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drive magazine © Stefano Marzorati 2010

Una band "pastorale"...

20 settembre 2010

Autore: The Milk and Honey Band
Album: Dog Eared Moonlight
Etichetta: Ape Records
recensione di Maurizio Principato

Il ‘Complessino del Latte e Miele’ nasce nei primi anni Novanta per volere del cantautore e polistrumentista Robert White, grande appassionato di musica d’altri tempi, per la precisione del suono che negli anni Sessanta caratterizzò folk, psichedelia, dream pop e space rock. Naturalmente i tre generi citati avevano un sound completamente diverso (rispettivamente: folk=acuto, psichedelia=acido, dream pop=arabescato, space rock=ascensionale), ma arrivavano a toccarsi quando tendevano generalmente alla meditazione o, nel migliore dei casi, all’estasi.
Il signor White alimenta con lentezza il progetto “Milk and Honey Band” a partire dai primissimi anni Novanta (mentre in parallelo si da da fare – in ordine di comparizione - con Zag And The Coloured Beads, Ring, Peru, Levitation), facendo uscire un primo album nel 1994, realizzato in serena solitudine e intitolato “Round The Sun”. Nel 1999 si aggregano a lui Richard Yake (basso) e Michael Tubb (chitarra), nel 2004 arrivano Dan Burke (tastiere) e Christian Parsons (batteria). Appare infine anche il geniale e irrequieto Andy Partridge che diventa il produttore della band. È lui a usare – per la prima volta – la parola “pastorale” (abbinata naturalmente a folk, psichedelica, dream pop e space rock) per definire la band. La “pastorale” era, nella tradizione della musica classica, una rappresentazione drammatica ispirata al mondo idillico-bucolico. In ambiti meno sofisticati, invece, riferiva a brani ispirati a scene di vita dei pastori. La definizione del sagace Andy è appropriata: le canzoni del quintetto di White hanno lo stesso sapore agreste della psichedelica più morbida (Pink Floyd post-Barrett, It’s a Beautiful Day) e lo stesso fragrante magnetismo di band come Left Banke, Association, Walker Brothers, Harpers Bizarre, oltre alle finezze da esegeti del pop tipiche di band come gli XTC di Partridge e Moulding. Ma soprattutto i Milk and Honey Band sanno scrivere delle splendide canzoni, gemme in miniatura capaci di rendere la vita più bella. Non è un’esagerazione: ascoltate le evanescenti melodie di “Just You”, le raffinate orchestrazioni di “Maryfaith Autumn”, la struggente malinconia di “Waste of Time” e vi accorgerete di cosa sono capaci White e soci. Se poi volete una scarica di adrenalina il suggerimento è quello di far partire “Incredible Visions” girando al massimo la manopola del volume. Un album imperdibile.