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Qui - “Qui” (Musea/Poseidon Records – 2008)

Nati dalla volonta del chitarrista Takashi Hayashi, i nipponici Qui giungono alla seconda uscita discografica attraverso una bella raccolta di brani strumentali melodici dal retrogusto fortemente latin jazz-fusion, a due anni di distanza dal convincente esordio “Prelude”. E' interessante come questi musicisti riescano ad evocare atmosfere calde e avvolgenti tipicamente sudamericane in modo piuttosto fluido e scorrevole, senza particolari forzature: merito di una formazione compatta e ben collaudata, allargata per l'occasione a due nuovi elementi, il flautista Kazuo Yoshida e il percussionista Takashi Itani. Il centro delle composizioni ruota attorno a Takashi Hayashi, chitarrista dotato di un tocco elegante e pulito, allievo ideale di Pat Metheny e Allan Holdsworth ma anche di un Santana, come del resto è facile prevedere dalle derive latineggianti di “Qui”. Gli interventi solisti di Hayashi si alternano con discreta scioltezza agli assoli di flauto di Kazuo Yoshida (certi suoi interventi mi fanno venire in mente Chris Hinze e, con le dovute misure, Eric Dolphy): i fraseggi strumentali creano così un'atmosfera piuttosto rarefatta ed introspettiva, pur non mancando delle tipiche sventagliate d'energia a base di accelerazioni ritmiche e toni effervescenti. Il tenore complessivo del disco è comunque crepuscolare e malinconico, talvolta quasi sperimentale negli attimi in cui i Qui si concedono divagazioni al limite del free. “Qui” è dunque un disco parecchio carino e godibile, frutto del talento di musicisti che non possono far altro che crescere e maturare ulteriormente in futuro...

© 2008 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore

sezione musica
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