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19 giugno 2010

Mosaico d'Europa Film Fest/2

...Il Concorso Lungometraggi Europei ha visto sfilare e competere film spesso sconcertanti. Come il tedesco Alle Anderen di Maren Ade, storia di una relazione sentimentale deforme: Chris e Gitti trascorrono insieme le loro vacanze ma, tra lei e lui, non c’è unione né – diciamo così – amore. Inerzia affettiva, sottomissione, insofferenza malcelata e paura della solitudine emergono con evidenza crescente eppure latita quella presa di coscienza che porta a una sana rottura, necessaria quando due caratteri (e temperamenti) sono incompatibili. Sottilmente agghiacciante e claustrofobico il greco Kynodonta diretto da Yorgos Lanthimos, che ci chiude tra le mura domestiche di una famiglia che vive isolata dal resto del mondo. Padre e madre sanno che esiste un mondo esterno. I tre figlino. E solo il padre può uscire per recarsi nella fabbrica che dirige. Sua moglie e i tre figli adulti invece passano le loro giornate nella bella villa, sul bordo della piscina o nel giardino di proprietà. Unica ‘estranea’ ammessa nella magione: la prostituta Christina, che ha il permesso di entrare per soddisfare le esigenze sessuali dei giovani virgulti. Seppur elegante nella messa in scena e raffinato nelle modalità narrative, il film di Lanthimos è percorso da un’angoscia che non cede alla speranza, sino allo sconcertante finale. Un’altra pellicola di grande interesse, ricca di humor al vetriolo e di benefico cinismo, è In the Loop di Armando Iannucci, una commedia nera sull’assurda necessità di creare conflitti mondiali, giustificati dal rassicurante slogan “Sarà una guerra lampo!”. Il regista (coadiuvato nella stesura della sceneggiatura da Jesse Armstrong, Simon Blackwell e Tony Roche) è uno degli autori di punta della radio-Tv inglese. Commediografo, scrittore, produttore e attore, Armando Iannucci è stato definito ‘il numero 1 della satira’ dall’autorevole Daily Telegraph.
(pagina 4)
Il Mosaico d’Europa Film Fest ha dedicato un affettuoso tributo al regista Gian Vittorio Baldi, nato a Bologna nel 1930. Il pubblico ha avuto modo di assistere a pellicole che ancora oggi gettano nel pubblico un’ombra di sconcerto, come “Luciano” (1963), “Fuoco” (1968), “L’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di natale” (1974). La miglior descrizione della filosofia di Baldi sta nelle parole dello stesso regista, che più di 30 anni fa scrisse: “Nel bene e nel male il cinema va per conto suo (nella società di oggi). Il produttore, gli esercenti, il pubblico, i finanziatori fanno tutti parte della grossa macchina che sforna, quasi a caso, titoli su titoli. Per me, fuori di ogni pudore, è la grande passione di una vita; nel farne provo un piacere fisico, sessuale quasi. Ma voglio restare fuori dalla macchina, provo a resistere al fascino indiscreto delle ‘mode’, tento di oppormi all’egemonia del denaro. Sogno una società in cui tutti i cittadini possono andare al cinema gratis. Mi è di grande conforto sapere che non sono solo: proprio per questo ho fatto e farò film non soltanto come autore ma anche come produttore”.
Nelle parole di Baldi c’è l’incrollabile, duplice volontà di non rinunciare all’indipendenza intellettuale e di continuare a battere un sentiero di ricerca che porta a scoperte e rivelazioni utili sia a chi esplora che a chi fa tesoro delle esplorazioni. Venire a conoscenza di ciò attraverso il lavoro concettuale e cinematografico altrui sta alla base del Mosaico d’Europa Film Fest che insieme al ‘fratello maggiore’ Ravenna Nightmare Film Fest (sei giorni di proiezioni dedicate a tutti gli incubi del cinema indipendente, ogni anno presso il Cinemacity di Ravenna nei giorni immediatamente precedenti la notte di Halloween) offre, a chi ama il cinema di qualità, una visuale importante su un universo espressivo ricco, stimolante, necessario.

© 2010 Maurizio Principato - per gentile concessione dell'autore