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2 giugno 2010

Paul è morto (1969) 

Venticinque anni fa, nel 1969, dopo l'estate di Woodstock e la passeggiata di Neil Armstrong sulla Luna, Paul McCartney venne, per un breve periodo, dichiarato non ufficialmente "deceduto".
Le voci intorno alla sua morte erano iniziate a circolare fin dall'uscita di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, due anni prima, quando i teorici della cospirazione dichiararono che una canzone come A Day in the Life era, in realtà, imperniata sulla morte del celebre Beatle in un incidente d'auto. Fu, però, solo con la pubblicazione di Abbey Road, all'inizio dell'ottobre 1969, che questa tesi iniziò ad avere una diffusione più ampia e generale. Fino a poco tempo fa, si era sempre pensato che fosse stato "Uncle" Russ Gibb, un discjockey della stazione rock di Detroit WKNR-FM, il primo a dar credito alla notizia della morte di McCartney, precisamente il 12 ottobre. La catena di eventi aveva avuto origine una settimana prima, con una recensione di Abbey Road apparsa nel giornale degli studenti dell'Università del Michigan. Fred LaBour, l'autore della recensione, aveva offerto ai lettori una serie di indizi piuttosto consistenti, secondo i quali Paul aveva
tirato le cuoia ben tre anni prima, nel novembre 1966. "Macca" si era schiantato con la sua Aston Martin ed era stato sostituito, da allora, da un perfetto sosia, prima che avvenisse la registrazione di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. A contendere il primato a Gibb, comunque, apparve un altro disc-jockey, Larry Monroe. Questi sosteneva di essere stato il primo a dar credito alle voci sulla morte del bassista, durante il suo show serale in onda sulla radio WOLA di Ann Arbor, Michigan, almeno una settimana prima che Gibbs facesse il suo annuncio sulla WKNR. In aggiunta a tutto questo, un collega di Monroe, Jim Curtis, telefonò, la sera del 9 ottobre, agli uffici della Apple Records di Londra. L'unico interlocutore che riuscì a rintracciare fu però il portiere di notte della compagnia, che giudicò quelle voci soltanto un sacco di merda.
Tornando a Monroe, il dee jay, la sera del 10 ottobre, ospitò nella sua trasmissione un dibattito pubblico sulla "notizia", a cui parteciparono diversi musicisti locali, tra cui Steve McKay (con gli Stooges in Fun House). Si parlò, in onda, dei vari indizi a disposizione, si ascoltarono alcuni dei dischi dei Beatles più significativi al riguardo e si rispose, in diretta, alle molte telefonate fatte dagli ascoltatori.
Quella notte, dopo lo show, Monroe ricorda che venne svegliato dallo squillo del telefono. Era un altro dei disc-jockey della stazione radio che chiamava per comunicargli la notizia della morte di un suo amico in un incidente d'auto avvenuto proprio durante la trasmissione di Monroe. Scosso dalla notizia, Larry decise di lasciar perdere l'argomento McCartney e, il giorno successivo, non mandò in onda neppure una canzone dei Beatles. L'ultima notizia che apprese fu che Russ Gibb della WKNR si era impossessato della storia e la sua foto era sulla copertina dell'edizione del lunedì della Detroit Free Press.

Nel giro di pochi giorni la notizia fece il giro del mondo e lo stesso McCartney si ritrovò assediato, nel suo ritiro scozzese, da orde di fotografi e giornalisti. Dopo aver rovesciato un secchio d'acqua gelida in testa a uno di loro, Paul fece ammenda concedendo un'intervista e posando per qualche foto con la moglie Linda e la figlia di due mesi, Mary. "Macca" disse a Life che le voci sulla sua morte erano "grandemente esagerate", ma ammise che, se fosse realmente morto, lui sarebbe probabilmente stato l'ultimo a saperlo... "Quelli che hanno messo in giro questa voce", aggiunse, "dovrebbero piuttosto preoccuparsi per loro stessi, invece di continuare a chiedersi se io sono morto oppure no."


Una lista di indizi comunemente usati come prova della morte di Paul McCartney

1. Ai piedi della tomba, sulla copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, c'è una composizione floreale che rappresenta la lettera P.
2. Nella foto che ritrae il gruppo, all'interno della copertina, Paul indossa un bracciale di stoffa con le lettere OPD che significherebbero chiaramente Officially Pronounced Dead.
3. Nella stessa foto Paul porta appuntata sul petto la medaglia britannica al valore per essere morto eroicamente (ma anche George Harrison la porta...).
4. Sul retro della copertina Paul è l'unico Beatle a voltare le spalle.
5. Good Morning, Good Morning contiene il verso "Niente da fare per salvare la sua vita..."
6. L'ultimo brano di Sgt. Pepper's, A Day in the Life, contiene i versi "si fece saltare il cervello in una macchina", un riferimento abbastanza esplicito al fatale incidente di Paul con la sua Aston Martin.
7. Sia sulla copertina di Sgt. Pepper's sia sul libretto che accompagna l'album Magical Mystery Tour, in certe foto di Paul appaiono delle mani dipinte sopra la sua testa. Sono un evidente simbolo orientale di benedizione divina destinata a qualcuno che sta per ricevere una sepoltura religiosa.
8. Quando Strawberry Fields Forever viene suonata a 45 giri, si sente, sulla sua coda, la voce di Lennon che sussurra "Ho sepolto Paul".
9. I dottori e i poliziotti ritratti nella foto che appare a pagina cinque del libretto di Magical Mystery Tour sono un riferimen-to trasparente al fatale incidente di macchina.
10. Un cartello a pagina sei dello stesso libretto dice "Il miglior modo di andarsene è con la M&D Company". M&D Company era il nome di una ditta di pompe funebri.
11. A pagina tredici del libretto, il paio di scarpe poste davanti alla batteria richiamano un chiaro simbolo di morte greco.
12. Alle pagine dieci e tredici del libretto appaiono foto in cui Paul indossa un abito scuro senza scarpe, l'abbigliamento usato di solito per vestire i cadaveri.
13. La pagina ventitré del libretto mostra i quattro Beatles in abito e cravatta bianchi. John, George e Ringo portano all'ochiello un garofano rosso, mentre quello di Paul è nero.
14. La canzone I Am the Walrus non solo contiene le parole "Sto piangendo" ma si chiude con un passaggio tratto dal quarto atto della tragedia di Shakespeare ReLear, dove appaiono i versi "Oh, morte inopportuna" e "Cosa, egli è morto?"
15. Suonata al contrario I Am the Walrus rivela la frase "Ha, ha, Paul è morto".
16. Suonata al contrario Your Mother Should Know rivela le parole "Perché lei non sa che io sono morto".
17. Sul manifesto distribuito con il White Album appare una foto di Paul che balia, mentre un paio di mani scheletriche cercano di afferrano.
18. In Dear Prudence (un soprannome di Paul creato da John Lennon nei primi giorni del gruppo) Lennon canta "Cara Prudence, non riaprirai i tuoi occhi?"
19. Glass Onion è un termine slang che indica le maniglie di una bara.
20. Quando l'inizio di Revolution No. 9 è suonato al contrario, si sentono le parole "Eccitami, uomo morto". Poco dopo si sente un rumore che assomiglia a quello di uno scontro di auto e una voce che implora "Tiratemi fuori, tiratemi fuori!"
21. In Don't Pass Me By Ringo Starr canta i versi "Eri in un incidente di macchina e hai perso i tuoi capelli..."
22. Quando il mormorio alla fine di I'm So Tired viene suonato al contrario rivela le parole "Paul è un uomo morto. Ci manca, ci manca, ci manca".
23. Sulla copertina di Abbey Road Paul indossa ancora un vestito scuro, senza scarpe. Inoltre non è al passo con gli altri Beatles.
24. La Volkswagen che compare sulla cover di Abbey Road è targata "LMW 28 IF". La cifra e le lettere significano: Linda McCartney Widowed (Linda McCartney è diventata vedova) e che Paul avrebbe ventotto anni se fosse stato ancora vivo.
25. La copertina originale per il singolo della Plastic Ono Band Cold Turkey mostra una radiografia che si dice appartenga al cranio di Paul, effettuata subito dopo la sua morte.
26. Nella canzone How Do You Sleep? contenuta nell'album Imagine, John Lennon canta "Questi pazzi avevano ragione quando dicevano che tu eri morto".