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Triumvirat - MEDITERRANEAN TALES 54'19" (Harvest)

Ricordo quando erano protagonisti dell'ondata rock-progressivo. Già i dischi pubblicati dalla Harvest erano sinonimo di qualità. I Triumvirat erano una band tedesca con un suono e una proposta simili a Yes, Genesis, Renaissance e Emerson, Lake & Palmer. Ora vengono ristampati tutti i loro cd, compreso questo primo Mediterranean Tales, in attesa di un nuovo album di studio che dovrebbe uscire quest'anno.
Certo ascoltare questo cd oggi è come inchiodarlo in una ristretta morsa. Infatti appare stantio, però all'epoca era molto e alcune tracce come Be home for tea non avevano nulla a che fare con il rock-progressivo, ma piuttosto annunciavano ballate rock'n'roll sul genere di Meat Looaf, Eleven Kids è già diversa e ha aperture classiche alla Ekseption (se solo penso a questi nomi mi viene una nostalgia tremenda). Ma mel loro paiolo di rock-progressive i Triumvirat cercavano di fagocitare altri elementi e già Illusions on a double dimple ne è stata la conferma. Un circo dove la musica era davvero la colonna sonorab di giocolieri, mangiafuochi e fate. Eleven kids è forse il brano migliore dell'intero cd, una favola che in Italia band come Semiramis avevano provato a cimentarsi con risultati positivi.
Tecnicamente sono ineccepibili...lunghi capelli sciolti che ondeggiano sulle tastiere ad inseguire fantasmi che evocano un periodo dove, forse, la musica si poteva concedere qualche notevole apertura e poche costrizioni commerciali. E/Minor 5/9 Minor/5 è pura anarchia sonora, uno stato di grazia che fotografa come poteva essere la Germania di allora. Infatti i Triumvirat si innamorano per questo pezzo dei conterranei Ash Ra Temple e il kraut cosmic rock la fa da padrone: psychedelia cosmica in frantumi e arzigogolata da sapienti pulsazioni del basso.Ritorni al passato , un tuffo nel 1800 e immagini oniriche fiabesce, perchè i Triumvirat hanno rappresenttato anche questo e Broken Mirror ne è il fulgido esempio. Across the waters è la lunga suite di apertura e il pezzo più reminscente di progressive con i suoi stacchi d'epoca e le grandissime tastiere di Jurgen Fritz. Una curiosità: il produttore di questo album è Rainer Pietsch che è stato anche il produttore dei primi dischi di Amanda Lear e de Munich Album di Patty Pravo.

Lino Terlati

© 2006 Lino Terlati - per gentile concessione dell'autore


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