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IL PROFETA DEL REICH – INTERVISTA A MASSIMO POLIDORO, a cura di Stefano Piazza

Non credo che Massimo Polidoro abbia bisogno di molte presentazioni, ma forse non tutti sanno che l’autore di importanti saggi dedicati al soprannaturale e al mistero (a tutto tondo) ha da poco pubblicato il suo primo romanzo: Il Profeta del Reich (Aliberti Editore). Si tratta della storia romanzata di Erik Jan Hanussen, un famoso illusionista tedesco (ebreo) che cercò fortuna “corteggiando” il nascente regime nazista e che, nella storia di Polidoro, prende il nome di Erik Van Heller. A raccontare la vicenda è Franz Kukol, ex assistente di Houdini, amico del veggente e suo complice nel tentativo di assassinare di Hitler per liberare la Germania da un incubo. Franz è nascosto in una cantina, solo e braccato, deciso a lasciare una testimonianza scritta dell’impresa di Erik, prima che le camicie brune lo trovino. Massimo dà vita a un’avventura incredibile, intrecciando personaggi reali e splendide invenzioni letterarie, in un crescendo di tensione e rivelazioni a effetto, fino a un finale per nulla scontato. Il punto di forza di quest’opera prima, però, credo proprio si possa identificare nei dialoghi: persone “vere”, che pronunciano parole “plausibili”, senza inverosimili battute cinematografiche che, tutt’al più, avrebbero tolto credibilità alla vicenda
Bene, mi fermo qui, per non rovinare la lettura a chi, ancora, non avesse scoperto la vena letteraria del Turtledove italiano (anche senza gli alieni), e lascio la scena all’autore.

Valerio Evangelisti, parlando proprio del Profeta del Reich, si definisce “un lettore cinico”. Di che si tratta? Credevo che uno scrittore dovesse potersi abbandonare molto più di qualunque lettore “normale” alla meraviglia, al trasporto della parola scritta. Il lavoro che fai ha avuto lo stesso effetto anche su di te?
Be’, è inevitabile per chi fa della scrittura anche un lavoro che si finisca per leggere i libri con un occhio sempre attento a “come” è stato scritto. Quindi, si notano magari più facilmente i vari trucchi del mestiere inseriti dall’autore per suscitare determinate reazioni nel lettore. Però, devo dire che questi si notano molto meno quando il libro è scritto da un vero artista: se leggo Stephen King, per esempio, dopo qualche pagina sono totalmente perso nella storia che racconta e mi sono completamente dimenticato di trucchi e artifici retorici.

Qual è il momento più bello quando scrivi un libro?
Se si tratta di un saggio e' sicuramente la parte della ricerca, che puo' anche durare anni, dove ho la possibilità di approfondire un argomento sotto più punti di vista e farmi un'idea piuttosto completa. E' un modo molto bello per riuscire a studiare argomenti sempre nuovi. La scrittura del Profeta del Reich, invece, mi ha mostrato quanto puo' essere bella e stimolante anche la fase stessa della scrittura. Non che coi saggi non lo sia, ma dopo 23 libri di quel tipo, ormai inserisco il pilota automatico e non devo fermarmi troppo a decidere come raccontare una storia: viene da se'. Con il romanzo, invece, è un'invenzione continua, dove mi trovo costretto a creare una storia da zero (o quasi) e devo fare in modo che stia in piedi dall'inizio alla fine. Una bella sfida!

Sia da lettore che da scrittore, preferisci la saggistica o la narrativa?
Da lettore per rilassarmi leggo molta narrativa, mentre per lavoro quasi solo saggistica. Da scrittore, come dicevo, trovo che la narrativa sia (almeno per ora) quella che mi affascina di più.

Ho letto da qualche parte che uno scrittore non legge i suoi colleghi, li spia. Sei d’accordo?
Puo' darsi. Certamente io leggo certi grandi autori, soprattutto americani o inglesi, e resto tante volte sbalordito dalla loro bravura. Chissà, mi chiedo, se riuscirò mai ad avvicinarmi a tanto!

Carlo Lucarelli è convinto che il giallo e il noir attuali contengano anche elementi propri del romanzo sociale. Per intenderci, nelle storie di fantasia, si inseriscono frammenti importanti di realtà, spesso scomoda, che neppure i giornali riescono a raccontare. Credi che lo stesso discorso possa valere anche per il tuo libro? Tra l’altro, Il Profeta del Reich è giallo o noir?
Non so definire Il Profeta del Reich secondo queste classificazioni. Non è un giallo, perchè non c'è un delitto per il quale bisogna scoprire un colpevole, nè penso che sia un noir. E' piuttosto un romanzo, ambientato in un contesto storico reale, che presenta vari momenti di tensione e di suspance in un crescendo pieno di colpi di scena. Forse lo si potrebbe definire un thriller, ma non sono nemmeno convinto di questo (eppure, nonostante il finale sia già scritto nei libri di scuola, si ha di continuo la sensazione che l’intreccio debba portare a quello che non ti aspetteresti mai. E, in un certo senso, è proprio così, ndr). In ogni caso, sono d'accordo con il parere di Lucarelli: nel Profeta, al di là della trama e delle varie avventure che vivono i protagonisti, ci sono alcuni temi sociali forti che, a giudicare dalla quantià' di posta che ricevo sull'argomento, sembrano proprio essere passati. E non potrebbe essere diversamente, visto che tra le altre cose si parla di diversità, di razzismo, di tolleranza, di memoria, ecc...

Com’è far interagire personaggi reali (comunque adattati alla narrazione) con altri di pura fantasia?
Uno spasso! Ma è anche inevitabile, per certi romanzi. Nel mio caso, i personaggi storici quando compaiono (sempre per brevi scene) dicono e fanno cose che hanno detto o fatto realmente nella loro vita, dunque non mi sono preso troppe libertà con loro. Solo, li ho fatti interagire con i miei personaggi, in un modo che mi è sembrato credibile.

Mi è sembrato di capire, per esempio, che tu non abbia saputo resistere alla tentazione di dare un ruolo chiave, seppur marginale, a Houdini. Che peso ha avuto questo personaggio nella decisione di intraprendere questo tipo di professione?
Un ruolo fondamentale. E' stato proprio dopo avere visto un film su Houdini con Tony Curtis, quando avevo cinque anni, che ho sognato un giorno di diventare ''come lui''. Per tutti gli anni della mia crescita ho inseguito quel sogno e, alla fine, si può dire che si è avverato. Non evado da prigioni o da camicie di forza come faceva Houdini, ma come lui uso le mie conoscenze nel campo delle illusioni per indagare misteri...


Tu ti sei occupato molto dei misteri di casa nostra. Perché tutti questi misteri in Italia? Chi doveva fare il lavoro di investigazione non lo ha fatto come avrebbe dovuto? E’ possibile che la storia italiana sia intrinsecamente legata al mistero (politica, mafia, terrorismo, servizi segreti) e alla violenza? Altri Paesi, per esempio, non hanno avuto il terrorismo.
Vero, però non so se davvero l'Italia è un Paese così atipico. Non vorrei che, più semplicemente, in Italia non si riesce a tenere nascosto molto, mentre in altri paesi gli stessi intrighi e gli stessi misteri non sono venuti a galla perchè là sono stati più ''bravi'' a tenerli nascosti... Comunque sia, è indiscutibile che da noi, l'intreccio tra criminalità e politica ha prodotto negli anni una serie di storture e di eventi tremendi che, a sua volta, ne ha alimentati altri e così via come in un gioco di scatole cinesi.

Stephen King, nel suo On writing, dice che, ogni volta che gli capita di leggere una dedica al marito o alla moglie dell’autore di un’opera prima, sorride ripensando ai suoi inizi, ricordando l’importanza di qualcuno che lavori per pagare le bollette mentre l’altro insegue la propria vena creativa. Tu ci hai messo un po’…
Ci ho messo un po' a scrivere il mio primo romanzo, è vero. Forse non volevo dipendere da qualcuno mentre lo scrivevo e, così, ho fatto in modo di arrivare all'appuntamento con la narrativa già autosufficiente...

Come si spiega l’ascesa di Hitler? Ha qualcosa a che fare con le radici occulte del nazismo? I nazisti hanno davvero impiegato uomini e mazzi per cercare oggetti mitici come il Graal o l’Arca dell’Alleanza?
C'e' molta più leggenda che verità su questi argomenti. Il discorso sarebbe lungo, ma i gerarchi fissati con l'occulto erano pochi e non prendevano tante decisioni importanti sulla base di queste credenze. Di certo, Hitler li guardava con diffidenza, forse timoroso che potessero acquisire troppo potere.

La gente, sull’autobus, vedendomi con un libro intitolato “Il profeta del Reich”, con la foto di Hitler in copertina, mi guardava storto. Ti è capitato?
A me no, anche perchè non vado in giro a rileggere il mio romanzo! (domanda stupida? Può darsi… ndr) Però, me l'hanno detto anche altri: d'altra parte, non è il primo romanzo ambientato in quel periodo storico dove figurano elementi del nazismo sulla copertina. Certo, l'immagine della copertina avrebbe anche potuto essere diversa, ma non è mai l'autore a fare questo tipo di scelte: tutto sommato, però, mi sembra efficace. E, in ogni caso, il prossimo romanzo sarà ambientato in tutt'altra epoca storica… (mmmh, forse non era poi così stupida… ndr)
Insomma, se vi è piaciuto Il Profeta del Reich, non vi resta che aspettare.

Biografa
Massimo Polidoro è uno dei maggiori esperti internazionali nel campo della psicologia dell'insolito, del paranormale e dei misteri in generale. Segretario nazionale e co-fondatore, insieme a Piero Angela, Margherita Hack e Silvio Garattini, del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), è docente di Metodo scientifico, Pseudoscienze e Psicologia dell'insolito presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca. ha studiato per oltre un anno negli Stati Uniti con l'illusionista americano James Randi, il più famoso investigatore di fenomeni insoliti. Tornato in Italia si è laureato in psicologia all’Università di Padova, specializzandosi poi nella psicologia dell’insolito e in quella dell'inganno - competenze grazie alle quali conduce da anni indagini, ricerche e sperimentazioni su fenomeni misteriosi o ritenuti paranormali. Dal 1989 dirige la rivista Scienza & Paranormale, dal 1996 è responsabile europeo della James Randi Educational Foundation, dal 1997 è direttore editoriale di una collana di divulgazione scientifica della casa editrice Avverbi di Roma e nel 2004 ha creato la rivista Magia, di cui è anche direttore. È autore di oltre venti libri e di quasi quattrocento articoli su enigmi e misteri di vario tipo e sui rapporti tra scienza, paranormale e pseudoscienza; collabora stabilmente con il mensile Focus e con The Skeptical Inquirer, dove cura la rubrica "Notes on a Strange World", in precedenza firmata da Martin Gardner. Tra i suoi ultimi libri: Il sesto senso (2000), Investigatori dell’occulto (2001), Il grande Houdini (2001), Final Séance (2001), Grandi misteri della storia (2002), Gli enigmi della storia (2003), Secrets of the Psychics (2003), Grandi gialli della storia (2004) e Cronaca nera (2005). Negli Stati Uniti i suoi libri sono pubblicati da Prometheus Books e nei paesi di lingua spagnola (Sud America e Spagna) da RobinBook.

© Stefano Piazza 2006 - per gentile concessione dell'autore

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