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drive magazine © Stefano Marzorati 2010

Guitar Paradise...

5 dicembre 2010

Autore: Santana
Album: Guitar Heaven
Etichetta: Arista/Sony Music
recensione di Maurizio Principato

Carlos Augusto Alves Santana mette tutto il proprio celeberrimo sustain al servizio di un pugno di canzoni che hanno fatto la storia, la gloria e il sudore del classic rock. L’operazione non ha alcuna pretesa intellettuale e gli arrangiamenti non cercano di sviscerare aspetti nascosti né tantomeno puntano a stravolgere l’originale sino a renderlo irriconoscibile: l’intento dichiarato sin dal titolo è quello di offrire all’ascoltatore una scoppiettante selezione di pezzi strafamosi, il risultato è un disco che diverte dall’inizio alla fine. Per chi desidera mettere da parte gli affanni per un’oretta (d’altra parte il significato del verbo ‘divertire’ è proprio ‘volgersi altrove’) ascoltando del rock suonato come si deve, questo Guitar Heaven – The Greatest Guitar Classics of all Time è la soluzione. Gli ospiti illustri pullulano, soprattutto alla voce: nomi come Chris Cornell, Rob Thomas, Nas, Jonny Lang, perfino Joe Cocker in ottima forma. Spunta anche un Ray Manzarek (non alla voce, ovviamente, ma all’organetto), chiamato per contribuire a ”Riders on the Storm”. I due episodi più tenui sono “While My Guitar Gently Weeps” (George Harrison/The Beatles) e “Little Wing” (Jimi Hendrix), eseguiti con perizia e tuttavia troppo leccati per essere efficaci. Ma è un problema da poco: Santana dà il meglio di sé quando può scatenarsi a briglia sciolta e lo fa senza riserve in “Whole Lotta Love” (Led Zeppelin), “Sunshine of Your Love” (Cream), “Back in Black” (AC/DC), “Bang a Gong (Get It On)” (T-Rex), “I Ain’t Superstitious” (Willie Dixon). Se amate il rock degli anni Settanta, vi eccitate ascoltando Santana che strapazza la chitarra, se state per affrontare un viaggio in macchina che richiede un po’di slancio, allora questo è il disco che fa per voi.