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Stefano Marzorati 2010

 

SOME WORDS...

Demoniaco, blasfemo, irriverente, sacrilego, perverso, pervertitore, immorale...Il rock ha sempre incarnato queste qualita' sin dai suoi albori e ha sempre scelto il nero come suo colore preferito. Questa Rock and Horror Encyclopedia ignora scrupolosamente qualsiasi ciarpame di carattere moralistico e bigotto per approdare a un umile tentativo di ricerca e di analisi della pulsioni oscure che hanno pervaso la musica rock degli ultimi trent'anni. Sono convinto che neppure la piu' efficace prosa critica potrebbe trasmettere sulla pagina scritta quelle sensazioni che solo il vinile e' in grado di offrire. Questa minima riflessione mi porta a ricordare con nostalgia quel tempo passato, irrimediabilmente perduto, quando imbracciare una chitarra elettrica era sufficiente a farci sentire profondamente ribelli nello spirito, nella mente e nel corpo. il rock non ha certo salvato il mondo ma ha, sicuramente, salvato la mia vita e quella di centinaia di migliaia di altre persone, innescando quella piccola miccia di dissenso che ci ha aiutato ad andare avanti. E' alla crescita di questi brandelli di sogni ribelli (non ancora trasformatisi in incubi) che gli influssi orrorifici e macabri hanno contribuito nel corso degli ultimi decenni, sviluppandosi di pari passo con l'evoluzione di certo cinema e di certa letteratura non soltanto di genere. Una cosa, comunque, e' certa: se Poe fosse ancora vivo, in questi anni Novanta che vanno a finire, probabilmente scriverebbe testi di rock macabro per gli Slayer, oppure collaborerebbe con mr. Trent Reznor. E avrebbe sicuramente fortuna...

Stefano Marzorati