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© Stefano Marzorati

 

L'eredità della "soffice macchina"...

31 maggio 2010

Autore: Beppe Crovella
Album: What's Rattling on The Moon
Etichetta: MoonJune Records

Cimentarsi con la rilettura del repertorio di Mike Ratledge – e, per inevitabile conseguenza, con l’indelebile eredità dei Soft Machine – non è un divertissement, non è un esercizio di stile, non è una operazione nostalgia e non è neppure un tributo alla memoria. È una missione: portare al presente senza snaturarla la musica che, a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, fece divampare la scena prog-sperimentale britannica (e anche quella contemporary di autori come Terry Riley), settando nuovi standard – musicali e espressivi – per gli anni a venire, a beneficio delle menti più ricettive. L’album consta di sedici composizioni strumentali che, nelle mani dell’abile Beppe Crovella, riacquistano il vigore originario e l’alone di misteriosa ispirazione che le rendono ancora oggi sia antiche che avveniristiche. Il lavoro di Ratledge (nella carriera con i Soft Machine e, in seguito, da solista) è caratterizzato dalla capacità di mettere in connessione ambiti musicali distanti o contigui, con incrollabile slancio pioneristico e con una evidente passione per l’esplorazione dei limiti di ogni genere musicale universalmente noto: pop, rock, jazz, avanguardia, minimalismo. Crovella – che qui suona Mellotron, Wurlitzer, piano elettrico Fender Rhodes, organo Hammond, organo Farfisa, piano e clavinet Hohner, Grand Piano Rösler - si muove con profondo rispetto e con cristallina libertà. Lui stesso dichiara nelle note interne: “Il mio approccio alle composizioni di Mike è stato totalmente libero. Ho seguito la mia visione, assecondando lo spirito dei brani originali e trasferendolo in un nuovo contesto temporale. Durante la realizzazione di questo disco la prima regola che ho seguito è stata: non ci sono regole! La seconda regola è stata scindere in piccole parti ogni composizione o idioma di Mike e dei Soft Machine, trasformare tutto in molecole preservando il DNA, per dirigerle in un contesto inedito, all’insegna del coraggio e della libertà. È stato un viaggio avventuroso, diretto sulla luna e guidato dalla mente”. Il risultato è un lavoro di sconcertante e quasi impalpabile bellezza. La copertina del disco, invece, è raffazzonata e quanto mai distante dalla magnificenza della musica.