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Gruppo: Moraine
Album: manifest deNsity
Etichetta: Moonjune

Sotto al cielo piovoso di Seattle vivono i Moraine, musicisti creativi che passano buona parte del tempo a loro disposizione cercando una strada jazz per far evolvere il post-rock e viceversa. L’energia ruvida e potente di questo quintetto, guidato dal poliedrico chitarrista Dennis Rea (che suona con una serie sterminata di oscure formazioni: Land, Stackpole, Axolotl, Savant, Earthstar, Ink, Eric Apoe & They, Identity Crisis, the Gang of Formosa, Ting Bu Dong), ha la rara prerogativa di sembrare inesauribile. Gli undici brani del recent “manifest deNsity” racchiudono una sensibilità musicale davvero speciale. Spesso all’interno dello stesso pezzo si amalgamano fughe atonali, scale pentatoniche eseguite con brutalità, ritmi sincopati e swing allucinato (“Ephebus Amoebus”). Ci sono molti punti di contatto tra i Moraine e gruppi dell’area di Chicago come Isotope 127 o Tortoise, a partire dalla tensione verso la ricerca e dal tentativo (riuscito) di rendere fruibile la sperimentazione senza comprometterne l’autenticità. Un ruolo fondamentale lo gioca il violino di Alicia Allen che sin dagli anni Novanta ha guadagnato credibilità e stima negli ambienti estremamente selettivi dell’avant-garde newyorkese. Allen (autrice della splendida “Disllusioned Avatar”, una composizione innervata da epici spunti country-western) e la violoncellista Ruth Davidson si accordano tacitamente per arabescare struggenti texture barocche dilatate all’inverosimile in “$9 Pay-per-View Lifetime TV Movie”. Ma sul loro lavoro certosino e ricercato si accaniscono senza mezze misure le energie devastanti di Jaskot (batteria), Millard (basso) e Rea. L’incrollabile nervosismo del band leader si manifesta tanto nella title-track quanto nella trascinante “Kuru”, che su una scansione ritmica in tempi pari infila accenti in contro-tempo che creano effetti stranianti. L’ottimo album si chiude con la coralità vagamente (molto vagamente) nostalgica di “Middlebräu”, scritta a quattro mani da Bill Horist e da un Dennis Rea in fase romantica.

MP

 

 

© 2010 Maurizio Principato - per gentile concessione dell'autore
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