piuttosto stravagante ed accattivante che risente di un'attitudine funky e vagamente hip-hop che per alcuni potrebbe sembrare quasi fuorviante, specialmente se accostata con il pezzo successivo How We Breathe, ballata intimista e dolcissima, per passare direttamente alle sonnolenti e poetiche tonalità pastello psych-post rock di Walter. Rob Crow sin dai Heavy Vegetable sembra divertirsi un mondo nel confodere e sconvolgere le idee altrui ed anche con i Pinback (anche se in minor misura) è un susseguirsi di sorprese e momenti inaspettati, come il riff doom in stile Black Sabbath di Off by 50, preceduta da un'altro delizioso e sensuale mid-tempo d'atmosfera abbastanza indecifrabile come Bouquet, oppure l'evidente omaggio ai Police nella scanzonata Blue Harvest. Raffinatezza, stravaganza ed energia sono i termini migliori per poter descrivere al meglio Autumn of the Seraphs, senza essere un capolavoro si candida tranquillamente come uno dei lavori più gradevoli e fascinosi del 2007...


© 2007 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore

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