DATABASE LIBRI: Cinema - saggistica, a cura di Guido Michelone

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Gennaio 2002 Cinema


AA.VV., Cult Movies, Rough Guide, Londra 2001
Una bellissima guida inglese ai film di culto, comoda anche come oggetto per la sua maneggevolezza (un vero pocket book). L'ottica è quella di segnalare e commentare alcune pellicole (divenute oggetto di venerazione da parte di target sia generici sia diversificati) attraverso raggruppamenti tematici, dalla A di action (film d'azione) alla Z di zombies (i cosiddetti morti viventi). Vengono soprattutto privilegiati i lungometraggi in lingua inglese e ancor più in specifico quelli di genere prodotti a Hollywood. All'inizio una curiosità: i cult movies per le star di oggi e tra i pochi italiani citati il palmares spetta a Federico Fellini.

Alonge Giaime, Cinema e guerra, Utet, Torino 2001
Addio alle armi, All'Ovest niente di nuovo, La grande illusione, Orizzonti di gloria, Uomini contro, La vita e nient'altro sono soltanto alcuni dei film sulla Prima Guerra Mondiale che Giame Alonge ha preso in considerazione non solo per parlare di cinema e Grande Guerra, ma anche per riconsiderare l'intera storia del cinema bellico alla luce del XX° secolo. E lo fa partendo dai due modi per descrivere una battaglia: la soggettiva del fante, l'oggettiva dell'ufficiale, ovvero la rispettiva messinscena di due grandi metafore: il labirinto e la scacchiera.

Asbury Herbert, Le gang di New York, Garzanti, Milano 2001
Questo libro tradotto solo ora in italiano viene pubblicato per la prima volta in America nel 1927 ed oggi è un vero e proprio cult negli Stati Unti, soprattutto da parte di quei registi, come Martin Scorsese, che hanno cantato in toni quasi da eroismo omerico, la storia della malavita organizzata newyorchese. Il volume in effetti ci riporta ad un periodo quasi leggendario per le gang criminali, le quali però agivano con una spietatezze ed una ferocia da risultare quasi pulp, in senso comico, nel resoconto del libro, e sicuramente degne di ispirare i più bei film d'azione dei nostri giorni.

Baffi Giulio (a cura di), La favola del "Postino", Centro Studi, Lipari 2001
Un grosso elegante volume illustrato, che viene stampato in loco (ossia nelle isole dello splendido scenario in cui il celebre comico napoletano girò il suo ultimo film), per onorare la memoria di un grande attore/autore che proprio col film tratto dal romanzo di Skarmeda ha lasciato un testamento spirituale che è anche uno dei più bei film sul valore della poesia quale mezzo per interpretare la vita e il mondo. Il libro è fatto di interviste ed immagini e serve a ricordarsi nuovamente di un evento culturale oggi quasi d'improvviso dimenticato.

De Berti Raffaele, Dallo schermo alla carta, Vita e Pensiero, Milano 2001
Il sottotitolo Romanzi, fotoromanzi, rotocalchi cinematografici: il film e i suoi paratesti spiega abbastanza bene le finalità di questo volume analitico. Prendere in considerazione testi e discorsi generati o derivarti dai film dagli anni Dieci ai Cinquanta (riviste, cineromanzi, fumetti, fotoromanzi) in un felice intreccio di corposa ricerca intermediale, che mette l'accento sulle relazioni esistenti tra il cinematografo, l'industria culturale e la società italiana della prima metà del secolo scorso. Il libro diviso in tre parti analizza il ruolo delle riviste di cinema, alcuni film riproposti in altre vesti espressive, il raffronto tra due lungometraggi tradotti pure in altri media.De Franceschi Leonardo (a cura di), Lo sguardo eclettico. Il cinema di Mario Monicelli,

Marsilio, Venezia 2001
La retrospettiva che il Nuovo Cinema di Pesaro ha dedicato all'ottantaseienne regista viareggino (non a caso questo grosso volume è il cinquantaquattresimo dei Quaderni della Mostra) risulta pienamente giustificata dall'importanza costante nella storia cinematografica italiana di questo maestro della commedia e della satira, che in decenni di carriera ha regalato, soprattutto tra gli anni Cinquanta e Sessanta, autentici capolavori dai risvolti sociali e al contempo da un'irresistibile vena umoristica, ma che anche in vecchiaia ha saputo affrontare qualche pellicola insigne.

Fadda Michele, Liberti Fabrizio (a cura di), Il cinema di Chuck Jones, Il Castoro, Milano 2001
Assieme a Tex Avery, Chuck Jones rappresenta il cartoon hollywoodiano eversivo, anche se meno radicale e teppistico dell'amato collega. Ed in questo bel catalogone diversi studiosi da Rondolino a La Polla, da Cremonini a Raffaelli, da Giusti a Minganti mettono a fuoco non soltanto il geniale disegnatore di Duffy Duck o Bugs Bunny, ma anche l'arte raffinata di un grande cineasta a tutto tondo. Alla fine è lo stesso Jones a confessarsi: evocare la vita, dice, è proprio questo il senso letterale e i significato intrinseco del termine animazione.

Fink Guido, Non solo Woody Allen. La tradizione ebraica nel cinema americano, Marsilio, Venezia 2001
Gli ebrei statunitensi nel film hollywoodiano ed indipendente sono forse secondi solo agli autoctoni di origini britanniche. Basterebbe leggere l'elenco di produttori, registi, attori per capirlo: famiglie di tycoons come i Mayers, i Goldwin, i Cohn, cineasti quali Lubitsch, Wilder, Mankiewictz, Preminger, Spielberg; interpreti come i Marx, Mel Brooks, Jerry Lewis, Joan Crawford, Laureen Bacall, oltre naturalmente al più famoso di tutti Woody Allen. Fink analizza dunque la visibilità ebraica nel cinema americano dalle origini ad oggi, attraverso un fenomeno che solo di recente ha assunto una vasta popolarità comprensiva della propria acuta consapevolezza.

Fornara Bruno, Geografia del cinema. Viaggi nella messinscena, Holden Maps, Rizzoli, Milano 2001
Un grande critico cinematografico, che forse meriterebbe maggior popolarità rispetto a tanti suoi velleitari colleghi, ci racconta dopo la storia e la grammatica, anche la geografia del cinema, nel senso che parte dai brevi sequenze di un gruppo sparuto di ottimi film per compiere una sorta di viaggio interiore, ossia nei meandri del linguaggio cinematografico, alla scoperta di ciò che raccontano le immagini oltre la trama e la storia. Un invito a non fermarsi alle apparenze o alla narrazione ma a proseguire nell'affascinante percorso di un linguaggio iconico ricchissimo di ingredienti, sorprese, meraviglie.

Frasca Giampiero, Road Movie, Utet, Torino 2001
Il film di strada, o più propriamente di viaggio, non è tanto un genere considerato della tradizione cinematografica statunitense, quanto piuttosto una sensibilità culturale della produzione narrativa americana fin dal XIX secolo. E' però solo con un film come Easy Rider (1969) di Dennis Hopper che il road movie si consolida quale momento di autoanalisi per un'intera generazione. Il viaggio iniziatico, insomma: ed è lungo questi percorsi che Giampiero Frasca intraprende egregiamente il proprio viaggio critico, marcando origini e sviluppi, peculiarità e capolavori, fino alla lista dei trenta film emblematici.

Loffreda Pierpaolo, L'età dell'oro. Cinema italiano 1960-1964, Edizioni di Cineforum, Pesaro 2001
Semplicemente una rassegna di celebri lungometraggi analizzati con altrettanto facili schede tecniche. Ma c'è qualcosa in più: scorrendo l'elenco di questi titoli (alcuni dei quali forse un po' a torto rimossi dall'attuale immaginario collettivo) vien da pensare ad una stagione irripetibile della filmografia nostrana, tra impegno, commedia, alienazione, post-neorealismo, nouvelles vagues. In appendice anche una lista significativa di importanti corti.

Morricone Ennio, Miceli Sergio, Comporre per il cinema, Bianco e Nero, Roma 2001
Arriva finalmente un bel manuale su uno degli argomenti più rimossi dalla critica cinematografica e dalla filmologia accademica: lo studio della colonna sonora o musica per film. A sopperire a tale lacuna ci pensano un notissimo compositore e un fine erudito, che hanno, da circa vent'anni, spesso tenuto insieme corsi di questo tipo in sedi prestigiose (Siena, Basilea, Fiesole). Riuniti gli appunti, giungono quindi a delinera un quadro teorico e pratico della musica filmica: nella prima parte abbiamo un approccio musicologico con un forte impegno metodologico, nella seconda invece una prospettiva artigianale sottesa al ruolo professionale coperto dal compositore medesimo.

Pirro Ugo, Il cinema della nostra vita, Lindau, Torino 2001
Romanziere e sceneggiatore, Ugo Pirro è uno di quei personaggi di fondamentale importanza per la storia del cinema italiano, pur restando sostanzialmente quasi sempre dietro le quinte, ma influenzando positivamente scelte e decisioni di molti grandi registi. Non ultimo Elio Petri (1929-1982) al quale fu legato da profonda amicizia, che a livello professionale si traduce anche nella collaborazione per il lungometraggio Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1967). In questa sorta di memoria autobiografica, come fece già col precedente Celluloide sugli anni del neorealismo, Pirro narra dei legami con Petri e di un altro decisivo capitolo, nella vita culturale del nostro Paese, di quello che allora venne chiamato il giovane cinema italiano.

Rossi Moraldo, Sanguineti Tatti, Fellini & Rossi. Il sesto vitellone, Le Mani, Recco 2001
E' un po' l'autobiografia (o meglio la visione ad un grande critico) di Moraldo Rossi che per molti anni ebbe un rapporto privilegiato con Federico Fellini: e quindi Moraldo ci spiega come mai il suo nome toccò ad un personaggio dei vitelloni, come mai la Masina era gelosa di lui, come mai aveva picchiato sia Sordi sia Zeffirelli, come mai aveva tante fidanzate, come mai lui e Federico spesso giravano di note su un auto con un faro sul tettuccio, come mai ha lasciato il 'Maestro' poco prima della Dolce Vita...

Tagliabue Carlo, Cinema e vita quotidiana, Elledici, Leumann 2001.
Nella collana "Vivere con i media", dal taglio precipuamente didattico, il noto critico, regista televisivo e docente universitario sintetizza la sua ormai tentennale carriera di studioso e formatore con un agile volumetto, in cui spiega come il linguaggio audiovisivo, i testi filmici, la macchina-cinematografo, lo spettacolo per immagini entrano a diretto contatto con l'esistenza individuale e collettiva di tutti i giorni, coinvolgendo e spesso condizionando di volta in vota religione, psicanalisi, giornalismo, moda, filosofia, istruzione, politica, lingua parlata.

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