MARVIN GAYE : WHAT'S GOIN' ON (Motown)

1.What's Going On
2. What's Happening Brother
3. Flyin' High (In The Friendly Sky)
4. Save the Children
5. God Is Love
6. Mercy Mercy Me (The Ecology)    
7. Right On    
8. Wholy Holy  
 

 
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MARVIN GAYE'S WHAT'S GOING ON ....come avvolti da un estatico strato di atmosfera denso di sogno e utopia...

Un lungo, sensuale, inconfondibile sospiro che si stende lungo un tappeto sonoro suprema sintesi di sospensioni emotive che rendono sia interprete che ascoltatore "piacevoli, consenzienti vittime" di perenni stati anti-gravitazionali... il terreno sotto i nostri occhi sembra scomparire, gradualmente offuscato dalla nostra inesorabile ascesa verso una realta' parallela indefinita ed indefinibile, estatica e surreale, dove il silenzio si erge ad immutabile principio di esistenza.
E' il 1971, e Marvin Gaye, oramai non piu' "pupillo" del dittatoriale Berry Gordy (il padrone della celebre MOTOWN), decide di rompere ogni schema onde dare una svolta alla propria carriera: What's Going On diverra' il risultato di questa storica direzione in netta contro-tendenza: una produzione di sublime fattura, un concept-album attraverso i cui solchi Gaye rivela in pieno le sue inusuali doti di sensibilissimo autore, oltreche' (ma questa non era certo una novita') di interprete duttile, duttilita' contraddistinta da una vocalita' sensuale e coinvolgente come mai prima di allora si era rivelata. Raramente all'ascolto di un'opera musicale il sottoscritto ha avvertito un pathos espressivo cosi' destabilizzante ed ammaliante, un calvario di sussurra e sospiri tanto magnetici da fornire l'impressione di poterci muovere verso entita' a noi del tutto sconosciute. Se spesso alla musica viene prestato il titolo di "sogno", "utopia", "fantasie irrealizzabili" (sebbene infinitamente piacevoli da poter coltivare o gelosamente custodire), con What's Going On questo effetto di "pura, incontaminata estasi" raggiunge uno dei punti liricamente piu' alti di sempre: essa ha la stessa forza d'urto emotiva di uno strato di atmosfera compatta in grado avvolgere e poi rilassare la nostra lievitante, costantemente ricettiva mente, mente che non cerca mai punti di arresto, mente che necessita perpetuamente di iniezioni musicali in grado di tenerla lontana da pericolose dosi di quotidianita'... What's Going On racchiude in sè metafore sotto le cui spoglie e' quasi fisicamente palpabile l'idillio profuso dalla voce di un impareggiabile Marvin Gaye: i testi stessi sono sintesi delle utopie di un musicista assai sensibile al degrado interpersonale che condanna in qualita' di vittime sacrificali tutti coloro che non sono in grado di reggere il passo di una realta' troppo aspra, nevrotica, intransigente, spesso sadica ed inquinata da sporchi compromessi...
What's Going On e' un inno alla semplicita' di amare, alla emotivita' di saper coinvolgere con i gesti piu' naturali e spontanei, senza tenere conto del colore della pelle e/o dalla classe sociale di appartenenza di noi esseri umani: il (commovente, ammirevole) senso di utopia riversato su note e testi dell'album si rivela essere inarrivabile, maestoso: ogni traccia sembra immergersi in quella precedente, creando un assolutamente inedito "estatico flusso di coscienza in musica". Si tratta, quella di Gaye, di una scommessa vinta gia' a partire dalla prima nota, uno statement of fact tra i piu' autorevoli della musica del XX° Secolo. Se i testi oggi possono apparire blandamente sciocchi e/o pesantemente datati, lo stesso non si puo' certo dire per la musica: essa e' perfettamente in grado di ammaliare l'ascoltatore del Terzo Millennio alla stessa maniera in cui lo fu oltre trent'anni fa. Dopo What's Going On Marvin Gaye non avrebbe piu' "cavalcato" con la stessa convinzione ed innegabile genuinita' il delicato tema strettamente legato al sociale. Rimangono comunque 40 minuti di "Eden Musicale", alla fine del quale sara' veramente dura, per noi sensibilissimi "divoratori di utopie", staccarsi, liberarsi da quella estatica cortina atmosferica che ci aveva felicemente, dolcissimamente tenuti prigionieri. In fondo, non potra' trattarsi altro che di una incancellabile utopia che nemmeno il tempo, giudice severo e intransigente, riuscira' a scalfire od a rimuovere dalle nostre indomabili, irriducibili menti.

© Alan Tasselli 2004 - per gentile concessione dell'autore

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