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2 giugno 2010

Serial Killer Rock

"L'incremento della mobilità spaziale, determinato dall'avvento dell'automobile, ha permesso al serial killer di muoversi rapidamente da un posto all'altro, spesso prima che un delitto sia stato scoperto."
(da The Encyclopedia of Serial Killers, 1992)

"C'è sangue sulla luna e l'estate è fredda... C'è amore nella stanza ma sta diventando vecchio."
(Acid Bath)


Sempre più prominenti tra coloro che invocano un ritorno ai valori tradizionali ci sono i fondamentalisti cristiani. Nel suo video educativo Hell's Bells: The Dangers of Rock'n'roll, l'evangelista Eric Holmberg non ha dubbi sulle origini della piaga degli omicidi senza movente: "E nell'incredibile arena di bizzarri omicidi, violenza ritualistica e automutilazione che si può più chiaramente comprendere la realtà dell'influenza satanica. Gli ultimi decenni hanno visto l'insorgere dei gruppi più deviati e violenti che si possano immaginare. L'aspetto principale che collega questi atti senza senso è l'ossessione per la musica rock e la sua somiglianza agli antichi rituali satanici".
Certi episodi sono stati presi così a esempio dai sostenitori di questa teoria. In uno di questi casi un ragazzino di nome Tommy Sullivan uccise la madre, le amputò la mano destra e le scuoiò il viso con un coltello da boy-scout. Poi si suicidò tagliandosi i polsi e la gola. La piccola cittadina del New Jersey nella quale il ragazzo viveva rimase sconvolta e cercò di trovare un motivo o una ragione a queste atrocità. Alcuni optarono per l'amore di Tommy verso certi gruppi heavy metal come i Motley Crue e per gli aperti, seppure infantili, elementi satanici contenuti nei loro testi.

Nel 1984 due ragazzi di Long Island, Ricky Kasso e Jay Troiana, uccisero il loro amico Gary Lowers e gli strapparono gli occhi in quello che consideravano come un rituale satanico. In tribunale dichiararono che erano stati influenzati dall'ascolto dei dischi degli AC/DC. I genitori dell'attore di Dallas Patrick Duffy vennero uccisi da due teenager che sembravano aver tratto ispirazione dalla canzone dei Metallica Kill 'Em All.
Nel 1986 Kurt Allen Struebing finì sotto processo per lo stupro e l'omicidio della madre. Disse che la musica composta dal suo gruppo lo aveva condotto a questo gesto. Il pubblico ministero, William Jaquette, sostenne che, sebbene la sottocultura heavy metal fosse bizzarra e violenta, tuttavia non avrebbe potuto forzare qualcuno a uccidere la propria famiglia.
In un altro caso un quattordicenne di Scarboro uccise tre membri della sua famiglia, il 12 aprile 1985: era un fan degli Iron Maiden e si era inciso "666" sul petto. Dichiarò, in seguito, di aver commesso il triplice delitto sotto l'influenza del suo alter ego, ispirato al personaggio di Eddie, la figura mostruosa che appare sulle copertine dei dischi del gruppo inglese.
L'anno successivo, a Monroe, nel Michigan, un diciassettenne di nome Lloyd Gamble venne ucciso con un fucile: l'omicida era suo fratello minore, un dichiarato satanista e un fan degli AC/DC, che dichiarò di aver commesso l'omicidio.
Altro caso celebre è quello di Richard Ramirez. Ramirez era uno scassinatore professionista residente a Los Angeles e rappresentò l'unico caso in cui un satanista mise in pratica il fosco quadro di violenza e abominio dipinto dai fondamentalisti. Nella sua personalissima carriera di crudeltà e perversione Ramirez violentava e uccideva tutti i malcapitati nei quali si imbatteva durante le sue rapine. Il suo biglietto da visita era la stella satanica a cinque punte, che disegnava sui muri delle case visitate con il rossetto o incideva con il coltello sulle carni delle vittime. Quando venne finalmente catturato, nel 1989, Ramirez fece grande sfoggio delle sue credenze sataniche, disegnandosi una stella sul palmo della mano.
Venne processato e riconosciuto colpevole di tredici omicidi, cinque tentati omicidi, undici violenze sessuali e quattordici rapine. In tribunale, al momento della proclamazione della sentenza che lo condannava a morte, ghignò: "Roba da poco, la morte fa parte del gioco. Ci vediamo a Disneyland!"
Venne fatto notare in più di una occasione che Ramirez era molto influenzato dall'immagine satanica di molte band di heavy metal che più gli piacevano. In particolare un suo amico notò che Ramirez aveva una spiccata predilezione per la canzone Night Prowler degli AC/DC. Ramirez rimane ancora oggi l'unico fan heavy metal e satanista ad aver preso la strada sadica dei serial killer. Sembra, invece, che figure funeste di assassini seriali infestino molto più frequentemente le schiere di cristiani e di membri del tutto rispettabili del consorzio civile. Gli esempi, in quest'ultimo caso, sono svariati: John Wayne Gacy era un dignitario di chiesa e faceva il pagliaccio alle feste; Ed Gein e William Heiren furono personalità spinte all'omicidio da madri religiose che li avevano convinti che tutte le altre donne fossero sgualdrine; Ted Bundy (che uccise circa trentotto giovani studentesse) era un attivista repubblicano e un tranquillo studente di legge. Nonostante questo, personaggi come Holmberg sono più che mai convinti dell'efficacia delle proprie teorie: "I crimini satanici, sia quelli isolati e spontanei come nel caso di Tommy Sullivan, sia quelli di deliberata violenza ispirati da un culto, come nel caso di Heidnik, non fanno che aumentare e si muovono invariabilmente con il ritmo della musica heavy metal e del rock'n'roll". Se da un lato sembrano non esistere evidenze che la musica rock abbia ispirato certi delitti, è invece vero il contrario. Non è infatti difficile trovare esempi di riferimenti al mondo dei serial killer nella musica: da gruppi heavy metal come gli Iron Maiden (Killer), i Motorhead (Stone Dead Forever), gli Armored Saint (You're Never Alone) a gruppi non strettamente heavy come i Police di Synchronicity, o i Talking Heads di Psychokiller.
D'altronde, l'ossessione del rock'n'roll per la parte oscura, come abbiamo scritto, non rappresenta una novità.
Gli artisti di blues e di country erano particolarmente inclini a scrivere canzoni dove si raccontava di amanti uccisi con una pallottola e seppelliti nel giardino dietro casa. Questi elementi vennero in seguito ripresi da artisti come Elvis Costello (Psycho), Nick Cave (Long Black Veil) e Kurt Cobain, che non solo cantò dell'improprio uso di un saldatore in Polly ma recuperò addirittura un classico di Leadbelly, Where Did You Sleep Last Night?, che per alcuni ha qualche riferimento con il "Green River Killer" di Seattle.

In generale molti musicisti noti pagarono un prezzo molto alto per essere arrivati troppo vicini all'orlo. Il rock'n'roll si prestava all'immaginario appagamento sia dei fan sia dei musicisti, stabilendo spesso tra le due parti contorte relazioni di simbiosi ed empatia, sviluppando sentimenti di onnipotenza e frustrazione negli uni e negli altri.
Mark Chapman diventò così ossessionato dalla figura di Lennon che, alla fine, compì l'ultimo atto di gelosia e uccise il suo idolo. Anche David Koresh, il protagonista del massacro di Waco, nel profondo Texas, era uno che voleva diventare una rock star. La sua band, i Messiah, avevano un posto fisso al bar Cue Sticks di Waco. Koresh usava il locale come un centro di reclutamento per la sua setta, i Branch Davidians, ma chiunque avesse visto da vicino le sue chitarre avrebbe capito che Koresh non era certo madre Teresa. Tuttavia non riuscì mai a ottenere un contratto serio.

In Inghilterra fu Screamin' Lord Sutch a inaugurare il filone del serial killer rock con l'ingenuo Jack the Ripper un brano che all'epoca venne bandito dalla BBC. A quasi un secolo di distanza dalle gesta di Jack, un altro suo emulo fece la comparsa sulla scena. Soprannominato dai giornali Jack the Stripper, Peter Sutcliffe sceglieva le sue vittime nell'ambiente delle prostitute di Leeds. Verso la fine degli anni Settanta uccise tredici donne prima di essere arrestato nel 1981.
Per un macabro scherzo del destino Killer on the Loose dei Thin Lizzy e Ripper dei Judas Priest uscirono sul mercato proprio quando l'isterismo dei media aveva raggiunto i massimi livelli. La casa discografica dei Thin Lizzy ritirò immediatamente il singolo dalla circolazione, mentre i Judas Priest ritennero che la relazione era troppo tenue per essere ritenuta realmente offensiva. Rob Halford e i suoi compagni rimandarono di qualche anno il loro appuntamento con la legge, precisamente nel 1990, quando un paio di loro canzoni (in particolare Beyond the Realms of Death) vennero accusate di aver istigato il suicidio di due adolescenti. Dopo un breve processo vennero completamente scagionati dall'accusa.

"Hai sentito parlare del vagabondo di mezzanotte? Beh, piccola, non è uno spettacolo di rock'n'roll... Spaccherò tutte le tue finestre... sfonderò con un pugno la tua porta rivestita d'acciaio."
(Midnight Rambler, ROLLING STONES
)

Altri gruppi più o meno popolari furono coinvolti nell'onda: i Rolling Stones di Midnight Rambler, dove il protagonista era nientemeno che Albert De Salvo, lo "strangolatore di Boston"; i Green River di Seattle, che presero il nome dal "Green River Killer", un assassino che nei due decenni precedenti aveva ucciso a Seattle qualcosa come cinquanta persone; i californiani Jane's Addiction con Ted, Just Admit It, dedicata a Ted Bundy; i Tad con Nipple Belt, ispirata dal cannibale e necrofilo Ed Gein.
Tom Araya degli Slayer si è sempre dichiarato fatalmente attratto da queste figure, tanto che il gruppo ha dedicato due brani a celebri omicidi seriali. Il primo, Dead Skin Mask (in Seasons in the Abyss), a Ed Gein. Il secondo, 213 (sull'ultimo Divine Intervention), a Jeffrey Dahmer. Il titolo stesso della canzone prende spunto dal numero dell'appartamento di Dahmer. "E una canzone d'amore", ha spiegato Araya in un'intervista. "Una canzone sui suoi pensieri." La versione originale del pezzo fu ispirata da un articolo che descriveva i macabri reperti che vennero ritrovati nel suo appartamento: una vasca di acido, quattro teste, un cuore semidivorato. Anche i Pantera di Phil Anselmo non si dichiararono estranei a tale fascino: Message in Blood (in Cowboys from Hell) è la storia di un omicida che riesce a trarre energia dalle sue vittime - fatto questo che lo spinge a commet-tere sempre più omicidi.

Talvolta il coinvolgimento nel mondo grottesco dei serial killer diventò quasi totale, come nel caso dei Macabre di Chicago, il cui veloce hardcore si affiancava a testi dedicati ai più famosi assassini. La loro casa discografica, la Vinyl Solution, mise sotto contratto un altro gruppo ossessionato dai serial killer, un quartetto di death metal di nome Catalepsy.
Un altro gruppo della stessa etichetta mise al centro di una sua canzone un delitto commesso da uno psicopatico, ma in questo caso l'approccio possedeva un tono più sobrio e moderato, visto che il pezzo nasceva dall'esperienza personale del cantante del gruppo. Si tratta dei Poison Idea. L'ex ragazza di Jerry-A, secondo alcune voci, fu vittima di un assassino di nome Dayton Leroy Rogers, soprannominato il Mololla Killer, che tagliava i piedi alle sue vittime e le guardava morire dissanguate. Il risultato fu la canzone Feed the Darkness.
Di Manson e del suo ruolo di culto, abbiamo già parlato. Nel 1989 i californiani Negativland pubblicarono l'album Helter Stupid, in cui attaccavano polemicamente le manipolazioni e le strumentalizzazioni dei media nei confronti di certi episodi di violenza. Bisognerebbe però aggiungere un altro personaggio alla lista di quanti, in qualche modo, non si sono sottratti al sinistro fascino del vecchio Charlie, ovvero Henry Rollins. Già leader dei Black Flag e amico di penna di Manson, Rollins porta tatuata sul petto la scritta Creepy Crawl, un chiaro riferimento alla pratica della Famiglia di entrare di notte nelle case delle potenziali vittime e di aggirarsi per le stanze in silenzio prima di andarsene. Una sorta di prova generale per i successivi delitti.

In generale i giovani bianchi della middle class americana collegati con la scena underground sono tra i più sensibili al fascino di figure come quella di Manson. Pur non avendo sperimentato di persona la legge della pistola, sono in qualche modo attratti dalla ormai prevalente cultura della violenza statunitense. Per questo tentano di documentaria, la sezionano e la corteggiano. Dall'altra parte dell'oceano, tranne i circoli death metal, il serial killer rock non ha mai trovato molti proseliti. Comunque gli Adverts scelsero di "guardare attraverso gli occhi di Gary Gilmore", mentre i Therapy? scrissero Dancin' with Manson. Più spesso, però, la produzione inglese diede origine al tentativo di ripristinare un equilibrio ormai sconvolto, concentrando la sua attenzione non più sui carnefici ma sulle vittime. Suffer Little Children degli Smiths era, per esempio, un sincero tributo alle vittime di Ian Brady e Myra Hindley.
I Boo Radleys caddero sotto l'incantesimo di Mason durante la realizzazione del loro album Everything's Alright Forever, ma scelsero di collocarsi dalla parte delle vittime con "Losing It (Song for Abigail)". Una canzone che dichiara la sua solidarietà con Abigail Folger, l'amica di Sharon Tate che aveva cercato inutilmente, in quella notte del 1969, di fuggire dalla casa di Cielo Drive ed era stata coltellate sul prato antistante. Più veementi, in questo senso, sono stati però i Manic Street Preachers. Archives of Pain (dal loro The Holy Bible) riesuma senza ambiguità la legge del taglione. "Dolore, non penitenza/dimentica i martiri, ricorda le vittime", canta il gruppo, prima di enunciare una lista di personaggi contemporanei di cui il mondo potrebbe fare a meno - Le Pen, Zhironovsky, Dennis Nielsen, Peter Sutcliffe - e di invitare l'ascoltatore a "dare loro il rispetto che meritano".
"Tutto questo non ha nulla a che fare con l'essere un fottuto Tory", ha dichiarato Nicky Wire. "E' solo quello che pensa un mucchio di gente. Il culto dei serial killer ha raggiunto proporzioni tali da averli trasformati in eroi e volevamo dire qualcosa contro tutto questo. Non c'è niente di buono in questi personaggi e non c'è niente di sbagliato nel ricordare le vittime, anche se questa abitudine sembra non far più parte della nostra società."