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2 giugno 2010

Sotto il segno di Helter Skelter: Charles Manson e Dennis Wilson

Altamont, Helter Skelter, dune buggies e visioni dell'Apocalisse nella Valle della Morte. I fiori disseccati. La nera signora ha folti capelli, un medaglione pacifista appeso al collo, le nude costole a malapena nascoste da un gilet a motivi floreali. La Morte è in viaggio, sulle strade d'America...

Il più grande desiderio di Charles Manson era sempre stato quello di diventare una rock star. Molto tempo prima di formare la sua spaventosa Famiglia e stabilirsi, con essa, allo Spahn Movie Ranch, nella Simi Valley, vicino a Los Angeles, Charlie aveva trascorso un lungo periodo vagando per la California, come un menestrello, suonando la chitarra e scrivendo canzoni. Aveva passato più di metà della sua vita in prigione per aver commesso diversi reati (furto d'auto, falsificazione di assegni, favoreggiamento della prostituzione, furto con scasso), ma tutto questo non sembrava aver cambiato le sue ambizioni e i suoi progetti per il futuro.
Quando incontrò, nel 1968, il ventitreenne Dennis Wilson, componente dei Beach Boys, le sue speranze di fare l'ingresso nel mondo dorato dello show business erano più che mai vive e urgenti. I due si incontrarono attraverso una serie bizzarra di circostanze, in un giorno della tarda primavera di quell'anno. Wilson aveva raccolto per strada due autostoppiste, Ella Jo Bailey e Patricia Kerwinkel. Entrambe, all'insaputa di Wilson, erano membri della Famiglia di Manson. In macchina Dennis disse loro di essere uno dei Beach Boys e, alla fine, le condusse nella sua casa sul Sunset Boulevard per mostrare loro la sua collezione di dischi d'oro. Wilson, come aveva sperato fin dall'inizio, finì con il fare del sesso con le due ragazze (un'esperienza che gli avrebbe lasciato, per ricordo, una gonorrea). Quando tornò a casa quella notte, dopo una session di registrazione in studio, Manson e gli altri membri della Famiglia erano lì ad aspettarlo, fumando marijuana, bevendo e frugando nel suo frigo alla ricerca di cibo. Rimasero con lui per quasi tutta l'estate, in quello che passò alla storia, successivamente, come il "periodo del Sunset Boulevard" della biografia di Manson.
Dapprima Wilson sembrò felice della cosa. Con Manson come ospite le orge erano diventate una routine giornaliera e, per molti aspetti, il Beach Boy e Charlie nutrivano la stessa visione del mondo. In realtà Wilson rappresentava una facile vittima per la straripante e influente personalità di Manson. Sesso e droghe psichedeliche riempirono dunque quell'estate e Wilson, che conduceva un'esistenza piuttosto agiata, fu sempre ben disposto a pagare il conto di simili eccessi. Manson, tuttavia, vedeva in Wilson la chiave per poter finalmente soddisfare il suo desiderio più segreto: diventare una pop star. A quel tempo i Beach Boys erano ormai all'inizio del loro declino, a causa del fiasco del loro ultimo album, Smile, e del profondo cambiamento che si era verificato nel clima culturale. Tuttavia Wilson e i suoi compagni godevano ancora di buon credito presso la loro compagnia discografica, la Capitol, e questo aveva permesso loro di fondare una propria etichetta discografica, la Brother.
Wilson, favorevolmente impressionato dalle canzoni di Charlie, si impegnò a registrarle. Presentò così Manson al resto del gruppo e, alla fine, gli mise a disposizione lo studio di registrazione del fratello Brian. Con l'aiuto del tecnico Stephen Despar, Manson incise una mezza dozzina di canzoni, quell'estate, che diventarono dei demo. I giudizi sulla qualità di quelle composizioni erano piuttosto discordanti ma, in generale, le riconoscevano come passabilmente discrete. Manson e Wilson speravano che il produttore Terry Melcher si interessasse all'affare e accettasse di intervenire in sede di produzione. Otto mesi più tardi, nella primavera del 1969, Melcher concesse a Charlie un'audizione che si rivelò però del tutto insoddisfacente, e interruppe così ogni sua collaborazione. In quel periodo i rapporti tra Wilson e Manson si erano già deteriorati.
Verso la fine della precedente estate, infatti, la presenza di Charlie e dei suoi amici nella sua casa era diventata sempre più ingombrante e spiacevole. Ormai, il lato psicotico della personalità di Manson emergeva sempre più frequentemente e dava origine a episodi piuttosto sgradevoli: un giorno, mentre Dennis era assente, Manson cercò di violentare la sua ragazza, Croxey Adams, minacciandola con un coltello. Wilson, che aveva molta paura di Manson e non intendeva affrontarlo direttamente, scelse alla fine la soluzione più facile del problema: ruppe il contratto d'affitto e lasciò al proprietario della casa l'ingrato compito di cacciare Manson e i suoi.

I guai di Wilson, però, non erano destinati a finire qui. Per molto tempo ancora Charlie gli stette alle costole, implorando un suo aiuto. Finché un giorno Wilson convinse i Beach Boys a registrare una delle sue canzoni per il loro nuovo album.
La canzone scelta era Cease to Exist, ma il gruppo cambiò opportunamente i versi del ritornello in Cease to Resist e reintitolò il brano Never Learn Not to Love. Queste modifiche non preannunciate provocarono la collera di Manson, che vedeva offesa la propria dignità artistica, ma la canzone apparve sull'album 20/20 e anche come facciata B del singolo Bluebirds Over the Mountain, che andò al sessantunesimo posto della classifica (probabilmente la posizione più alta mai occupata da un assassino di massa). Questo fatto rappresentò, tuttavia, più che l'inizio, la fine della carriera di Manson come compositore. Nei mesi successivi Charlie iniziò a nutrire un odio sempre più crescente verso Melcher, colpevole ai suoi occhi di aver stroncato sul nascere una così brillante carriera. Mentre iniziava a progettare, nei minimi dettagli, la sua vendetta. Manson si immerse in ascolti sempre più ossessivi del White Album dei Beatles. Credeva, infatti, che il disco contenesse dei messaggi segreti a lui solo destinati e, in uno dei brani, l'ormai celebre Helter Skelter, scoprì lo spunto di una strategia di terrore psicologico da utilizzare con successo. Manson sapeva del recente trasloco di Melcher dalla casa di Cielo Drive ma, nonostante questo, diede il via alla sua personale campagna di terrore ai danni del produttore. Nel tardo pomeriggio del 9 agosto 1969, alcuni membri della Famiglia penetrarono nella casa e trucidarono selvaggiamente tutti i presenti: Sharon Tate, attrice e moglie del regista Roman Polanski, ormai alla fine della sua gravidanza, e i suoi amici Jay Sebring, Abigail Folger e Voytek Frykowski e il giovane Steven Parent.
Per Manson questo fu l'inizio di un momento di gloria.
Pochi mesi dopo il fatto venne arrestato e sottoposto a un processo largamente pubblicizzato e ripreso dai mass media. Ora era finalmente diventato, anche se in modo perverso, una pop star, mentre per le famiglie e per gli amici delle vittime tutto assomigliava a una tragedia senza senso. Per Melcher fu invece l'inizio di un lungo periodo di angoscia e paura. E per Dennis Wilson, infine, soltanto un altro squallido capitolo di una vita confusa. Dei tre fratelli Wilson, Dennis era quello di mezzo, separato di due anni da Brian e Carl. Era diventato la pecora nera della famiglia, un titolo che riuscì a conservare anche all'interno dei Beach Boys. Dopo la sua espulsione dal liceo. Dennis trovò nel gruppo un paradiso di soldi e successo. Era il solo vero surfer del gruppo e fu lui, durante le prime session di registrazione, a suggerire che il surf avrebbe rappresentato il loro passaporto per il successo. Aveva ragione, e i successivi guadagni si rivelarono enormi, grazie a un'impressionante serie di successi realizzati tra il 1963 e il 1966: I Get Around (1964). Help Me Rhonda (1965) e Good Vibrations (1966), tutti e tre numeri uno delle classifiche.
Nonostante il successo, i problemi di Dennis continuarono. Probabilmente le radici del suo malessere erano molto profonde: il padre possedeva una personalità sadica. Dennis si sposò cinque volte, ma erano matrimoni seguiti, subito dopo, dal divorzio. Sviluppò nel corso degli anni una forte dipendenza da alcol, cocaina ed eroina. Della sua breve amicizia con Manson, Wilson non amava parlare, rifiutando ogni commento. Solo una volta, nel 1976, ebbe a dire: "Non voglio parlare di Manson. Penso soltanto che sia un fottuto malato. Penso a Roman e a quelle meravigliose persone che avevano una bella famiglia. Dovrei trarre un qualche vantaggio da tutto questo?"
Per tutta la sua vita Wilson si rifiutò di sottoporsi a una cura per i suoi problemi. Il 28 dicembre 1983, mentre era in stato di ubriachezza, annegò mentre nuotava nelle acque gelide dell'Oceano, al largo di Marina del Rey, California.
Aveva trentanove anni.