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Dawn Smithson - "Safer Here" (Kranky - 2005)

Il primo disco solista di Dawn Smithson riporta alla luce un'artista che da ormai sei anni si era eclissata nel silenzio dopo un'ultima, discutibile, prova dei Jessamine con Don't Stay Too Long, epitaffio discografico per una band che ha vissuto un breve, seppur intenso, periodo a cavallo degli anni '90 con la pubblicazione di alcune pagine intense di rock psichedelico e elettronico, sempre sul sottile filo di una ricerca sonora raffinata ed eclettica. La bella bassista dei Jasmine inizia avvia con Safer Here un'attività solista improntata sulla folk music più introspettiva, una musica costruita sostanzialmente sull'emotività delle canzoni, senza troppe pretese se non l'intenzione di voler stabilire un contatto empatico con chi ascolta. Safer Here è dunque un disco acustico scarno ed essenziale, in cui la fragile voce della Smithson e la sua chitarra evocano sensazioni malinconiche e lievemente nevrotiche. Ad accompagnare la Smithson in alcuni brani ci sono alcuni vecchi amici e compagni di avventura, come Rex Ritter (chitarrista dei Jasmine) ed il tastierista Brian Foote (Fontanelle e Nudge), l'apporto dei musiciti esterni non porta più di qualche intuizione psichedelica ed elettrica nello spleen acustico della Smithson. Senza proporre nulla di memorabile, Safer Here si apprezza per la discreta qualità delle canzoni, nel clima ansiogeno e lacerato di Somewhere Far, in cui la Smithson si cimenta con l'accordion, nell'abisso minimale di Nowhere Far oppure nelle suggestioni psichedeliche di Speak Through Me, questo è un disco destinato a chi cerca nella musica emozioni rarefatte ed intime...

© 2005 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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