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FRANCO D'ANDREA, Combinazione 1 (Via Veneto Jazz)
Pianista dalla vasta produzione, sempre con organici diversi, firma oggi quello che forse può considerarsi il suo capolavoro: un album diviso tra 'quartet' ed 'eleven' dalle intensissime sonorità jazzistiche, dove ritmo e avanguardia sono un tutt'uno: a dar man forte il bravo trombettista Steven Bernstein.

Maria Pia De Vito, Nel respiro (Provocateur Records)
Maria Pia De Vito è attualmente la cantante jazz italiana più apprezzata e richiesta all'estero, senza dubbio una delle migliori e delle più sperimentali che la musica nostrana abbia mai avuto. In questo nuovo album fa quasi tutto da sola: l'accompagnamento è minimalista, anche se di solisti di grandissimo prestigio come Ralph Towner, John Taylor, Steve Swallow , Patrice Heral (di volta in volta in duo, trio, quartetto e nella title track anche per voce sola). I brani sono della stessa De Vito, spesso puri vocalizzi avanguardisti, in un caso interpreta un testo del poeta Robert Creeley. L'ugola straordinaria della giovane e bella jazz woman non ha forse bisogno di ulteriori commenti: un disco difficile ma affascinantissimo.

STEFANO DI BATTISTA, A prima vista (Blue Note)
Approda alla mitica etichetta statunitense il sassofonista romano che da tempo fa, musicalmente parlando, coppia fissa a Parigi col trombettista Flavio Boltro. Il disco, registrato ad Amiens, in quintetto è nel solco della tradizione Blue Note, che da quasi mezzo secolo, tra alti e bassi, incoraggia ed espande il lingauggio dell'hard bop.

BILL DIXON, Papyrus Volume 1 (Soul Note)
L'anziano esponente free (alla tromba ma anche al pianoforte) incontra il percussionista inglese Tony Oxley per duo fortemente sperimentale, in un rapporto di libera improvvisazione dove però non sono mai assenti né un sincero lirismo né il segno compositivo

DOLMEN ORCHESTRA, Sequenze armoniche (Leo)
Una moderna big band, anomala nell'organizzazione strumentale, sotto la guida di Nicola Pisani rielabora in chiave jazz la sequenza Victimae paschali laudes (undicesimo secolo) con vitali riferimenti sia alla musicalità colta sia a quella popolare.

DAVE DOUGLAS, Convergences (Soul Note)
Per molti critici si tratta di un album imprendibile per conoscere e capire i fermenti creativi del jazz attuale: il trombettista assieme a Feldman (violino), Friedlander (cello), Gress (basso), Sarin (batteria) spazia da Weill a Messiaen, da Davis a Coleman, impegnandosi in una ricerca dotta e al contempo godibilissima.


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