Il presente testo, rielaborato, è stato pubblicato in due articoli sulla rivista mensile Fumo di China (Stefano Gorla, Buon compleanno, Commissario!, in Fumo di China n.84, novembre 2000; e Stefano Gorla, Le storie tese del Commissario Spada, in Fumo di China n.86, gennaio 2001).

Una breve scheda biografica di Gianni De Luca

 

voi siete qui: drive index | fumetti | archivio speciali | Speciale Commissario Spada/1
TRA IL GIALLO POLIZIESCO E IL NOIR ITALIANO: LE AVVENTURE DEL COMMISSARIO SPADA/PRIMA PARTE di Stefano Gorla

"Va' a ciapà i ratt, gandula!" urla sparando verso la polizia un rapinatore in fuga. Siamo a Milano, e non solo il dialetto tradisce il luogo dell'azione. C'è una fitta nebbia, resa con assoluta maestria grafica. Siamo a Milano e va di scena una nuova avventura del Commissario Spada, fra i più interessanti personaggi d'avventura nati negli anni Settanta da quella fucina di personaggi che è stato Il Giornalino, settimanale per ragazzi delle Edizioni San Paolo. La storia, Il mondo di Sgrinfia, è targata 1974. Un episodio magistrale della saga del Commissario Spada. Un episodio che chiude la prima fase di questo misconosciuto personaggio del fumetto italiano, nato nel 1970: trent'anni fa.

Sulle ali dell'avventura
Il Giornalino nasce nel 1924 e negli anni s'impone con la sua formula, quella dell'educare divertendo, contando anche su ottime collaborazioni di fumettisti e sceneggiatori. Nel 1968 la sua redazione si trasferisce da Roma a Milano e lo sforzo produttivo, sia per la parte redazionale sia per i fumetti, aumenta. Fra l'altro, con la chiusura de il Vittorioso si incrementano le fila dei collaboratori (e che collaboratori!): da Giovannini a Landolfi, da Boscarato a De Luca, da Caprioli a D'Antonio. Nascono nuovi personaggi e la svolta verso l'avventura si fa palese. Il 1970 è un anno d'oro. Sulle pagine de il Giornalino appaiono tre personaggi che determinano una forte accentuazione verso l'avventura. Tre personaggi che segnano il percorso della rivista e, lasciano, almeno in parte, un segno indelebile nel mondo del fumetto italiano. I tre personaggi sono: Larry Yuma, il commissario Spada, Dev Bardai. Larry Yuma, è l'eroe misterioso e generoso che molto deve all'immaginario cinematografico western. Ai testi un robusto Claudio Nizzi pre-Tex e alle matite Carlo Boscarato. Dev Bardai di Renata Gelardini e di Otello Scarpelli, si muove sullo sfondo dell'avventura esotica. Un nobile e ricchissimo rajà accompagnato da un bizzarro socio, il cobra Ghis, Dev Bardai è di fatto un agente segreto che spesso collabora con l'ONU per sventare i piani di organizzazioni criminali. Western, avventura esotica e poliziesco con schizzi di noir per il Commissario Spada, forse il personaggio più innovativo, sicuramente il più interessante della triade. Una serie articolata, quella del Commissario Spada, che snoda le sue avventure in un crescendo rossiniano di 658 tavole diluite in dodici anni. Ma chi è il commissario Spada? Eugenio Spada è commissario della Criminalpol alla squadra mobile di Milano. Vedovo, vive con il figlio adolescente, Mario. Il rapporto padre-figlio farà spesso da sfondo alle vicende del commissario, tutto preso dal lavoro e con un grande dramma alle spalle: la moglie morta in circostanze misteriose, poco dopo la nascita del figlio. Attorno a lui un microcosmo legato sostanzialmente al lavoro, dal brigadiere Pensotti al commissario capo Allegri, dal collega Corsini alla governante Teresa, al ladro "vecchia scuola" Sgrinfia.

Storie tese per i pennelli di De Luca
Il Commissario Spada appare sul numero 16 del 1970 de Il Giornalino . Ha subito l'onore di una splendida copertina: sullo sfondo di una cupa Milano, un criminale guida una Giulia. Il volto del bandito è quasi trasfigurato in un teschio. Sul tetto dell'auto, pistola alla mano, in furibonda lotta con il conducente, il nostro commissario. Ai pennelli uno splendido Gianni De Luca, ai testi Gian Luigi Gonano (che utilizza anche gli pseudonimi di Giobbe o Joshua). L'idea del personaggio nasce nella redazione de il Giornalino. Si pensa di affidare a un giornalista il compito di creare un personaggio immerso nella situazione italiana, un poliziotto italiano. Un'operazione complessa che Gonano e De Luca affrontano con impegno. Lo scavo psicologico dei personaggi, le tematiche trattate, le precise e realistiche ambientazioni risultano essere carte vincenti, la serie decolla e migliora storia dopo storia.
La narrazione non disdegna di gettare uno sguardo sulla realtà italiana di quegli anni e si preoccupa di mediare tutto per il target adolescenziale del settimanale (forse per questo è così insistito il rapporto padre-figlio)...
La narrazione non disdegna di gettare uno sguardo sulla realtà italiana di quegli anni e si preoccupa di mediare tutto per il target adolescenziale del settimanale (forse per questo è così insistito il rapporto padre-figlio). Resta comunque atipica questa serie poliziesca con tematiche ampiamente fuori target che mostravano senza reticente aspetti interessanti della realtÓ: furti internazionali, droga, comunità hippy e comuni fino alle tematiche dure del terrorismo e della resistenza. I dialoghi di Gonano sono efficaci, seppur con qualche incursione nel didascalico, probabilmente richiesta dalla redazione. De Luca si cala bene nel personaggio. Anzi, per lui, sarà l'unico personaggio fisso della sua ampia produzione.

Il maestro
Gianni De Luca è stato tra i più grandi talenti della scena fumettistica mondiale. Un grande talento poco conosciuto e altrettanto poco riconosciuto. Gianni Brunoro, tra i suoi biografi più attenti e forse quello che ha saputo meglio cogliere lo spirito dell¿opera di De Luca, non si preoccupa di parlarne in questi termini: "non esiste uno stile di disegno che sia quanto il suo morbido, fluente, di immediata gradevolezza visiva. Caratterizzato da una levità di segno leonardesca, da una dolcezza espressiva raffaellita, da una capacità figurativa giorgionesca■" . Fortemente innovativo, quasi sempre anticipatore ha aperto la strada a nuovi modelli espressivi, in una ricerca costante di nuove strade per aumentare la capacità espressiva del verbo-iconico, del benamato fumetto. Nel percorso di crescita artistica di De Luca, l'esperienza del Commissario Spada, ha una grande rilevanza. Questa serie ha dato la possibilità a De Luca di saggiare le proprie intuizioni, di sperimentare tecniche espressive che arriveranno a completezza nella famosa trilogia shakespeariana.
La resa del movimento che comporta la dissoluzione della vignetta in una dilatazione spaziale e temporale, la ricerca grafica che trascende i limiti rigidi della delimitazione dello spazio, la capacità di far assumere alle tavole un potere comunicativo nuovo, ricco e articolato sono i campi dell'impegno di De Luca
La resa del movimento che comporta la dissoluzione della vignetta in una dilatazione spaziale e temporale, la ricerca grafica che trascende i limiti rigidi della delimitazione dello spazio, la capacità di far assumere alle tavole un potere comunicativo nuovo, ricco e articolato sono i campi dell'impegno di De Luca. E' la ricerca di una perfezione formale e sostanziale, di nuove formule espressive per aumentare la capacità comunicativa del medium fumetto. In questo percorso, composto di tappe successive, il Commissario Spada ha costituito un momento cruciale. La saga del Commissario Spada, infatti, si divide in due ideali tronconi, 1970-1975 e 1979-1982, al centro dei quali troviamo la superlativa trilogia shakespeariana.

Tra giallo e avventura
Le prime avventure del Commissario Spada si dipanano seguendo le coniugazioni del giallo poliziesco, dove si procede per "casi". Se Il ladro di uranio serve a delineare le coordinate della serie, con la seconda avventura, L'uomo senza ricordi, la trama si fa più articolata dove non mancano colpi di scena e dove si segue passo passo lo sviluppo delle indagini che sapientemente svelano progressivamente i particolari del caso. Che le avventure di Spada sia segnate da una sorta di continuity narrativa lo mostrano le vignette finali di ogni episodio che fungono da anticipazione della nuova avventura oltre alla cumulazione progressiva di informazioni che la narrazione permette al lettore. Ma non solo. Già dal primo episodio fanno capolino personaggi fissi, per qu
anto secondari (l'informatore Sgrinfia), e situazioni che si ripeteranno con costanza. A L'¿uomo senza ricordi seguono due episodi interlocutori dedicati al figlio di Spada, Un mezzo successo (una tavola autoconclusiva) e Il segreto dell'isola, dove si provano il registro umoristico e quello avventuroso. Sul finire del 1970 giunge un episodio che costituisce una svolta nelle avventure di Spada. L'episodio, dal titolo L'incidente, è centrato su di uno spaventoso incedente che porta il commissario in ospedale con il volto permanentemente deturpato. Il fatto diventa l'occasione per approfondire il carattere e la psicologia del commissario, la sua umanitÓ e le sue paure. Dopo un intervento di chirurgia plastica il volto di Spada cambierà radicalmente, assumerà quella spigolosità, quella geometrizzazione, che caratterizzerà la serie fino alla conclusione. Pare che il cambio di connotati di Spada, la sua radicale trasformazione fosse dovuta alle insistenze di un conoscente (o qualcuno della redazione?) cui De Luca si era ispirato per dare un volto al suo personaggio. Ispirazione troppo fedele all'originale e quindi imbarazzante. Ma non c'è solo questo. Il suo continuo lavoro alla ricerca di linguaggi grafici soddisfacenti, il costante approfondimento espressivo ha sempre trovato nella fisionomia del volto un campo particolarmente interessante di ricerca. I volti di De Luca sono sempre il risultato di un profondo scavo psicologico del personaggio.
Nella sua personale fisognomica, De Luca, ha saputo ritrarre le infinite varianti dell'umanità e ha saputo ritrarre sentimenti, sensazioni, moti dell'animo dei suoi personaggi con una precisione e una profondità non comuni...
Nella sua personale fisognomica, De Luca, ha saputo ritrarre le infinite varianti dell'umanità e ha saputo ritrarre sentimenti, sensazioni, moti dell'animo dei suoi personaggi con una precisione e una profondità non comuni. In questo lungo episodio, diviso in diverse puntate, emergono una serie di elementi caratterizzanti la serie in termini di tematiche e di linguaggio grafico. Appaiono le prime vignette allargate, dove la resa del movimento si manifesta in una sequenza fluida di disegni accostati e sciolti dalla schiavit¨ della vignetta . Sono i primi esperimenti di quella grammatica e sintassi che faranno di De Luca un autore superlativo. Sempre nel 1971 viene pubblicato l'episodio Un uomo di fegato dove le caratteristiche più avventurose della serie sono poste in risalto e dove l'intreccio strettamente poliziesco funge da sottotrama, con interessanti abboccamenti forniti al lettore intorno alla sagacia del nostro commissario. Nel 1971, al 7░ salone internazionale dei fumetti tenutosi a Lucca, Gianni De Luca riceve il premio Yellow Kid come migliore disegnatore italiano e il commissario Spada viene stigmatizzato come "personaggio modernissimo per creazione grafica, linguaggio e contenuto". Mistero, indagine e uno sguardo appassionato sulla realtà e sulle utopie del tempo sono la base del ben congegnato Il caso della freccia dove si mostrano i labile confini tra bene e male, tra errori compiti in buona fede e l'inganno. Una tappa dove l'impianto valoriale del fumetto èmesso in evidenza senza risultare stucchevole o didascalico. Comuni, hippy, ribellismo giovanile e utopia. Una storia di amicizia e sentimenti perfettamente ambientata. Con il personaggio di Geromino del 1973 la serie si stabilizza su di un livello qualitativo elevato. Ormai tutto Ŕ rodato, e le vicende sono narrate con fluidità. Sempre più preponderante è la figura del figlio Mario a tutti gli effetti coprotagonista della serie: un elemento forse un po' artefatto ma assolutamente necessario all'architettura del progetto. Geronimo si mostra un antagonista coi fiocchi e la sua personale battaglia con Spada giocata tra astuzie e strategia conquista il lettore. Verso la maturità
Il  personaggio di Spada si mostra al lettore sempre più coinvolto emotivamente nelle vicende. Non solo uomo d'azione, progressivamente si apre al mondo che lo circonda, in uno sforzo (quasi titanico visto il carattere) di approccio empatico all'altro. E' in questa fase che gli autori della serie propongono un episodio della serie che pone un tassello fondamentale nella conoscenza del personaggio Spada. Il lettore è ormai conquistato e pronto a scoprire, con il figlio Mario, il passato tormentato e tragico del commissario. Il suo matrimonio con Lucia Della Valle e le intricate vicende tra sette sataniche e mistero che porteranno alla morte della moglie di Spada. Una morte redentiva, un sacrificio necessario per un bene maggiore. Anche se al pragmatico Spada, e al lettore, restano una serie di interrogativi. In questa vicenda anche il rapporto padre-figlio subisce un'accelerazione forse dovuta all'inevitabile crescita di Mario. La scrittura di Gonano si fa sempre più acuta e profonda pur non perdendo un'invidiabile levitÓ. De Luca, dal canto suo, contrappunta in modo superlativo la sceneggiatura allargando i concetti lì espressi attraverso un segno non solo evocativo. La complessità delle tematiche trattate e l'eccellenza delle soluzioni sia grafiche sia narrative, portano a compimento molte delle promesse della serie che in quattro anni è cresciuta in qualità, in intensità e in gradimento del pubblico. Dicembre 1974. Due occhi sbarrati, un volto tirato e raggrinzito che avvicinano il volto dell'uomo a quello di una tartaruga: così appare Sgrinfia sulla copertina de Il Giornalino. Un comprimario interessante questo Sgrinfia, un ladro vecchio stile, scassinatore dalle mani abili che s'illumina davanti ad una cassaforte. Presente come informatore di Spada dalle prime avventure assume nel tempo sempre più spazio fino a questa avventura a lui totalmente dedicata. Un'avventura centrale nella serie del Commissario Spada. E' con Il mondo di Sgrinfia che la serie viene traghettata verso nuovi lidi. L'evoluzione del tratto di De Luca e le soluzioni grafiche sperimentate apriranno De Luca alla famosa trilogia shakespeariana mentre il commissario Spada si prenderÓ una pausa di alcuni anni. Con Il mondo di Sgrinfia si conclude la prima fase della saga del Commissario Spada e contestualmente si pongono le premesse per la seconda, e più matura fase, che affronterà dopo una pausa di quattro anni tematiche come il terrorismo e il definitivo tramonto di un'epoca. Dal giallo si passa al noir, dalla risoluzione di un enigma, dalla scoperta di chi ha commesso un delitto si passa al perché il delitto è stato commesso, tra ragioni ed errori. L'avventura Il mondo di Sgrinfia si conclude nel febbraio 1975 e nell'ottobre dello stesso anno, sempre Il Giornalino, pubblica La tempesta, primo tassello della trilogia dedicata a Shakespeare: una vera rivoluzione nel mondo del fumetto.
Mentre De Luca si tuffa nel passato letterario continuando il suo lavoro di scavo dell'animo umano e, contestualmente, allargando le possibilità espressive del fumetto e della raffigurazione grafica, il mondo e la società, come aveva profetizzato Sgrinfia nell'ultima vignetta del primo ciclo del Commissario Spada, subiscono un'accelerata devastante...
Mentre De Luca si tuffa nel passato letterario continuando il suo lavoro di scavo dell'animo umano e, contestualmente, allargando le possibilità espressive del fumetto e della raffigurazione grafica, il mondo e la società, come aveva profetizzato Sgrinfia nell'ultima vignetta del primo ciclo del Commissario Spada, subiscono un'accelerata devastante. L'universo milanese di Spada è attraversato da nebbie più fitte di quelle magistralmente rappresentate da De Luca. La serie del commissario Spada incontra la tematica del terrorismo, dura e cruda realtà non nascosta ai giovani lettori de il Giornalino, un atto di coraggio e di fiducia nei ragazzi di editore e redattori: mostrare la realtà senza troppi veli e fornire chiavi di interpretazione, un impegno non indifferente. (...continua)

© 2001 Stefano Gorla - per gentile concessione dell'autore

  drive index | fumetti | archivio speciali
ę Copyright 1999-2010 Stefano Marzorati | a True Romance Production