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H.P. Lovecraft rocks! Lovecraft in musica...
articolo di Alessandro Mori

Ci sono tracce sparse dell'opera del solitario di Providence in piu di vent'anni di storia del rock. I primi a inaugurare questa vena lovecraftiana furono, al'inizio degli Settanta, i californiani H.P. Lovecraft, formazione in odore di sperimentazioni prog. Mentre tutti celebrano l'era dell' Aquario, il gruppo sembra interessarsi ad atmosfere meno gioiose ed idilliache realizzando un paio di album piuttosto ingenui, In the Valley of the Moon (forse il migliore)e We Love You, con testi che volevano essere un adattamento delle poesie del sognatore di Providence. Più o meno negli stessi anni, in quel di Canterbury, Inghilterra, gli insospettabili Caravan (nell'album For Girls Who Grow Plump in the Night) citano il nome di "Cthulhu" nel titolo di una canzone, probabilmente come traccia residua di qualche lettura al college. Più fruttuose, sembrano, in anni successivi, le frequentazioni lovecraftiane dei Blue Oyster Cult. Echi dell'universo dell'autore di Providence risuonano dapprima in Agents of Fortune, dove si fa menzione del "Re in Giallo" nel pezzo E.T.I. e, successivamente, nell'ambizioso concept album Imaginos, ultimo in ordine cronologico della loro vasta discografia e ricco catalogo di citazioni. In I am the One You Warned Me of e in The Siege and Investiture of Baron Von Frankenstein's Castle at Wisseria viene menzionata la "saggezza stellare"; nel brano Les Invisibles la citazione nel testo di una "montagna polare" non ben precisata, può essere interpretato come un riferimento al racconto lovecraftiano "At the Mountains of Madness", cosi come i versi "l'imperatrice giace dormiente al ritmo dell'orologio stellare", potrebbe riferirsi al mito dei Grandi Antichi. Se Lovecraft avrebbe apprezzato le complesse ed eleganti invenzioni di Eric Bloom e soci (gli unici che avrebbero potuto, secondo noi, firmare un album concept lovecraftiano davvero efficace), non potrebbe, invece, che ritrarsi inorridito davanti all'heavy metal proletario degli Iron Maiden che, d'altronde, si limitano alla citazione pura e semplice, come quella riportata sulla copertina di ambientazione cimiteriale del doppio dal vivo Live after Death. Su una delle lapidi appare infatti la celebre frase di Lovecraft "Non é morto ciò che in eterno può attendere/ ma col passare di strane ere anche la morte può morire" In altre occasioni il riferimento a Lovecraft si mantiene su livelli poco più che superficiali, come nella discografia dei Manilla Road, una heavy metal band statunitense che ama citare spesso le creazioni del 'solitario di Providence', in brani come Return of the Old Ones, From Beyond e The Book of Skelos. Sulla loro scia si inseriscono anche i Mercyful Fate che dedicano ad Abdul Alhazred (l'arabo pazzo autore del nefasto "Necronomicon") The Mad Arab, una composizione in due parti che appare su Time, del 1994 e su "Into the Unknown" (1996). Anche i Metallica non sfuggono al fascino di Lovecraft, includendo nel loro repertorio "The thing that should not be" (in "Master of Puppets") e "The Call of Ktulu", un lungo brano strumentale che appare su "Ride the Lightning" In anni più recenti il death metal sembra essere stato un territorio fertile per accogliere le suggestioni fornite dalle invenzioni lovecraftiane. Primi tra tutti i Morbid Angel di Trey Azagtoth (!). Il cantante e leader del gruppo sostiene che gran parte della loro musica é ispirata alIa traduzione inglese del Necronomicon. Nell'album Blessed are the Sick(1991), compare il pezzo "The Ancient Ones", che contiene l'invocazione "Venite, Antichi, Tiamat, Cthulu, sorgete...l miei nemici sono i vostri..". Sempre in territorio death vanno citati i Ripping Corpse, con l'album Dreaming with the Dead (1991), e i Samael, che in Worship Him celebrano The Rite of Cthulhu in due minuti e poco più. I tedeschi Necronomicon non esitano a dichiarare la loro fonte d'ispirazione con tre dischi piuttosto fiacchi e ripetitivi. La figura di Erich Zann, il violinista maledetto, sembra invece avere ispirato un paio di altre band di diversa estrazione: i tedeschi Mekong Delta, autori del brano The Music of Erich Zann, e i belgi Univers Zero, band progressive che in Ceux de Dehors compongono, con il brano La musique d'Erich Zann, una improvvisazione collettiva ispirata dall'omonimo racconto. Vicini a loro, non solo geograficamente ma anche per le atmosfere, ricordiamo un' altra band d'Oltralpe, gli Yog-Sothoth, bizzarro gruppo diviso tra jazz d'avanguardia e sperimentazione. Continuando la nostra ricerca di ambiziosi progetti, piu o meno riusciti, citiamo anche i tedeschi Paynes Gray, che descrivono il loro album Kadath Decoded come una "interpretazione musicale del capolavoro di Lovecraft "The Dream Quest of Unknown Kadath" Anche Herbert West, protagonista di "Herbert West rianimatore", si guadagna un posto in questa discografia, con Reanimator dei goth inglesi Fields of the Nephilim (autori anche di "The Watchman e di "The Gatekeeper, entrambi con chiari riferimenti a Chthulu) e Re animator, brano firmato dai Rigor Mortis. Che ci crediate o no, anche in territorio punk Lovecraft ha lasciato una traccia. Da ascoltare The Darkest of the Hillside Thickets, una "surf punk band" di Vancouver che sembra essersi concentrata esclusivamente sull'universo lovecraftiano, nei testi e nell'iconografia. Nell'album Cthulhu strikes back (1995) si possono ascoltare brani come Goin' Down to Dunwich, Shoggots Away, Yig Snake Daddy, "Unstoppable" (dove compaiono chiari riferimenti al Necronomicon), Hookworm (che si ispira a The Whisperer in Darkness, Protein (dove viene citato il nome di Nyarlathotep) e Cthulhu Dream. A tenere compagnia ai bizzarri canadesi ci sono i Dayglo Abortion, con Spawn of Yog-Sothoth(contenuta nell'album Here Today, Guano Tomorrow del 1988) e i Rudimentary Peni. Resta da dire che, al di là di omaggi piu o meno esotici e citazioni varie, il rock non ha mai saputo offrire un'interpretazione genuinamente efficace dello spirito dell'opera lovecraftiana. Forse i Grandi Antichi stanno di casa altrove, magari nelle trame epilettiche dei tecnoincubi di Trent Reznor e degli Skinny Puppy.