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KBB "Four Corner's Sky" (Poseidon Record/Musea Records-2003)

Dopo un periodo di silenzio ritornano alla ribalta i Kbb ed è subito chiaro come il gruppo guidato dal violinista Akihisa Tsuboy abbia sviluppato una concezione musicale del tutto personale e peculiare, pur sempre parallela a quella già elaborata da altre formazioni rock passate e presenti. Rispetto al passato c'è stata qualche modifica significativa nell'assetto del gruppo, al posto del tastierista dimissionario Gregory Suzuki è subentrato il nuovo Toshimitsu Takahashi, e il cambiamento di line-up ha sicuramente favorito un sensibile spostamento del baricentro creativo dei KBB verso sonorità e arrangiamenti più orientati verso la fusion e il folk, senza peraltro sminuire, ovviamente, la componente musicale sinfonica e neoclassica. In generale, quindi, il tono generale del disco si sbilancia verso una più accentuata commistione di generi musicali differenti, abbandonando un pò l'immagine di semplice (si fa per dire!) rock sinfonico. I sette brani che compongono Four Corner's Sky sono, come nel cd precedente Lost and Found, interamente strumentali e strutturati in maniera piuttosto articolata ed espansa: Tsuboy, l'autore di gran parte delle musiche, ha evidentemente perfezionato al meglio la scrittura dei pezzi, le atmosfere in genere si sono fatte più introspettive ed il livello di aggressione sinfonica è stato ridimensionato sensibilmente. Ad esempio, il primo brano del cd, Discontinuous Spiral, in pratica non è nient'altro che un gioioso folk-rock dalle venature jazz piuttosto marcate (l'apporto del nuovo, ottimo, tastierista è determinante), piuttosto inedito per quello che ci si poteva aspettare dai KBB del disco d'esordio... e ancora, Backside Edge sembra volersi inserire, con successo, nel filone del jazz-rock alla Brand X (ma, ad ascoltar bene, anche i Magma...), invece in Slave Nature al classico sinfonismo decadente (Curved Air) vengono accostate intriganti e soffuse dosi di funky-jazz.
In definitiva, quindi, un ottimo rientro per questa band giapponese con un secondo disco ancor più personale, ispirato, godibile e... progressive del pur sempre brillante esordio.
Indirizzo web: http://tsuboy.internet.ne.jp/kbb


© 2003 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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