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Teenage Death Songs pt. 11

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Rock in movies: la notte delle chitarre viventi.../2

Due grossi esempi di come più volte il cinema horror abbia ambito ad avere una colonna sonora interamente heavy metal sono stati offerti da Shocker, diretto da Wes Craven e da Nightmare 6: Freddy Is Dead, di Rachel Talalay. Ma se il film di Craven primeggia per scelta dei brani e degli esecutori (Alice Cooper, Iggy Pop, Bonfire, Megadeth, Voodoo X), il capitolo finale della saga di Mister Artigli offre una sound-track alquanto deludente e fiacca. Spiace assistere dunque alla dubbia peformance di gruppi come Goo Goo Dolls e Johnny Law e, alla fine, si salva soltanto l'inquietante canzone che accompagna i flashback dei titoli di coda, ovvero Why Was I Born?, cantata da uno smagliante Iggy Pop, e quasi una confessione autobiografica del molestatore di bambini per eccellenza.

C'è stato solo un caso dove un argomento strettamente rock ha preso saldamente la scena, complici le polemiche sui messaggi subliminali e il rock demoniaco. Si tratta di Morte a 33 giri, esempio non imitato di contatto diretto con la materia musicale. Presuntuoso negli intenti e dagli esiti un po' troppo scontati, il film di Charles Martin Smith mette in scena un clone di Alice Cooper, un chitarrista che risorge dalla morte grazie a un patto demoniaco, evocato da una registrazione postuma che cade nelle mani di un suo giovane fan. Gli altri film che tentano di prendere spunto dal mondo del rock sono ben poca cosa, dimostrando per l'ennesima volta che l'approccio, fino ad oggi, è stato condotto in modo sbagliato e soprattutto svogliato da parte degli addetti ai lavori. Citiamo per puro dovere di cronaca Slaughterhouse Rock e Black Roses, entrambi deludenti. In chiusura segnaliamo ancora qualche altro frammento: i Wasp di Blackie Lawless con Scream Until You Like lt, inclusa nella colonna sonora del fiacco Ghoulies 2, uno scherzo innocuo e nulla più; e la grande intuizione di Leatherface, terzo capitolo della saga di Mr. Faccia di Cuoio, diretto da Jeff Burr su sceneggiatura del grande David J. Schow (tuttora inedito in Italia). La chiusura del film viene affidata ai Laaz Rockit che non perdono l'occasione di tributare un giusto omaggio al personaggio con l'omonima e durissima Leatherface. Forse una nuova direzione per il futuro è quella che David Lynch ha indicato in Cuore selvaggio: almeno due momenti del film, la scena in discoteca e quella sull'autostrada, sono accompagnati da abbondanti dosi di thrash metal. Una testimonianza, questa, dell'affiorare di una nuova estetica che ben si sposa con certe immagini e certi intenti affabulatori.

Rock'n'roll horror

I vecchi fantasmi se ne sono andati. Lunga vita ai nuovi demoni.

(Philip Nutman)

Lo splatterpunk è una definizione che, secondo la leggenda, è stata utilizzata per la prima volta da David J. Schow. Come scrive Paul Sammon in appendice all'indispensabile antologia-manifesto Splatterpunks (St. Martin's Press, New York, 1990): "Cosa diavolo è lo splatterpunk? Bene, prima di tutto rimuovete i limiti che la società e il cosiddetto buon gusto impongono alla narrativa fiction. Tutti i limiti. Aggiungete una buona dose di shock, altrettanta di shock movies, televisione notturna e i riffs urlanti delle migliori heavy metal band del mondo. Infine, rimescolate con una forte consapevolezza della cultura pop". Questi gli ingredienti. Il risultato è una letteratura estremamente aggressiva, esplicita e immediata. E la ricetta si adatterebbe benissimo allo stato della musica odierna, o perlomeno di tante sue propaggini estreme più recenti. Dapprima certo heavy metal canonico e poi sottogeneri come il post punk e il thrash, il death e il grindcore hanno attinto dalle medesime fonti, in primo luogo dalla violenza reale, utilizzando come filtro l'immaginario mutuato dalla cultura dei film horror, dei B movies, dei fumetti underground e della televisione, un medium non trascurabile e contenitore di suggestioni tremendamente potenti. Opere come i Books of Blood di Clive Barker o il romanzo The Light at the End di Skipp and Spector stanno al moderno stato dell'orrore letterario così come Scream Bloody Gore dei Death o Altars of Madness dei Morbid Angel stanno allo sviluppo attuale dell'heavy metal. I parallelismi tra cultura letteraria e cultura musicale, d'altronde, sono più di uno, derivando entrambe da un milieu culturale e sociale che è in realtà lo stesso.

Le caratteristiche dell'espressione rockistica, ovvero una trama sonora accompagnata dalla presenza di un testo, sono inevitabilmente un'operazione letteraria. E il rock è un linguaggio multimediale, così come lo è la nuova letteratura orrorifica. Le prime reazioni che lo splatterpunk provoca sono generalmente improntate alla revulsione e al malessere, ma in realtà dietro la superficie di queste reazioni si cela ancora una volta un unico sentimento primario, la paura. Un'emozione che lo splatterpunk stimola e sovracccita, proprio come i ritmi esasperati del thrash. E in entrambi i casi lo scopo è quello di risultare realmente disturbanti e, di conseguenza, sovversivi nei confronti del pubblico, sia esso formato da lettori o da spettatori di un concerto. Rovesciare la comune visione delle cose, le regole stabilite, rivoltare come un guanto le convenzioni e mostrare quello che sta sotto di esse, nascosto. Minare alle fondamenta le opinioni della gente sul sesso, sullo status quo sociale, sul concetto della propria morte. Questi sono gli obiettivi dei due linguaggi. E come il rock, anche la letteratura splatterpunk fa uso della strategia dell'eccesso come forma più alta di provocazione, in una sorta di rituale esorcistico che per condannare è costretto ad usare gli stessi strumenti oggetto della condanna. Come il rock estremo, quindi, anche lo splatterpunk è animato da una filosofia profondamente nichilista, piena di rabbia e furore, di frustrazione inespressa, arrivando ad assumere negli esempi migliori una valenza politica. Lo splatterpunk è un sottogenere, così come lo sono il death, il grindcore o l'hardcore. In quest'ottica il termine coniato inglo-ba implicazioni di natura più genericamente musicale e filmica: lo "splatter" è una cifra stilistica inventata o comunque resa istituzionale dal cinema, "punk" fa riferimento allo stesso spirito che animava il movimento del '76-77 in Inghilterra e negl~ Stati Uniti negli anni seguenti. Come il death e il grind, lo splatterpunk tende a rovesciare le convenzioni stabllite all'interno dell'orrore come genere cinematografico, soprattutto certo conservatorismo che ha animato la filosofia produttiva dietro il perpetuarsi di saghe di personaggi come Jason o Freddy Krueger. È una rivoluzione all'interno stesso del genere, così come ha fatto e sta facendo il corrispettivo fantascientifico del genere, ovvero il "cyberpunk" di William Gibson e degli altri ispiratori del movimento. Il termine "rock'n'roll horror" venne coniato per la prima volta per definire il lavoro di autori splatterpunks come John Skipp e Craig Spector. I due hanno contribuito notevolmente a introdurre nella narrativa horror moderna elementi mutuati dall'universo rock. In The Scream il duo raggiunge la vetta ponendo al centro della vicenda un gruppo di heavy metal satanico, The Scream, che nella fiction del racconto realmente ha stretto un patto con i demoni e "sacrifica" le proprie vittime. I fans diventano così agnelli sacrificali in un'estensione del concetto di rock messianico che attraversa gran parte della storia della cultura e della musica rock (da Morrison in poi). Alla band satanica viene opposto un gruppo di heavy metal positivo e, in mezzo, un predicatore televisivo e i suoi seguaci. E il romanzo non si basa su una divisione manicheista tra buoni e cattivi. Con l'ultimo The Bridge, un romanzo di puro orrore ecologico, Skipp and Spector si spingono più in là. Oltre a nominare i dischi e i musicisti che li hanno ispirati durante il processo di scrittura, invitano i lettori a scrivere per ricevere a casa la colonna sonora ideale che potrebbe far da commento alle immagini descritte nel racconto. Rock e messaggi subliminali, annientamento della personaIità e tutte quelle voci attinte dalla cronaca reale, affiorano anche in The Kill Riff, un romanzo scritto da colui che viene definito il papà del movimento, ovvero David J. Schow. E la storia di un padre di famiglia borghese e conservatore, che decide di sterminare i componenti di un gruppo metal, perché responsabili ai suoi occhi della morte della figlia, calpestata brutalmente durante un concerto della band. Ma altre suggestioni rockistiehe emergono nella sua opera: il bel racconto presente nell'antologia Shock Rock, curata da Jeff Gelb, e intitolato Odeed, vede come protagonisti i Gasm, dei thrashers che scoprono di possedere un enorme potere, quello di sciogliere letteralmente la platea con la pesantezza della loro musica.

Il rock si offre come spunto anche in romanzi quali Crucifax di Ray Garton e Ghoul, di Michael Slade, che prende spunto dalla figura e dall'opera di Alice Cooper (autore soddisfatto dell'introduzione). Fuori dai confini dello splatterpunk si muovono invece Anne Rice e la sua creatura, il vampiro Lestat, che a contatto con la contemporaneità ricerca nel ruolo di roek star un canale privilegiato per comunicare con gli umani e rendere così istituzionale la propria profonda e insanabile diversità. E anche Nancy Collins, e la sua saga della vampira punk Sonja Blue, protagonista di Sunglasses After Dark e di altri due romanzi basati su un'estetica punk e allo stesso tempo neoromantica che avvolge le storie e i personaggi. L'antologia Shock Rock, edita nel 1991 e curata da Jeff Gelb, fa infine un po' il punto della situazione e offre una galleria di racconti tutti ispirati dall'immaginario rock, con risultati davvero incoraggianti e sorprendenti. Miti come Hendrix, Bob Dylan, Janis Joplin, generi come il punk, il metal, il rock'n'roll primordiale attraversano i vari raceonti, firmati da autori come F. Paul Wilson, Graham Masterton, Ray Garton, Rex Miller, Stephen King, John Shirley e Richard Christian Matheson. Nell'introduzione il curatore cita una lista di gruppi senza la cui ispirazione il libro non sarebbe nato: Beach Boys, Led Zeppelin, Genesis, Tangerine Dream, AC/DC e alcune delle più importanti stazioni radio rock statunitensi. Racconti dove il rock riempie l'atmosfera, costituisce il background, lo sfondo delle storie, e non si limita a fare da colonna sonora. Si tratta di una intrigante visione per il futuro, quindi, e di un'eccellente premessa per ulteriori contaminazioni tra i due generi espressivi.

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