navigazione
drive home page

musica
Home

recensioni

speciali

concerti
eventi

sezioni

rock'n'roll noir
rock and horror encyclopedia
borderline
all that jazz


categorie

musica

cinema

libri

fumetti

contatti



Disclaimers

© Stefano Marzorati

 

Virtuosismi benefici...

31 maggio 2010

Autore: Barry Cleveland
Album: Hologramatron
Etichetta: MoonJune Records

Jazz-rock venato di benefica nevrastenia, sostenuto da solidi fraseggi sincopati e da scansioni ritmiche, asciutte e definite, che non disdegnano incursioni nel funk: la musica del nuovo album di Barry Cleveland non delude le aspettative di chi lo segue e dal 2004, anno in cui venne pubblicato l’ottimo Vulcano, non aveva più avuto occasione di saggiare nuovo materiale. Chitarrista, editor del magazine ‘Guitar Player’, saggista (ha contribuito al libro “Whole Lotta Led Zeppelin”, uscito per i tipi di Voyageur Press nel 2008), autore per CMP (Creative Music Production), Cleveland è iperattivo e mette tutta la propria cultura al servizio della musica. Pur avendo una competenza tecnica notevole, il virtuoso chitarrista preferisce avere un rapporto paritario con la band che dà vita ai dieci brani del suo nuovo disco. Nessun narcisismo, quindi, bensì la ricerca di un suono d’insieme che dia integrità e continuità tematica al progetto. Qua e là sbucano, purtroppo, i momenti di debolezza e incoerenza come nella canzone “What Have They Done To The Rain”, appesantita da melodie dolciastre e ridondanti. Ottimo invece lo strumentale “Abandoned Mines”, epico e drammatico al contempo. Importanti i contributi vocali di Amy X Neuborg, Harry Manx, Debora Holland (ex-Animal Logic, formazione in cui suonavano Stanley Clarke e Stewart Copeland) e Artist General. Importanti, sì, ma non tutti in sintonia con i brani. La voce di Amy X Neuborg, in particolare, arriva quasi a infastidire per l’ostinazione con cui enfatizza – senza che sia necessario – intonazioni e vocalizzi. Anche Artist General, con i suoi toni cavernosi e oscuri, non è sempre a proprio agio tra le musiche di Cleveland, che in generale renderebbero molto di più se sviluppate come strumentali. Hologramatron ha comunque collezionato critiche entusiastiche. Ad esempio Mike Borellas (di ‘Avant Music News’) ha affermato: "L'ho ascoltato tutto dall'inizio alla fine per ben cinque volte. E' raro che mi capiti. Non è avanguardia pura, d'accordo, ma resta è un grande disco" e Sal Pichireddu (di ‘Babyblaue-Seiten’) ha aggiunto: “ ‘'Hologramatron' mi ha colpito profondamente. L'ho ascoltato in macchina e non sono sceso sino a quando il disco non è finito, anche se avevo raggiunto la mia destinazione da un bel pezzo. è Eccitante dall'inizio alla fine. Sarò onesto: quest'anno è il disco migliore che abbia sentito”.