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Robbie Rox & The Monster Horn Band - "Earl Owns The World" (Robbie Rox Records 2003)


Parecchi di voi si staranno chiedendo: chi diavolo sarà mai questo Robbie Rox? A dire il vero anche il sottoscritto sino a qualche mese fa era totalmente ignaro dell'esistenza di questo artista canadese ed è solamente grazie all'interessamento dell'Iridescent Music, label direttamente interessata alla distribuzione dei dischi di Robbie, che sono venuto alla scoperta dell'esistenza di questo singolare cantante. Robbie Rox, alias Robert Theodore, è sulla scena sin dagli settanta, la sua prima traccia discografica risale al 1974 con un demotape professionale intitolato Thundersound sino ad arrivare a Construction Site, il suo primo lp ufficiale, pubblicato nel 1978. Con gli anni e una buona manciata di album, Robbie Rox, accompagnato nelle sue scorribande musicali da alcune bands dai nomi tanto improbabili quanto esilaranti come la "Catso, Porco, Rozzo Band" o ancora i "Cazzotto", si è costruito un discreto seguito nei locali clubs di Toronto e dintorni: difficile immaginare il contrario vista l'irresistibile miscela di humor sfrenato, intelligenza e rock del più bizzarro e variopinto... una buona prova del talento istrionico e dissacrante del buon Robbie è data dal suo ultimo disco in studio pubblicato nel 2003, Earl Owns The World, una curiosa e divertente raccolta di aneddoti, storielle e pillole di irriverente saggezza, musicate quasi alla maniera del Frank Zappa più innamorato delle big band jazz. La riuscita di questo cd è stata favorita oltre che dalle eccellenti prestazioni vocali di Robbie anche da un gruppo di supporto che include musicisti come il batterista jazz Vito Rezza ( Pat Labarbara, Brian Auger, Gino Vanelli) e il tastierista e produttore Michael Fonfara (nei lontani anni '60 collaborò alla realizzazione del primo lp degli The Electric Flag e, più recentemente, fece la sua parte in alcuni dischi di Lou Reed). Il risultato finale di E.O.T.W. suona molto compatto e omogeneo, si può dire che gli otto brani del cd si possono riassumere come una spassosa ed ironica rilettura di tutti gli stereotipi possibili del jazz attraverso la sensibilità e l'umorismo non privo di amarezze di Robbie: fra una gag satirica e l'incontenibile irruenza di Robbie, la parte sonora deve molto a una sezione di fiati potente ed in generale al carisma ed alla preparazione tecnica di tutti i musicisti coinvolti in questo cd. Magari questo disco non sarà stato il capolavoro del 2003 e neanche il miglior titolo prodotto da Robbie Rox nella sua vita artistica, eppure vale davvero la pena di prenderlo in considerazione, specialmente per chi prova un certo interesse verso il rock meno convenzionale e più anticonformista. Per informazioni: www.robbierox.com www.iridescentmusic.ca


© 2004 Giovanni Carta - per gentile concessione dell'autore


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