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Teenage Death Songs pt. 1
Indice della Rock and Horror Encylopedia:

Introduzione

La bellezza del diavolo, di Gianfranco Manfredi

Teenage Death Songs e altre storie di ordinaria dannazione

Indice alfabetico delle schede dei gruppi e degli artisti presenti nella Rock and Horror Encyclopedia

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1958...

E' così freddo qui nell'oscurita', é così eccitante qui nell'oscurita'... (Roadrunner, Jonathan Richman and The Modern Lovers, 1977)

E' il 1958. L'America e' ormai invasa dal virus del rock'n'roll...Sono passati ormai quattro anni dall'avvento di "Re" Elvis, due dalla comparsa nelle classifiche radiofoniche di Rock Around the Clock di Bill Haley and The Comets, e tre dall'uscita di Rebel Without a Cause (Gioventu' bruciata), il film di Nicholas Ray che ha segnato la nascita del mito James Dean. l'immagine del "ribelle" inizia a prendere corpo nelle fantasie del teenager americano che detesta la scuola e i professori, si sente oppresso dai genitori e deve fare i conti con un'acne incipiente che diventa l'irrimediabile marchio di una "diversita'" visibile dall'esterno e, dunque, facilmente riconoscibile. Johnnyboy, cosi' chiameremo il nostro prototipo di quindicenne, ascolta spesso "The Pelvis" e, qualche volta, compie l'estremo atto di trasgressione mettendo sul piatto Who do You Love? di Bo Diddley, un rituale vooodoo messo in musica (il blues, appunto, ovvero la "musica del diavolo per eccellenza") da un'occhialuta anima nera. Nelle edicole Johnnyboy compra soltanto i fumetti della EC Comics, storie prodotte da kids un po' più grandi di lui, che schockano i benpensanti e le associazioni dei medici psicologi con la loro estrema carica di orrore e di violenza grafica. Storie che vedono spesso, come protagonisti, "mostri" umani ben piu' pericolosi dei Frankenstein e dei Dracula che, in passato, hanno popolato i suoi incubi di fanciullo. E zombies, molti zombies. Una cosa, comunque, Johnnyboy la sa per certa ed e' che, in fondo, queste varie mostruosita' lo attraggono profondamente, sono in qualche modo uno specchio, una superficie che riflette e assorbe non solo la sua acne, ma anche certe sue ansie e certe sue voglie. Anche il cinema intuisce le potenzialita' commerciali di un connubio tra mostri e teenagers. Per esempio, la matinee' a cui Johnnyboy ha appena assistito, proponeva, accanto al nuovissimo Dracula della Hammer, anche I Was a Teenage Werewolf, I Was a Teenage Frankenstein e Blood of Dracula, tre dei piu' grossi hits teenageriali del momento. Tre pellicole dove vampiri, lupi mannari, e patchworks cimiteriali corrono per i cortili e i corridoi di high schools decrepite e sonnacchiose; dove innocui laboratori di fisica diventano teatro di orrende trasformazioni ai danni di inconsapevoli studenti. Il destino dei teenagers e' segnato: non soltanto sono afflitti da acne devastanti e crisi d'identita', non solo diventano prede di cotte furibonde per la precoce compagna di banco, o vittime inermi dei soprusi quotidiani perpetrati dai kids piu' grandi, ma vengono anche trasformati in mostri per mano di improbabili mad doctors che assomigliano tanto a quel vecchio barbogio del professore di chimica!

La strada per traformarsi in juvenile delinquents, almeno a livello di fantasie, e' quindi davvero breve. E Johnnyboy e' aiutato in questi suoi impossibili sogni di vendetta e di rivalsa dai tanti romanzi di teenage exploitation che affollano gli scaffali dei drugstores e che mischiano sapientemente sesso ( a dosi moderate), violenza e rock'n'roll. Titoli come Teenage Jungle, Hollywood Rebels, Dangerous Youth, Cry Baby Killer, Eighteen and Anxious offrono abbondante materia immaginifica per dare sfogo alle fantasie piu' sfrenate e proibite. L'orrore dei fumetti e del cinema si sposa con la realta' delle gangs giovanili, delle folli corse in macchine suicide che spesso, come il buon King ci ha insegnato, sono battezzate "Christine". E il sogno si fa sempre piu livido, per questi emuli di Dean "bello e dannato", nati per correre prima ancora che Bruce annunciasse il Verbo. E l'orrore, i luoghi e i miti del macabro e dell'inquietante iniziano a contaminare, seppure in forma primitiva e ingenua, anche la musica giovane.E' proprio del 1958 la nascita della musica "mostruosa", quando John Zacherle, noto presentatore di un horror show televisivo dall'aspetto non troppo rassicurante, decide di incidere Dinner with Dracula, un insulso motivetto quasi recitato su una base di rock'n'roll. La canzone riscuote un moderato successo e viene seguita, qualche anno piu' tardi, da The Monster Mash, cantata da un certo Bobby Pickett imitando le inflessioni della voce del grande Boris Karloff (per la cronaca, ne fu realizzata una seconda versione nel 1973).  Ma per rintracciare nella musica giovane la comparsa di una ben piu' sinistra linfa occorre attendere i primi anni Sessanta, quando il nostro Johnnyboy finisce sotto naja, il vento che spira dalla Cambogia porta il primo odore di carne vietnamita bruciata dal napalm e le due K entreranno nella storia grazie a dei colpi secchi di fucile...Non e' soltanto negli Stati Uniti che il seme maligno viene posto, con effetti del tutto nefasti. Anche nel vecchio continente i venti del cambiamento soffiano impetuosi contro l'establishment. Si e' gia' parlato abbondantemente dei Rolling Stones come di anime sporche e cattive da contrapporre all'immagine piacevole pulita dei quattro "scarafaggi" di Liverpool (stiamo parlando di Lennon e soci, naturalmente). Ben presto considerati come i capibanda di una cospirazione internazionale di "sballati" rock'n'roll destinata a insidiare la società con droghe, musica, sesso libero e violenza, Jagger e compagni sono tra i primi a introdurre nella storia della musica giovane le prime "note in nero" e ad incarnare un ideale deviante e demoniaco. A partire da Satisfaction, con quel minaccioso giro di chitarra distorta che diverra' immortale, per arrivare a Paint in Black (1966), una canzone di morte e di disperazione caratterizzata dal sitar di Brian Jones, e oltre, tutti gli album delle "pietre rotolanti" includeranno sempre almeno una canzone con un tema sinistro. Their Satanic Majesties Request (1967), dal titolo gia' fortemente indicativo, ritrae in copertina gli Stones addobbati con abiti da maghi medievali. E nel successivo Beggar's Banquet appare la mitica Sympathy for the Devil (simpatia per il diavolo) un drammatico monologo di un personaggio che altri non e' se non Lucifero, l'angelo caduto, il quale racconta all'umanita' i suoi trionfi e sollecita le anime alla dannazione eterna, con un misto di charme e di minacce. E' in questo periodo che Mick Jagger inizia a mostrare un grande interesse verso i soggetti occulti. Grande ammiratore dello scrittore vittoriano Arthur Machen, precursore di certo orrore moderno, Mick cita spesso nei suoi discorsi il "Racconto della polvere bianca", nel sostenere che nessuna droga dovrebbe essere consumata finche' i suoi ingredienti non siano stati accertati, e adducendo come tesi proprio la sorte toccata alla sfortunato protagonista del racconto di Machen. Piu' avanti gli Stones continuano a perseguire questa vena "maledetta" alimentata da fatti tragici come la morte di Jones, sfornando brani come Midnight Rambler (ispirata alla vera storia di Albert Di Salvo, il famigerato "strangolatore di Boston"), Let It Bleed (Lascialo sanguinare, 1969) e Sister Morphine. Per il gruppo l'America é sempre stata un paese esotico e violento, fantasticato con le potenti immagini del rhythm'n'blues, ma la loro trasferta nella patria sognata si rivela letale, in quel maledetto anno 1969. Dopo Charles Manson, infatti, le agghiaccianti visioni raccolte in tante canzoni diventano pericolosamente reali. Al festival di Altamont, in California, nell'estate di quell'anno, gli Hell's Angels del servizio d'ordine ingaggiato dal gruppo celebrano il rito sacrificale che sancisce la fine del sogno di Woodstock, uccidendo un ragazzo di colore proprio sotto il palco dove gli Stones stanno cantando Let It Bleed: "A tutti noi serve qualcuno di cui nutrirsi, e se vuoi, puoi nutrirti di me. Prenditi il mio braccio, prenditi la mia gamba ma, bambina, non prenderti la mia testa...Tutti noi abbiamo bisogno di qualcuno da dissanguare e, se vuoi, puoi dissanguare me...". Dancin'with Mr. D , nel 1973, sancisce un po' l'affievolirsi di questo "mood" macabro e pagano, proponendo un ultimo duetto degli Stones nientemeno che con la morte stessa. Come ha scritto Lenny Kaye, critico e chitarra solista del Patti Smith Group, "il potere dei geroglifici sonori degli Stones, dei loro ipnotici atteggiamenti - pose sataniche, edonismo pansessuale, delinquenza come prassi politica - deriva dal fatto che tutto cio' e' materia distillata dalle menti dei principi delle tenebre del rock: sono mostri mentali vivi da sempre, svegliati dai sotterranei piu' profondi della geologia sonora...". successiva >> 

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