voi siete qui: drive index > musica > archivio recensioni > recensioni novità/maggio 2001


 

FRANCESCO DE GREGORI, Amore nel pomeriggio, Sony 2000

La musica etnica / la contaminazione / l’ultimo rifugio dei vigliacchi / la comunicazione. Si schiera subito, a muso duro, De Gregori nell’ultimo suo disco. Testi dove si esprime lo smarrimento ma anche la robusta resistenza umana. Un disco classico, nel solco della tradizione cantautoriale, degno del miglior De Gregori, dopo la pletora di inutili dischi dal vivo prodotti per un decennio. Un disco dove spiccano molti pezzi come la chiacchierata Il cuoco di Salò, che emerge non per le inutili polemiche ma per l’ottima produzione di Franco Battiato e per l’intenso verso: Che qui si fa l'Italia e si muore / Dalla parte sbagliata / in una grande giornata si muore / In una bella giornata di sole /Dalla parte sbagliata si muore. Altra produzione eccellente è quella del premio oscar Nicola Piovani, che arrangia con finezza, Natale di seconda mano.
De Gregori offre anche un omaggio allo scomparso Fabrizio De André, incidendo Canzone per l’estate, scritta con l’amico ormai quasi trent’anni fa (1973-1974) per l’ottimo Volume VII.
Un disco in delicato equilibrio tra ragione e sentimento. Ecco il Sior Capitano che non è più il nobile comandante del Titanic ma forse un oscuro scafista, che però raggiunge la riva.
Due canzoni dell’album non sono scritte da De Gregori e questa, se ci eccettuano le incursioni live, è la prima volta che De Gregori interpreta pezzi non suoi. Due canzoni che, comunque, sono più Degregoriane (si dirà così?) di quelle scritte da De Gregori stesso. Sono Spad VII S2489, legata alla morte di Francesco Baracca, destino e alla magia del volo; mentre Quando e qui occhieggia ai vaniloqui televisivi e non.
Musicalmente l’album offre molto suono acustico tra chitarre, pianoforte e archi. Un suono che accarezza le parole pur permettendosi un divertente country o qualche accenno di folk-rock elettrico. L’ombra di Dylan è sempre più lunga e si staglia su tutto l’album che nulla concede alle sonorità contemporanee, coerente fino in fondo con il verso della prima canzone. Un album con quasi la metà dei brani che raggiungono l’eccellenza armonica. Un ottimo lavoro.

Stefano Gorla

webmasters: stefano marzorati and grazia paternuosto | drive © stefano marzorati 1999-2009 | a true romance production