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2 giugno 2010

Quella maledetta estate del '69...

Se è vero che il 1968, con i tragici assassinii di Martin Luther King e di Robert Kennedy e il diffondersi della rivolta nelle strade, viene generalmente considerato come l'anno più turbolento nella moderna storia americana, furono in realtà gli eventi dell'anno successivo, il 1969, a lasciare le tracce più profonde e devastanti nella cultura popolare. Il 28 giugno di quell'anno, una delle ennesime azioni intimidatorie compiute dalla polizia nei confronti di un bar gay, lo Stonewall Inn, nel cuore del Greenwich Village di New York, provocò una rivolta che durò molti giorni e inaugurò il moderno movimento per i diritti civili dei gay. Qualche settimana dopo questi fatti, il 19 luglio, su un'isola al largo di Martha's Vineyard chiamata Chappaquiddick, il senatore del Massachusetts Ted Kennedy affossò definitivamente le sue speranze presidenziali quando la sua macchina, a causa di un'improvvisa sbandata, volò da un ponte e si inabissò nelle gelide acque sottostanti. Kennedy sopravvisse ma la sua compagna, la giovane supporter Mary Jo Ann Kopechne, rimase intrappolata nell'abitacolo e affogò. Il 20 luglio la passeggiata dell'astronauta Neil Armstrong sulla superficie della Luna segnò praticamente la fine della prima era del progresso umano.
Tuttavia, l'estate del 1969 è principalmente associata, nella memoria collettiva, a Woodstock, l'ormai leggendario festivalconcerto che finì per simboleggiare l'irruzione definitiva del rock nella cultura ufficiale e nell'industria commerciale. Dal 15 al 17 agosto, a Bethel, nello stato di New York, una sonnolenta comunità rurale novanta miglia a nord di New York City, una fattoria e i suoi seicento acri di terreno furono trasformati nel luogo di un evento che venne pubblicizzato come la Woodstock Music and Art Fair. Gli organizzatori dell'iniziativa avevano previsto l'afflusso di circa centomila spettatori, con un costo a biglietto di diciotto dollari, ma quando quasi cinquecentomila giovani si presentarono ai cancelli d'ingresso, sfondandoli, l'evento si trasformò in una vera e propria celebrazione gratuita della musica, dell'espressione e dello spirito.
Un milione e mezzo di persone rimase bloccata nel gigantesco ingorgo (circa trenta chilometri) che paralizzò la strada in direzione di Bethel, ma quelli che riuscirono a entrare affrontarono un ininterrotto diluvio di pioggia e un mare di fango per assistere all'esibizione di ben ventisette dei migliori gruppi del momento (tra cui gli Who, i Creedence Clearwater Revival, Janis Joplin, Crosby, Stills, Nash and Young e gli Sha Na Na) prima che Jimi Hendrix chiudesse degnamente il weekend con una versione elettrica di The Star Spangled Banner, l'inno distorto che per molti sembrò celebrare degnamente l'alba della tanto agognata "Era dell'Acquario".
Dall'altra parte del paese, intanto, a Los Angeles, meno di una settimana prima del festival, la sera del 9 agosto, degli sconosciuti entrarono nella casa del regista Roman Polanski e uccisero brutalmente sua moglie, l'attrice Sharon Tate, incinta di otto mesi, e alcuni suoi amici: il parrucchiere di Hollywood Jay Sebring, l'ereditiera del caffè Abigail Folger, il suo compagno, il polacco Voytek Frykowski e Steven Parent, un ragazzo che si trovava semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato. La notte successiva, sempre a Los Angeles, nel quartiere Los Feliz, Leno La Bianca, proprietario di una drogheria, e sua moglie, Rosemary, furono massacrati in circostanze analoghe. A collegare i due avvenimenti contribuivano la ferocia mostrata dagli assassini - un totale di centonovantasei ferite da coltello inferte alle sette vittime - e i bizzarri messaggi scritti sui muri delle abitazioni con il sangue delle vittime. Questi crimini e il concerto di Woodstock non sembrarono avere alcun collegamento, anche se molti dei giovani in viaggio per Bethel appresero la notizia dei fatti di Los Angeles alla radio. Ma il successivo arresto di Charles Manson e della sua banda di giovani seguaci si rivelò molto più sinistro e significativo di quanto si fosse potuto immaginare. La vicenda di Manson, infatti, allontanò simbolicamente tutte le buone vibrazioni che sembravano aver avvolto la nazione di Woodstock e provocò, successivamente, la crescita di un persistente nichilismo che ancora oggi abita le correnti sotterranee del rock.


DOPO IL DILUVIO...

Venticinque anni più tardi, nell'estate del 1994, l'anniversario di Woodstock è stato caratterizzato da una serie ampiamente pubblicizzata di celebrazioni, condotte dai media e dall'industria discografica, e da due nuove edizioni dell'antico festival, tenutesi nelle vicinanze del luogo originale. L'anniversario dei delitti Tate e La Bianca, invece, è stato festeggiato in modo molto meno spettacolare ma altrettanto significativo da tutta una crescente sottocultura che vede in Manson una sorta di eroe incompreso della rivoluzione. Come simbolo duraturo della morte del flower power, Charlie si è dunque guadagnato, presso certi ambienti della controcultura, la fama di precursore dell'ideologia punk, esercitando un'influenza sull'attitudine "anti-sistema" del rock che deve ancora essere misurata adeguatamene Nonostante molti degli esponenti e dei critici della controcultura di allora si rifiutassero di definire l'evento di Woodstock come il punto di inizio della rivoluzione, dopo Woodstock la storia era stata, in qualche modo, riscritta e nella memoria di molti quell'evento rappresenta, ancora oggi, il coronamento dei sogni della generazione hippie.
Una cosa, comunque, è certa ed è che l'idealismo di Woodstock finì, venticinque anni dopo, calpestato nel fango: il biglietto della nuova edizione costava centotrentacinque dollari e Trent Reznor e i suoi Nine Inch Nails, con le loro canzoni d'odio furono i più acclamati. Uno spettatore venne ucciso durante la loro esibizione e i fotografi vennero costretti a lasciare la loro postazione di fronte al palco, per evitare che venissero scattate fotografie del cadavere.

A dispetto di venticinque anni di celebrati serial killer il cui curriculum è indubbiamente ben più ricco, la saga di Charles Manson è continuata senza alcuna tregua. Charlie ha fatto il giro dei talk show televisivi più famosi, senza mai lasciare la sua cella. Quando, nell'aprile del 1976, venne trasmesso Helter Skelter, un film televisivo a metà tra la fiction e il documentario, gli ascolti salirono alle stelle. Ironicamente, Manson deve molta della sua fama alle forze dell'umanitarismo liberale: lui e le sue seguaci, infatti, vennero tutti condannati a morte ma la California abrogò la pena di morte meno di un anno dopo il pronunciamento dei verdetti di colpevolezza. Così, invece di finire sulla sedia elettrica, Manson riceve oggi quattro lettere al giorno da parte dei suoi ammiratori.

Charles Manson passò la maggior parte della sua gioventù dentro il sistema penale statunitense. Rilasciato nel 1967, dopo diciassette dei suoi trentadue anni trascorsi dietro le sbarre, si recò a San Francisco, nel quartiere di Haight Ashbury, dove imparò rapidamente a recitare il ruolo di una delle tante comparse dell'estate dell'amore. Fu qui che iniziò a reclutare i reietti della middle class che, più tardi, a Los Angeles, avrebbero formato la base della sua Famiglia. Grazie a una miscela di droghe psichedeliche e di sesso, Manson si costruì una letale posse, disposta ad assecondare la sua volontà, qualunque essa fosse. A differenza dei suoi discepoli Susan Atkins, Patricia Kerwinkel, Leslie Van Houten e Tex Watson, Manson fu accusato e condannato non per aver partecipato materialmente ai delitti, ma per averli organizzati grazie alla sua abilità di manipolatore delle coscienze.
Sebbene i loro messaggi siano antitetici, Manson e Woodstock sono inestricabilmente legati. Charlie, infatti, rappresentò il Tristo Mietitore del sogno di Woodstock. Anche se i delitti della Famiglia e il ritratto che la stampa seppe offrire della congrega di Charlie non furono la causa determinante della fine prematura dell'"Era dell'Acquario", certamente riuscirono a macchiare di sangue quell'immagine idilliaca e pacifica.
"La destra non avrebbe potuto comprare neanche con un trilione di dollari una morte migliore allo scenario degli anni Sessanta", scrisse qualcuno. Dopo i delitti la gente iniziò a guardare con diffidenza gli autostoppisti e la polizia iniziò a fare irruzioni sempre più frequenti nelle comuni. Insomma, le peggiori paure che i vecchi avevano sempre nutrito nei coffronti di chiunque avesse meno di trent'anni, avevano trovato la loro più perfetta incarnazione.

"Il vostro intero sistema è in gioco", gridò Van Houten alla corte dopo aver ascoltato la sentenza. "I vostri bambini si rivolteranno contro di voi." La giovane sottocultura era stata messa alla sbarra: Manson e i suoi vennero posti sotto accusa nelle prime settimane di dicembre, la stessa settimana in cui il promotore di concerti Bill Graham tentò di ricreare una seconda Woodstock presso l'autodromo di Altamont, a sud-est di San Francisco. Quando gli Hell's Angels che fungevano da servizio d'ordine uccisero un giovane fan di colore davanti al palco, a molti sembrò che lo spirito di Manson fosse tornato in qualche modo a colpire, e proprio attraverso quelle frange con le quali Mandon aveva sognato, nei suoi piani di potere, di stringere un'improbabile alleanza durante la guerra sacra di Hellter Skelter. E quelli che avevano dubitato della reale portata degli atti compiuti da Chartlie individuarono subito negli avvenimenti di Altamont la causa della morte del movimento.
Come abbiamo visto in precedenza, Manson non era affatto un novellino della scena musicale, ma le sue aspirazioni vennero ampiamente frustrate. Un ascolto del suo album di debutto, Lie, lascia intravedere, più che l'universo di una mente criminale, l'incapacità di chi non sa neppure accordare una chitarra. "I ragazzi comprano il disco di Manson pensando che si tratti di musica stanica", ammette Steve Kaplan della Performance Records del New Jersey,; distributrice del disco negli ultimi dieci anni. "In realtà, quando arrivano a casa scoprono, con grande disappunto, di aver comprato soltanto un album di mediocri canzoni folk". Anche Charles Manson - Live at San Quentin, un bootleg inciso per l'etichetta inglese Grey Matter, confezionato come una parodia di Pet Sounds dei Beach Boys, non possiede nulla del fascino di un altro disoc registrato nelo stesso luogo, il live di Johnny Cash. Nel 1972 la Family registròun suo album, The Manson Family Sings the Songs of Charles Manson, una raccolta dui canzoncine opportunamente costellate di risate demoniache. Il rock'n'roll, però, non si dimenticò mai di Charlie. E nel corso degli anni, per ragioni che probabilmente hanno poco a che fare con la musica, Manson ritornò spesso alla ribalta. Nel dicembre 1994 scoppiò il caso della cover segreta di un suo pezzo, Look at Your Game. Girl, effettuata dai Guns N' Roses e inserita alla fine di The Spaghetti Incident. L'album dei Guns vendette un milione e centomila copie, ma le royalties non finirono mai nelle tasche di Manson.
Infatti un verdetto emesso dalla Corte Federale nel 1971 destinava qualsiasi profitto ricavato da Manson al figlio di Voytek Frykowski.

Fin dagli anni della nascita del punk l'immagine di Manson conservò un grande potere presso i circoli del "nessun futuro". Come sintetizzò efficacemente Johnny Rotten: "L'unico hippie buono è un hippie morto. E dunque quale miglior esempio da seguire che quello di uno che li aveva simbolicamente sterminati?" "Se ci pensate bene", dice Frank Kozik, "il punk rock si basa sul rifiuto di ogni regola, e sul fatto che puoi costruirti da solo la tua cultura. Bene, Manson fece tutto questo."
Ecco perché non sorprende affatto che i riferimenti a Manson siano così abbondanti nella cultura underground. I Redd Kross, per esempio, incisero una versione di Cease to Exist destinata al loro album di debutto, Born Innocent, nel 1982 e composero anche un chiaro tributo agli eventi di Cielo Drive con la canzone Charlie. Nel 1983 gli Psychic TV registrarono un'altra versione di un pezzo di Manson, I'll Never Say Never to Always, reintitolata Always Is Always, Anche i Sonic Youth, insieme a Lydia Lunch, esplorarono il territorio tabù in Death Valley '69, sull'album Bad Moon Rising (1985). Si vociferò poi che la SST Records (la stessa etichetta dei Black Flag) avesse intenzione di pubblicare un album di registrazioni carcerarie di Manson, risalenti alla metà degli anni Ottanta, sfruttando per questo scopo i nastri che Charlie aveva inviato all'amico di penna Henry Rollins. Ma, stando alle dichiarazioni di David Gossack, un avvocato di Boston che stava cercando di trovare a Manson un'etichetta discografica, il progetto non andò mai in porto per colpa dei dirigenti stessi della SST.
Su un altro fronte, il compositore di avanguardia John Moran, allievo di Philip Glass, mise in scena nel 1990, al Lincoln Center, la sua The Manson Family: an Opera. Il lavoro venne anche inciso e alla sua registrazione presero parte diversi artisti famosi, tra cui Iggy Pop. Un altro musicista a tenere nell'armadio lo scheletro di Manson è George Clinton, il padre del funk. Ben due album dei suoi Funkadelic, Maggot Brain (1971) e America Eats Its Young (1972) contengono note di copertina adattate dagli scritti teorici della Process Church of the Final Judgement, un culto satanico fiorito nei tardi anni Sessanta e nei primi anni Settanta che sembra avesse avuto legami con Manson. Pochi artisti comunque si sono così alacremente adoperati a promuovere sul mercato il nome e l'immagine di Charlie al pari dei Lemonheads di Evan Dando. Il loro album del 1988, Creator, include una versione del pezzo di Manson Your Home Is Where You're Happy. Il libretto del cd, inoltre, presenta una foto di Dando in posa di fronte a un ritratto di Charlie e delle note di copertina dove vengono apertamente ringraziati i membri della Famiglia, nonché Manson stesso. Dando citò ancora Manson in Bailarat, un brano di Lovey (1990), e qualche anno dopo posò con una copia di Lie in mano in uno spot promozionale per una trasmissione di MTV.

Nonostante i suoi continui sforzi, comunque, la palma per aver contribuito alla migliore promozione del mito Charles Manson va senz'altro a Trent Reznor, leader dei Nine Inch Nails. Nel 1992 Reznor prese in affitto casa Tate, al 10050 di Cielo Drive, installandovi uno studio di registrazione portatile battezzato Le Pig.
Qui vennero registrate quasi tutte le canzoni presenti sull'ultimo album, The Downward Spiral, incluse Piggy e March of the Pigs. "Pig", naturalmente, era il messaggio che era stato scritto dai membri della Famiglia, con il sangue di Sharon Tate e delle altre vittime, sulla porta d'ingresso. Reznor iniziò nella casa anche le riprese di un video che non vennero però mai completate. "C'era un karma davvero cattivo tutto intorno", dichiarò un membro della troupe che lavorò al progetto.
Uno dei primi gruppi a essere messi sotto contratto dalla nuova etichetta discografica di Reznor, la Nothing Records, è stato quello dei Marilyn Manson, una band proveniente dal sud della Florida. Il loro album di debutto, Portrait of an American Fami!)' (1994), include la canzone My Monkey che prende a prestito quattro righe di versi dalla canzone di Manson "Mechafli' Man". Manson e la sua immagine, soprattutto quella apparsa sulla copertina di Lie, sono ormai dappertutto. Charlie diventato una delle muse ispiratrici più frequenti nell'opera di artisti underground come Joe Coleman e Raymond Pettibon, meglio conosciuto per aver realizzato le copertine dei primi dischi dei Black Flag.
Ma gli impresari più capaci nel piazzare sul mercato il prodotto Manson sono stati i fratelli Lemmons, proprietari della ditta Zooport Riot Gear di Newport Beach, California. Per due anni e mezzo la Zooport ha stampato la faccia di Manson sul fronte di t-shirt in compagnia di messaggi come Charlie Don't Surf, Support Family Values e The Original Punk sul retro. Hanno venduto fino a ora circa trentamila magliette con questo soggetto, registrando un notevolissimo incremento dopo che Axl Rose ne indossò una durante il tour dei Guns N 'Roses del 1993 e le riprese del video Estranged. La Zooport, tra l'altro, è l'unica compagnia che sia in possesso di un regolare contratto approvato e firmato da Manson. I due intraprendenti fratelli salirono agli onori della cronaca l'anno scorso, quando inviarono a Manson la somma di seicento dollari come pagamento delle royalty dovute allo sfruttamento della sua immagine. Gli avvocati del figlio di Frykowski intervennero e chiesero il sequestro del denaro. "Perché mai dovremmo dare dei soldi al figlio di uno spacciatore?" protestò Dan Lemmons. I due fratelli, che sono fondamentalisti cristiani, decisero così di donare i profitti al gruppo anti-abortista Operation Rescue... Ma l'appoggio e la simpatia dimostrati nei confronti di Manson dagli ambienti della destra più radicale non dovrebbero affatto sorprendere.

Il sogno e il progetto di un'era di potere bianco nutriti da Charlie non sono mai stati un segreto. E mentre il nostro considerava il White Album dei Beatles come la sua Bibbia o una specie di Santo Graal per la sua missione, proibì ai suoi seguaci di ascoltare i dischi di Jimi Hendrix, definendoli "musica per gli schiavi neri". "Odia le donne, i neri, gli ebrei", scriveva di lui Ed Sanders. E la visione in qualche modo ariana di Manson rappresenta ancora oggi un grande punto di riferimento per i gruppi razzisti: Charlie è diventato la mascotte, per esempio, di gruppi neonazisti come lo Universal Order. Tra i collezionisti di figurine, le trading cards, quella di Manson continua a essere una delle più ambite, in un'epoca in cui i serial killer sono diventati un grande affare commerciale, non soltanto ai margini della cultura, ma anche nella letteratura (American Psycho di Breat Easton Ellis) e nel cinema (Kalifornia, il silenzio degli innocenti, Natural Born Killers).
Per una società che sembra sempre più prosperare intorno a una visione della violenza intesa come divertimento, Manson rappresenta la pin up perfetta, l'Uomo Nero ideale che ha messo a repentaglio il grande Sogno Americano. Lontani i tempi in cui Robert Johnson strinse il suo patto con il Maligno, gli anni Novanta richiedono la presenza di un diavolo molto più reale, meno metaforico. E Manson pare perfettamente adatto a ricoprire questo ruolo, esercitando il suo fascino sinistro sulle nuove generazioni, quelle che non hanno vissuto il sogno di Woodstock ma, piuttosto, le frustrazioni dei loro genitori che a quell'epoca erano là.
In un mondo dove violenza, crimine e intolleranza sono ormai diventati la norma, i Nine Inch Nails sono stati il gruppo più applaudito dell'edizione 1994 di Woodstock. Chiamatelo un segno dei tempi: Charlie è stato il Randall Flagg del rock'n'roll...