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Side Steps - "Verge of Reality" (Poseidon - Musea 2005)

Ancora jazz rock, fusion dal sol-levante per i Side Steps, quartetto giapponese piuttosto prolifico, giunto al decimo disco (compresi due live) nel giro di circa quindici anni. Fusion d'intrattenimento, musica per serate rilassanti da passare in buona compagnia, Verge of Reality non pretende di dire nulla di nuovo, tutt'altro, la maggiore ambizione dei Side Steps sembra essere quella di suonare buona musica e divertire chi ascolta, nulla più... Il punto debole di questo cd, come anche in molti altri recenti lavori dello stesso genere, non è tanto nella ripetizione di schemi musicali collaudati da anni ma, piuttosto, nelle sonorità sentite e risentite così tante volte in passato... i suoni delle tastiere, la chitarra... la sensazione di deja-vu è dominante in questo cd, ed è un peccato vista la buona padronanza tecnica dei musicisti ed una certa ispirata vena melodica. Ispirati dai classici dischi solisti di Holdsworth, dalla rock fusion dei Brand X e dalla potenza espressiva degli Uzeb, i Side Steps non risparmiano energie positive nell'offrire brani complessi, dagli arriangiamenti piuttosto intricati, composizioni dotate di una grande energia ed entusiasmo, sempre orientate comunque verso una piena e immediata fruibilità. La scrittura dei brani è divisa fra il chitarrista Atsunobu Tamura e il tastierista Hiroaki Itoh, la sezione ritmica composta da Ichiro Fukawa e Koichi Iwai ricama gli arrangiamenti ed è, ovviamente, il motore propulsivo del gruppo, con un nota a favore per la prova del bassista Koichi Iwai, impegnato al fretless. Purtroppo dieci anni di attività non sono bastati per dare quella spinta creativa in più, Verge Of Reality si fa apprezzare come un riuscito lavoro di maniera, sospeso fra solare frenesia e aggressività in pezzi come Edge Trigger, Parallel Reality e Beyond the Verge con qualche sconfinamento verso i Rush, la godibile rilassatezza fusion di una Roppongi Night, buona per un sofisticato party con gli amici; c'è spazio anche per i momenti più riflessivi e romantici, come dimostra un brano per sola chitarra e pianoforte, Evergreen... Senza dubbio i Side Steps sanno spaziare in maniera discreta attraverso più influenze all'interno di un genere particolare come la fusion, gli appassionati possono dunque godere, senza esagerare, di un buon disco...


© 2006 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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