Musica/concerti: The Corrs




SETLIST


INTRO (BABY BE BRAVE)
HUMDRUM
ONLY WHEN I SLEEP
DREAMS
WHAT CAN I DO
FORGIVEN NOT FORGOTTEN
ANGEL
RUNAWAY
LUNASA
JOY OF LIFE
BORROWED HEAVEN
NO FRONTIERS (SHARON)
QUEEN OF HOLLYWOOD
LONG NIGHT
WHEN THE STARS GO BLUE
HIDEAWAY
RADIO
SUMMER SUNSHINE
SO YOUNG
I NEVER LOVED YOU ANYWAY
GOODBYE
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BREATHLESS
TOSS THE FEATHERS


The Corrs Official Website

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  THE CORRS LIVE – KODAK THEATRE HOLLYWOOD 14/08/2004

The Corrs fanno tappa a Los Angeles per la leg americana del nuovo tour e scelgono la cornice suggestiva del Kodak Theatre di Hollywood, teatro ogni anno della notte degli Oscar.
A fare da Supporter Sophie B Hawkins, autrice di As I lay me down to sleep, comparsa in piu’ episodi della serie televisiva Dawson’s Creek. Con il solo aiuto di un tastierista e un batterista cattura il pubblico con il suo carisma e le atmosfere soft e jazz. La canzone di Joey Potter e’ la seconda in scaletta, con un nuovo arrangiamento beat. Chiusura affidata alla celebre Damn (I wish I was your lover). Durante la performance Sophie, spesso, si accompagna con la chitarra e i bongas, dialogando col pubblico e mostrando confidenza e senso dell’umorismo. Alla fine del set di 45’ invita tutti a recarsi nella lobby del teatro per comprare il nuovo cd, approfittare per averlo autografato e scambiare due parole.
Alle 9.10 le prime note di Baby Be Brave fanno da Intro all’entrata in scena del gruppo irlandese. Nell’ordine Jim, Sharon, Andrea (Caroline e’ rimasta in patria, causa gravidanza). Sharon indossa una minigonna nera unita a due begli stivali in pelle marrone. Andrea, gonna lunga azzurra e scarpette da Cenerentola. Scarpette che perdera’ presto per saltare libera e scalza sul palco. Appare molto abbronzata, evidente soprattutto dalla schiena scoperta.
Inizio affidato a Humdrum seguita dalla classica Only When I Sleep e dalla hit Dreams che serve a scaldare un pubblico, teatrale ma soprattutto americano, sempre troppo composto. Saluti di rito a Los Angeles: “It’s good to be back, in this wonderful theatre. We did the House of Blues a couple of times in the past. We have a new album out and we thought it was good going around promoting it. You probably noticed that we’re missing one member of the group. Caroline is very pregnant, not only pregnant, she’s this big! So she was not able to fly over here. As all women probably know, they dont let you abroad if you’re pregnant. Maybe they need to give every woman a free flight. We’ll try our best to not make you miss her. That’s stupid, of course you’re gonna miss her.”
La celebre What can I do viene impreziosita da un lungo assolo di chitarra sul finale.
Segue il nuovo singolo dall’ultimo album, Angel, canzone scritta per la madre scomparsa qualche anno fa e la hit Runaway in cui il pubblico e’ solito accompagnare nei cori (difficile in un teatro di questo tipo) “It’s your turn. C’mon!”
Grande coinvolgimento invece per i due brani musicali Lunasa e Joy of life, in cui Andrea suona il thin whistle.
“Borrowed Heaven is a new song, it’s the title track of our latest album. This song is about embracing what we have in life; is really about giving back all that sorround us, that we borrowed from God. We all do that eventually, but before we do we’re gonna hold it.” Durante l’esecuzione Jim sopperisce alla mancanza di Caroline nel suonare un enorme tamburo di stile africano.
Andrea lascia il palco a Sharon che, seduta su uno sgabello, per sfondo un cielo stellato cosparso di comete, esegue No Frontiers scritta da Jimmy McCarthy.
Momento dedicato alla venue della serata e salutato da un lungo applauso e’ Queen of Hollywood, da Talk on corners. Segue uno dei migliori brani dell’ultimo album: Long Night.
“Sometime ago we had the chance to do this show and we cover this song of Ryan Adams, it is a beautiful song. And we played it with another famous Irish singer. Well not so famous, maybe you’ve heard of a small group called U2. He’s actually... NOT here tonight!” introduce l’accattivante When the stars go blue. Divertente introduzione, se Bono fosse davvero stato presente sarebbe stata una gradita occasione per rivivere le emozioni dello show registrato per VH1.
Finale scatenato con (finalmente) gran parte del pubblico in piedi per le hit Radio, Summer Sunshine (accompagnata da un’intrigante balletto da parte di Andrea sull’intro della canzone) e So Young.
Sulle note conclusive di I never loved you anyway avviene la presentazione della band, salutata da calorosi applausi.
Appare evidente che Andrea negli anni ha superato la timidezza iniziale ed ha imparato a tenere in mano il pubblico, giocando di malizia, provocando con movenze sexy, ma al tempo stesso molto dolci, spesso inchinandosi verso il pubblico, mostrando la lieve scollatura sul petto.
Encore affidato alla coinvolgente Breathless e alla celtica Toss the feathers.
Inchini e saluti di rito, “Thank you, See you next time!”.

© Michael Travers 2004 - per gentile concessione dell'autore
 

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