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2 giugno 2010

Jerry Lee Lewis: il diavolo e il pianista

""Qui c'è il killer, bambini, e nessuno ferma il killer. Nessuno."
JERRY LEE LEWIS


Venti anni prima dell'avvento dell'Anticristo Johnny Rotten, Jerry Lee Lewis offrì al rock'n'roll una gloria e una furia distruttive che non avevano pari. All'ombra di Jerry Lee stava una fede cristiana apocalittica tipicamente americana, che contribuì sicuramente a definire il posto di questo musicista nella moderna cultura popolare. Lewis venne cresciuto, infatti, alla Chiesa degli Assemblies of God, una setta religiosa il cui credo stabilisce che l'umanità debba servire un solo padrone, Dio o Satana. Lewis prese in seria considerazione questo comandamento tanto da trascorrere la sua vita profondamente diviso tra i due signori. A un certo punto pensò di imitare l'esempio del cugino Jimmy Swaggart, abbracciando il sacerdozio. Ma, più spesso, cedette alle tentazioni del Principe Nero, optando per argomenti scandalosamente profani come l'alcol, le donne, le pillole, il denaro e un'oltraggiosa miscela di boogie
che rimane ancora oggi tra il rock'n'roll migliore. Ma, se consideriamo le circostanze della nascita di Jerry Lee Lewis, allora possiamo tranquillamente capire perché non tutto filò così liscio. "In quel giorno, il 29 settembre 1935", scrive Nick Tosches nella biografia di Lewis, Hellfire, "in un'ora più buia che di luce, Mamie Louis udì lo strillo del suo bambino appena nato. Per tutto il giorno, un cane che nessuno aveva mai visto prima d'allora aveva continuato ad abbaiare fuori dalla finestra della sua stanza da letto. Sua sorella Stella aveva lanciato delle pietre per cacciarlo via, ma l'animale era tornato. Ora, finalmente, scomparve tra i cespugli verso Turtle Lake, e Stella Calhoun non lo rivide mai più."
Se per tutta la vita Jerry Lee Lewis fu tormentato dall'agonia della scelta, fu certo, invece, che Satana non si fece mai pregare nel manifestare le sue richieste. Ogni briciola di successo faticosamente guadagnata dal cantante fu immediatamente seguita da una caduta, un fallimento o un evento tragico. Probabilmente la più spettacolare di queste sconfitte arrivò nel 1958, l'anno in cui Jerry Lee stava apertamente sfidando Elvis Presley per contendergli il trono di "re del rock'n'roll". Le premesse, per Lewis, erano davvero buone. Dal 1957, infatti, aveva collezionato una serie di successi piuttosto importanti, piazzando molte sue canzoni ai migliori posti delle classifiche: Whole Lotta Shakin' Goin' On era finita al terzo posto, Great Balls of Fire al secondo, Breathless al settimo e anche High School Confidential si era piazzata piuttosto bene (al ventunesimo). I suoi spettacoli dal vivo avevano accresciuto notevolmente la sua fama e le sue doti di performer.
Anche le circostanze gli erano favorevoli: Presley era stato arruolato nell'esercito e a Jerry Lee si stava davvero aprendo una strada fatta di gloria e di ricchezza. Tuttavia, qualcosa andò storto, e il premio che sembrava a portata di mano svanì nel nulla. Lewis osò infatti sfidare le convenzioni, sposando la sua cugina tredicenne Myra Gail, figlia del suo bassista, molto prima che il suo divorzio dalla seconda moglie fosse diventato definitivo e, soprattutto, senza il permesso dei genitori di lei. Avrebbe dovuto chiedere la mano di Myra a suo padre, ma non lo fece. Non solo, dunque, aveva oltraggiato il mondo civile ma anche l'isolata e piccola comunità della Louisiana dalla quale proveniva. Certo su Jerry, così pieno di se stesso, lo scandalo, sulle prime, non ebbe alcun particolare effetto emotivo. Lewis non era mai stato tipo da cercare le prime pagine dei giornali. Così, quando scese dall'aereo, a Londra, con la sua "reginetta" e i giornalisti gli domandarono "Chi è costei, Mr. Lewis?", Jerry rispose loro, in tutta tranquillità, che quella "bimba" era la sua sposa. Naturalmente giornali e riviste della domenica si arricchirono di descrizioni di "quel satanico ruba-bambini", articoli dove Myra Gail diventava una cuginetta di nove anni (qualcuno arrivò a dipingerla come sua sorella). Jerry venne quindi espulso dall'Inghilterra e la sua carriera, nel giro di sei mesi, finì pressoché alla deriva.
Più tardi tornò alla ribalta, coraggiosamente, come cantante country (anche se non aveva mai dimenticato il demone del boogie che nutriva le sue performance). Ma anche questo ritorno affogò ben presto nel solito pantano fatto di droghe, soldi, donne e liquori. Naturalmente Satana si preoccupò di salare per bene le ferite del suo cliente: Elvis rimase il re e un altro cugino di Jerry Lee, l'insulso Mickey Gilley, diventò il più famoso country singer degli anni Settanta. La caduta dall'Olimpo dorato del successo fu tuttavia un male minore per il "Killer" (un soprannome che gli era stato affibbiato da giovane per oscure ragioni e che Lewis continuò sempre a detestare). La sua vita privata, infatti, gli recò ben altri fardelli, molto più pesanti. Lewis si sposò per ben sette volte: il matrimonio più lungo, quello con Myra, durò tredici anni finché i due si separarono, nel 1970.
Jaren, una delle sue mogli, morì affogata nel 1982, mentre era in attesa della causa finale di divorzio. Jerry Lee sposò la sua sesta moglie, la venticinquenne Shawn Michelle Stephens nel 1983: dopo meno di novanta giorni dalla data delle nozze, la donna venne trovata morta per un'overdose di metadone.
Alcuni testimoni riferirono di aver notato tracce di lividi e macchie di sangue sul suo corpo, e di aver visto profondi graffi sulle sue mani. La morte di Michelle venne però dichiarata accidentale.
I due figli di Lewis morirono tragicamente: Steve Allen Lewis annegò in piscina all'età di soli tre anni, nel 1962; Jerry Lee jr. rimase ucciso in un incidente d'auto, nel 1973. Aveva diciannove anni. Inoltre il fratello minore di Lewis, Elmo, era morto quando ancora era un bambino, rendendo il cantante l'unico erede maschio di una famiglia le cui radici risalivano fin quasi alla Rivoluzione Americana.
Jerry Lee è, invece, ancora vivo. Certo, soffrì di alcuni seri problemi di salute, dovuti a un'ulcera, nei primi anni Ottanta e più di una volta i medici lo diedero per spacciato. Ma la verità, probabilmente, è che Lucifero non aveva ancora bisogno di lui. Grazie a questi fatti funesti Lewis si convinse che la sua carriera nel rock'n'roll non era certo stata opera del Signore. In una famosa session con Sam Phillips nel 1957, Jerry Lee si sentì costretto a sospendere la registrazione di Great Balls of Fire, preoccupato, forse, per le implicazioni sataniche della canzone che, in qualche modo, minacciavano la salute della sua anima immortale. Era come se, all'improvviso, fosse calata su di lui la consapevolezza che il rock'n'roll possedesse una natura essenzialmente malvagia, che lo aveva condotto lontano dagli inni pii e dalle visioni celesti a cui la sua educazione religiosa lo aveva abituato.
Gran parte della discussione che nacque tra i due venne registrata. A un certo punto Lewis grida "Come può il diavolo salvare delle anime?" rispondendo in questo modo alle argomentazioni bibliche del produttore che era giustamente interessato soltanto al buon esito dell'incisione. "Amico", conclude categorico Lewis, "ho il diavolo dentro di me! Se non lo avessi sarei un Cristiano!" Phillips, alla fine, riuscì a spuntarla e più tardi, quella stessa notte, Lewis, quasi rassegnato, registrò una versione incandescente di quella canzone.
Nei primi mesi del 1958 Great Balls of Fire arrivò al secondo posto della classifica, dove rimase per quattro settimane. Una magra ricompensa per Jerry Lee, se paragonata a tutto quello che Satana gli aveva richiesto in cambio...