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Paolo Sorge & the Jazz Waiters - "Slow Food" (Improvvisatore Involontario - 2007)

L'Improvvisatore Involontario si sta rivelando nel tempo come una delle realtà più interessanti del panorama jazz italiano attuale, negli ultimi mesi questa label siciliana sta esplorando in modo brillante le tante sfaccettature che compongono il mondo del jazz, dal classico Bebop al free più avanguardistico, grazie anche ad uno stuolo di eccellenti musicisti liberi e non inquadrati dalle pericolose logiche di mercato, in particolare il batterista Enrico Cusa e il chitarrista Paolo Sorge, musicisti attivissimi con un bagaglio notevole di esibizioni live e collaborazioni... Sempre caratterizzate da un intelligente e graffiante senso dell'umorismo le composizioni pubblicate da Improvvisatore Involontario ci comunicano un grande senso libertà e indipendeza artistica, impressione confermata da Slow Food, disco realizzato da Paolo Sorge e i suoi Jazz Waiters, ovvero il bassista Marko Bonarius, Francesco Cusa alla batteria e Tony Cattano al trombone. Disco intricato e allo stesso tempo estremamente rilassato, con una punta di sottile malinconia, Slow Food è costruito principalmente sulla sensibilità melodica dei musicisti e nella loro capacità di far dialogare gli strumenti in situazioni musicali assai diverse fra loro, dal frenetico groove ritmico dell'opener Clessidra al latin jazz appassionato di Scappa, è davvero notevole la bravura e l'abilità di questi musicisti nel variare con molta disinvoltura la propria gamma di stili attraverso cambiamenti repentini di tempo e improvvisazioni estremamente fluide e ben calibrate. In brani come Linera si respira un'aria lasciva e notturna, marcata dai penetranti assoli ed arpeggi di Sorge e dagli interventi sofferti di trombone, e il "menù" che ci offrono questi quattro camerieri del jazz si fa ancor più invitante in presenza di pezzi sensuali e ispirati come Spring Changes e Blue, ideali standard di jazz contemporaneo tanto riescono ad affascinare nel riprendere e rendere attuale gli stilemi del jazz più classico; in chiusura troviamo pure un riadattamento della Prelude op. 48 n.2 di Alexander Scriabin, pianista e compositore russo precursore della musica atonale e seriale, una rilettura rilassante e tranquilla che ben si adatta al tono generale di Sloow Food. I quattro Jazz Waiters ci hanno così reso un servizio di prima scelta, riservato in particolare ai palati musicali più raffinati ed intelligenti, da ascoltare e riascoltare senza fretta durante i momenti migliori della giornata.

www.myspace.com/psorge

www.improvvisatoreinvolontario.com

© 2007 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore

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